Vivere in campagna è una prospettiva reale per un milanese su due, in cerca di una diversa soluzione abitativa e sociale rispetto alla frenesia della metropoli e ai problemi dell’immediato hinterland. Il 15% è pronto a farlo subito, preferendo città più piccole e aree rurali dove godere di una miglior qualità della vita.

A rivelare questa tendenza è uno studio realizzato da The European House Ambrosetti, su commissione di tre GAL (Gruppi di Azione Locale) di altrettante province a sud di Milano: Pavia, Cremona e Mantova. Tre territori che si configurano come un ecosistema di città non estese, borghi e aree rurali. Su di essi, il 51,7% del campione intervistato avrebbe puntato gli occhi.

Il desiderio di allontanarsi dall’area metropolitana di Milano è mosso soprattutto dai ritmi insostenibile e dal costo della vita salito alle stelle. Fattori che hanno reso il capoluogo lombardo una città sempre più esclusiva, oltre che dall’aria considerata poco salubre. E nella fascia sud della Lombardia ci si prepara ad accogliere questa crescente domanda.

Vivere in campagna: dove e perché

Oltre Milano, nuova qualità della vita è il titolo dell’indagine promossa dai GAL Risorsa Lomellina, Oltrepò Pavese e Terre del Po con The European House Ambrosetti, nell’ambito del progetto Dimore e Borghi finalizzato valorizzare la vivibilità e le opportunità offerte dalle tre province lombarde.

In seguito ad analisi qualitative e quantitative, più di metà dei milanesi (nativi e adottivi) intervistati è disponibile a spostarsi in zone di prossimità come Lomellina, Oltrepò pavese e mantovano, Oglio. Territori ritenuti adatti a rispondere a una nuova esigenza di qualità della vita. Il 15% si dice già pronto al trasferimento.

Ritmi più tranquilli e un ambiente meno inquinato e più vicino alla natura per molti significa intraprendere uno stile di vita più sano e sostenibile. Trasferirsi in campagna può rappresentare un cambiamento significativo rispetto alla vita urbana. All’orizzonte, un’esperienza stimolante in un contesto differente. Il tutto a costi più contenuti.

Cosa cerca chi vuole lasciare Milano?

Lasciare Milano e andare a vivere in campagna non è tuttavia una scelta incondizionata. Ci sono imprescindibili esigenze legate ai servizi di base. Oltre 60% li ritiene il fattore decisivo: senza adeguate strutture sanitarie, connessioni internet veloci, trasporti efficienti, centri commerciali, sarebbe difficile lasciare la grande città.

Il 70% vuole garanzie sulla sicurezza, mentre il 44% ritiene importante la disponibilità di luoghi di aggregazione, ricreativi e culturali. Circa il 50% si trasferirebbe fuori Milano solo con la possibilità di una posizione lavorativa comunque soddisfacente a livello di retribuzione e prospettive di carriera. Una sede di lavoro che sia vicina e che, in ogni caso, permetta lo smart working.

In definitiva, i milanesi vogliono mantenere relazioni lavorative, familiari e di conoscenza con la metropoli, pur emergendo il crescente desiderio di individuare un luogo più sostenibile in cui abitare, anche in via definitiva.

Case, ambiente, servizi: le preferenze dei milanesi

Dallo studio emergono altri dati interessanti. A volersi trasferire è soprattutto chi è nel pieno della propria attività lavorativa, un dato pari al 60,8% degli intervistati nella fascia d’età 45-54 anni e al 50,6% in quella 55-64 anni, quindi prossima alla pensione. I principali driver per gli uomini sono il costo più abbordabile delle case e la qualità ambientale, mentre le donne tengono conto, oltre che dell’ambiente, soprattutto dei servizi alla persona (asili nido, scuole, ospedali, farmacie).

Due persone su dieci (18%) in realtà non conosce o non ha mai visitato i territori presi in considerazione, quelli di Pavia, Cremona e Mantova. Chi le conosce, finora le considerava soprattutto come mete per gite fuori porta e posti dove si mangia bene.

Su questi risultati si baseranno le azioni del progetto Dimore e Borghi, allo scopo di intercettare le esigenze dei cittadini milanesi propensi al trasferimento e riprogettare i territori dei GAL attraverso iniziative di comunicazione e la definizione di un’offerta abitativa in grado di attrarre un bacino significativo di potenziali nuovi residenti.