Settembre è il momento ideale per regalarsi una piccola fuga in famiglia e scoprire una terra dove borghi, boschi e castelli sembrano usciti da una fiaba. La Tuscia, con i suoi paesaggi tranquilli e le tante attrazioni a misura di bambino, è una destinazione perfetta per una vacanza senza fretta.
Il clima mite di settembre invita a organizzare piccole vacanze low cost, scegliendo destinazioni italiane da raggiungere in auto e trasformando anche un weekend in un’occasione per staccare dalla routine.
Un viaggio con i bambini può essere inoltre un modo piacevole per rendere il rientro a scuola meno traumatico: qualche giorno trascorso insieme, tra passeggiate nella natura, luoghi curiosi e nuove scoperte, permette di prolungare l’atmosfera dell’estate anche quando le lezioni sono ormai ricominciate.
Tra le destinazioni da prendere in considerazione c’è la Tuscia, territorio storico dell’Alto Lazio che coincide in larga parte con la provincia di Viterbo e si estende tra i Monti Cimini, il Tevere e i laghi di origine vulcanica, arrivando fino ai confini con Toscana e Umbria.
È una zona particolarmente adatta alle famiglie perché alterna città d’arte, piccoli borghi, aree naturali e castelli.
Ecco allora un itinerario di 3 giorni per scoprire cosa fare e vedere nella Tuscia con i bambini.
Una vacanza slow nella Tuscia con i bambini tra borghi, natura e sapori locali
La Tuscia è una destinazione ideale per una vacanza slow, soprattutto quando si viaggia con i bambini e si desidera evitare programmi troppo serrati.
Qui le distanze tra una località e l’altra permettono di costruire giornate ricche di esperienze senza rinunciare alle pause.
Si può iniziare, ad esempio, con una sosta gastronomica a Viterbo, assaggiando alcuni dei sapori della cucina locale, e poi proseguire alla scoperta dei borghi più belli della Tuscia, alternando passeggiate nei centri storici a escursioni nelle aree verdi, ammirando la vista offerta dal paesaggio laziale.
Primo giorno tra Viterbo, mostri di pietra e borghi incantati
Viterbo può essere il punto di partenza dell’itinerario.
Il centro storico, tra i meglio conservati d’Europa, offre alle famiglie una passeggiata piacevole nel quartiere medievale di San Pellegrino, tra vicoli, archi, torri e caratteristiche scale esterne. Una tappa da non perdere è il Palazzo dei Papi, legato alla storia della città e alla lunga permanenza della corte pontificia nel XIII secolo. Dopo la visita, ci si può concedere una pausa gastronomica in centro, assaggiando i piatti della tradizione della Tuscia.
Nel pomeriggio si può raggiungere Bomarzo per entrare in uno dei luoghi più magici d’Italia: il Parco dei Mostri, conosciuto anche come Sacro Bosco.
Realizzato nel Cinquecento per volontà di Pier Francesco Orsini, il parco si sviluppa tra alberi e grandi massi di peperino scolpiti in forme fantastiche. Orchi, draghi, elefanti, sfingi e altre figure mitologiche accompagnano i visitatori lungo un percorso che sembra uscito da una fiaba. La celebre bocca dell’Orco e la Casa Pendente sono tra le attrazioni che incuriosiscono maggiormente i bambini, trasformando la visita in una sorta di caccia alle creature nascoste nel bosco. Il percorso presenta tratti irregolari e dislivelli, perciò sono consigliate scarpe comode.
L’ultima tappa della giornata è Gallese, piccolo borgo della Tuscia sud-orientale arroccato su un pianoro tufaceo. Il centro storico conserva mura, palazzi nobiliari, la cattedrale e scorci che raccontano la lunga storia del paese, dalle origini falische alle successive dominazioni. Per una passeggiata con i bambini si possono seguire anche alcuni percorsi naturalistici che permettono di osservare il borgo da prospettive diverse e di alternare la visita culturale a qualche momento all’aria aperta.
