Il 6 febbraio è il Waitangi Day, la festa nazionale con cui la Nuova Zelanda celebra la firma del trattato del 1840 tra la Corona Britannica e i Maori.

Oggi in Nuova Zelanda si festeggia il Waitangi Day, una festa nazionale che commemora la firma del Trattato di Waitangi avvenuta il 6 febbraio 1840 tra la Corona Britannica e i capi dei Maori, gli indigeni polinesiani dell’isola dell’Oceano Pacifico.

Cosa è il Trattato di Waitangi

Il termine “maori” significa “normale” o “naturale” e si contrappone al termine “pākehā“, che indica gli individui di origine europea, utilizzato per definire gli inglesi. Secondo il trattato, i Pākehā mantenevano la sovranità dell’isola, mentre i Maori il diritto di mantenere le proprie terre e di godere degli stessi diritti dei sudditi britannici.

Nei primi decenni successivi alla firma del trattato, vi fu una collaborazione e un rispetto reciproco tra inglesi e Maori. Tuttavia già negli anni Sessanta dell’Ottocento si verificarono i primi scontri, principalmente a causa degli espropri di terre subiti dalla comunità maori.

Gli attivisti maori sostengono che nel tempo il Trattato di Waitangi sia stato sempre meno rispettato, con i colonizzatori che avrebbero vessato sempre di più i nativi, anche a causa delle divergenze tra le versioni in inglese e maori dell’accordo.


Le dispute sulla traduzione

Il testo, redatto in due lingue, resta però ambiguo, perché la traduzione in maori, fatta dai missionari britannici, differisce spesso dalla versione inglese, dando vita a interpretazioni diverse del testo: questo anche perché nella lingua autoctona Te Reo mancano certe parole per esprimere alcuni concetti chiave dell’accordo, come ad esempio la parola “sovranity”, che non ha equivalenti in lingua maori.
La versione inglese afferma la sovranità della Corona britannica sulle isole e stabilisce l’istituzione di un governo con l’obiettivo di preservare l’espansione coloniale britannica, garantire la pace e l’ordine interni, nonché proteggere i diritti e le proprietà della popolazione maori.
Nella versione maori si afferma che l’istituzione del nuovo governo britannico rispetterà l’autonomia tribale (rangatiratanga) e il possesso delle terre maori, mantenendole inalterate.

Il Waitangi Day

Fino agli anni Trenta, l’anniversario del Trattato di Waitangi si festeggiava il 29 gennaio, data in cui William Hobson, esploratore inglese di origini irlandesi e primo governatore della Nuova Zelanda, era sbarcato sull’isola.

Le prime celebrazioni in onore del trattato si tennero nel 1934, per poi diventare regolari dal 1947. Nel 1963 il Waitangi Day è diventato festa regionale e, infine, nel 1973, è diventato ufficialmente la festa nazionale della Nuova Zelanda.

Spesso le celebrazioni del Waitangi Day sono accompagnate da alcune proteste organizzate dagli attivisti maori, che non riconoscono questa ricorrenza e che in segno di protesta espongono la bandiera dell’indipendenza maori e ballano l’haka, la danza della guerra, per sfidare una società di cui fanno parte ma in cui non si sentono completamente integrati.

Le celebrazioni per il Waitangi Day

In occasione del Waitangi Day, i neozelandesi celebrano la diversità culturale e riflettono sulle sfide e sui successi della loro nazione. I festeggiamenti si svolgono in tutto il Paese con eventi culturali, cerimonie ufficiali, sfilate, concerti e attività comunitarie. A Waitangi la giornata è particolarmente significativa, con discorsi, danze tradizionali e incontri tra i rappresentanti delle autorità governative e le comunità maori.

Il Waitangi Day oggi non è solo un giorno di festa, ma anche un momento di riflessione sulla storia della Nuova Zelanda e sulla relazione in continua evoluzione tra i Maori e gli altri cittadini del Paese. La festa è spesso un’opportunità per discutere di questioni come la giustizia sociale, i diritti dei popoli indigeni e la pace tra le comunità. Inoltre, il Waitangi Day è un’occasione per celebrare la ricchezza della cultura maori attraverso la musica, l’arte e la gastronomia.

Come arrivare in Nuova Zelanda

Raggiungere la Nuova Zelanda non è una passeggiata, dal momento che tra scali e percorrenza passano circa 24 ore di volo. Quindi, prima di prenotare gli aerei via app, il consiglio è di organizzare il viaggio al meglio: la fatica però viene ripagata dalla bellezza indimenticabile dell’arcipelago, dal calore e dall’accoglienza della terra dei Maori e dalla biodiversità marina e terrestre, come l’incredibile continente emerso di Zealandia.