Una nuova smart city potrebbe nascere a Zanzibar con l’obiettivo di attrarre nomadi digitali e imprese tech, grazie a regole fiscali agevolate e a un’impostazione dichiaratamente crypto-friendly.
L’arcipelago di Zanzibar, parte della Tanzania e conosciuto per le spiagge e per la storica Stone Town, punta a ritagliarsi un ruolo diverso rispetto a quello turistico. Il governo locale ha approvato lo sviluppo di una “smart city” per nomadi digitali nella penisola di Fumba. Non una novità sul piano internazionale: già da diversi anni alcune destinazioni sperimentano zone economiche speciali e infrastrutture basate su blockchain per attrarre lavoratori da remoto, startup e capitali tecnologici, ma con alcune particolarità.
L’autorizzazione è arrivata nel novembre 2024, con la concessione di un terreno in locazione per 30 anni. L’idea è quella di creare un ecosistema ibrido, che vede da un lato una comunità che vive stabilmente sul territorio, dall’altro una platea più ampia di residenti digitali che partecipano online all’economia e alla governance della città.
Dunia Cyber City: come sarà la nuova smart city a Zanzibar
La nuova smart city si chiamerà Dunia Cyber City e sorgerà su un’area di circa 71 ettari nella penisola di Fumba. Sarà organizzata come zona economica speciale, con un quadro normativo pensato per favorire attività tecnologiche, utilizzo di strumenti digitali nei pagamenti e sperimentazione su blockchain.
Secondo i promotori, la città potrà ospitare tra i 5.000 e i 7.000 residenti fisici, affiancati da un numero molto più ampio di residenti digitali. Il progetto è promosso da OurWorld, società co-fondata dall’imprenditore francese Florian Fournier, in partnership con il governo di Zanzibar e con ZICTIA, l’ente statale per le infrastrutture di telecomunicazione.
Dal punto di vista fiscale, la cosiddetta “Digital Free Zone” prevede condizioni agevolate:
- imposta del 5% per i residenti fiscali che vivono da remoto;
- imposta del 15% per chi risiede fisicamente nell’area;
- esenzione totale per le imprese nei primi dieci anni di attività.
Non sono previste imposte su capital gain o patrimonio. Le entrate fiscali dei residenti andranno al governo locale, mentre i proventi delle vendite immobiliari dovrebbero essere destinati al finanziamento di aziende del territorio.
L’obiettivo è quello posizionare Zanzibar come hub tecnologico dell’Africa orientale, con un modello che guarda a realtà come Singapore per capacità di attrarre imprese e talenti.
Cos’è un “network state”
Dunia Cyber City si ispira al concetto di “network state”, teorizzato dall’imprenditore Balaji Srinivasan nel libro omonimo The Network State. Il modello propone la nascita di comunità fortemente coese online, unite da valori e obiettivi condivisi, che utilizzano strumenti digitali – tra cui criptovalute e sistemi di governance su blockchain – per organizzarsi, finanziarsi e coordinarsi a livello globale.
A differenza degli Stati tradizionali, fondati su un territorio definito, un network state nasce prima come comunità digitale e solo in un secondo momento consolida una presenza fisica attraverso l’acquisizione o la gestione di spazi nel mondo reale.
Nel caso di Zanzibar, la smart city rappresenterebbe la componente territoriale di una comunità più ampia connessa online. L’arcipelago ha già avviato una sandbox nazionale per testare soluzioni blockchain in un quadro regolamentare controllato e ha firmato un memorandum con Tether per promuovere l’educazione sulle tecnologie digitali ed esplorare l’utilizzo di stablecoin nei pagamenti.
Quali sono le tempistiche
Il via libera istituzionale al progetto è stato concesso nel novembre 2024, insieme alla concessione trentennale del terreno. Non è stata comunicata una data ufficiale di completamento, e lo sviluppo dipenderà dalla realizzazione delle infrastrutture e dalla capacità di attrarre residenti e imprese.
Zanzibar non è l’unica località che sta sperimentando iniziative legate a criptovalute e zone economiche speciali. A El Salvador, ad esempio, l’esperienza di Bitcoin Beach ha preceduto l’adozione del Bitcoin come valuta legale a livello nazionale. Altri progetti, come Akon City in Senegal o l’eco-città annunciata in Sierra Leone dall’attore Idris Elba, hanno ricevuto attenzione mediatica ma risultano ancora in gran parte non realizzati. Anche The Line, la smart city lineare in costruzione in Arabia Saudita, sta avendo non pochi problemi e ritardi.
Dunia Cyber City è quindi, allo stato attuale, un progetto in fase di sviluppo. Se riuscirà a concretizzarsi secondo le intenzioni dei promotori, potrebbe rappresentare uno dei primi tentativi strutturati di applicare il modello del network state a una smart city con base territoriale definita.