Secondo giorno tra laghi e oasi naturali
Il secondo giorno può iniziare sulle rive del Lago di Bolsena, raggiungendo l’Isola Bisentina. L’isola è visitabile attraverso visite guidate con partenza in battello dai moli di Capodimonte e Bolsena. Il percorso dura circa due ore e mezza o tre ore e permette di scoprire alcuni dei luoghi più interessanti dell’isola, tra cui la Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, la Darsena, la Cappella del Crocefisso, la Chiesa della Rocchina e la cosiddetta Malta dei Papi.
Nel pomeriggio si può proseguire verso l’Oasi WWF di Pian Sant’Angelo, tra i territori di Corchiano e Gallese. L’area protetta si estende per 262 ettari e custodisce un mosaico di boschi, querce secolari, siepi, campi e forre, insieme a importanti testimonianze archeologiche della civiltà falisca. Le forre, profonde incisioni nel tufo create dall’azione dell’acqua, sono uno degli elementi più caratteristici del paesaggio e possono diventare l’occasione per raccontare ai bambini come la natura abbia modellato il territorio nel corso dei secoli. L’Oasi è visitabile con guida e prenotazione obbligatoria: non è consentito l’accesso autonomo.
Per concludere la giornata si può raggiungere Castel Cellesi, frazione di Bagnoregio. Il piccolo borgo, costruito nel XVII secolo, presenta una struttura particolare, con case raccolte intorno alle piazze e alla chiesa di San Girolamo. Il suo aspetto raccolto e tranquillo invita a una passeggiata senza fretta. Nei dintorni si trovano inoltre sentieri rurali e il Rio Chiaro, con cascatelle e testimonianze del passato agricolo della zona.
Terzo giorno tra castelli, giardini storici e il Lago di Monterosi
Il terzo giorno porta alla scoperta di un’altra parte della Tuscia, iniziando da Vasanello. Qui si trova il Castello Orsini, imponente fortificazione medievale fatta costruire nel XIII secolo e successivamente trasformata in residenza signorile. Il maniero conserva tracce delle diverse famiglie che lo hanno posseduto nel corso dei secoli e un giardino medievale, nato originariamente come spazio destinato alla coltivazione delle piante utili alla vita quotidiana del castello.
La tappa successiva è Oriolo Romano, borgo progettato nel Cinquecento secondo un preciso impianto urbanistico. Il fulcro è Palazzo Altieri, costruito alla fine del XVI secolo e ampliato nei secoli successivi, con sale decorate, affreschi e la particolare Galleria dei Papi. Attorno al palazzo si sviluppa inoltre un grande giardino storico, dove passeggiare tra alberi secolari, viali e spazi verdi. Per una famiglia, la visita può essere resa più leggera alternando gli ambienti monumentali alla passeggiata nel parco.
A chiudere l’itinerario è il Lago di Monterosi, piccolo lago vulcanico situato lungo la Via Cassia. Ha una forma quasi circolare e un diametro di poco superiore ai 600 metri; il suo paesaggio permette di concludere il viaggio con una passeggiata tranquilla vicino all’acqua. Il lago è anche un luogo di interesse naturalistico: dal 1995 è Sito di Importanza Comunitaria e dal 2016 Zona di Protezione Speciale, anche per il suo ruolo come area di passaggio per l’avifauna migratoria.
Come prepararsi al viaggio nella Tuscia con i bambini
Prima di partire è utile organizzare con attenzione gli spostamenti, soprattutto perché questo itinerario alterna strade extraurbane, borghi e località raggiungibili principalmente in auto.
Per chi soffre di mal d’auto, può essere utile programmare soste frequenti, evitare pasti troppo pesanti prima della partenza e tenere a portata di mano acqua e qualche rimedio abitualmente utilizzato dalla famiglia.
È inoltre consigliabile controllare il traffico in tempo reale prima di mettersi in viaggio e prima degli spostamenti più lunghi, così da poter eventualmente modificare l’ordine delle tappe.
Infine, per chi percorre le autostrade, un servizio di telepedaggio può rendere più comodo l’itinerario, evitando le soste al casello e lasciando più tempo da dedicare alle esperienze da vivere insieme.








