Comune di Bologna: incidenti diminuiti del 21% in due settimane grazie all’introduzione del limite di 30 chilometri orari.
Il modello della Città 30 , che prevede una riduzione della velocità (30 km, per l’appunto) in alcune strade della città, presenta diversi vantaggi: dall’abbassamento delle emissioni al miglioramento dell’inquinamento acustico. Ma il beneficio più sostanziale è quello che riguarda la sicurezza e quindi la prevenzione dei sinistri stradali.
Il Comune di Bologna, la prima città italiana a introdurre il limite di 30 km orari in alcune strade, ne è una dimostrazione.
I dati degli incidenti a Bologna
Secondo i dati riportati dal Comune, sono calati gli incidenti sia con feriti (-18,2%) sia senza (-24,4%) ed è calato anche il numero dei pedoni coinvolti (-27,3%).
Se prendiamo come riferimento le due settimane tra lunedì 15 e domenica 28 gennaio 2024, a Bologna si sono verificati 94 incidenti, di cui 63 con feriti e 31 senza e nessun mortale. Nella stessa settimana del 2023 si erano invece verificati ben 119 sinistri, di cui 77 con feriti, 41 senza e un mortale.
Parliamo, quindi di:
- 25 sinistri in meno;
- 14 incidenti in meno con feriti;
- Un mortale in meno.
Un trend sicuramente positivo, sebbene, come ricorda l’Assessora alla Nuova mobilità, Valentina Orioli, ci sia bisogno di aspettare ancora (circa sei mesi) affinché i dati possano consolidarsi.
Cosa sono le Città 30
Con “Città 30” si intendono nuclei urbani in cui la velocità massima consentita ai mezzi a motore passa dai 50 km/h ai 30 km/h. Tuttavia, l’iniziativa non si limita solo a questo ma comprende anche servizi di mobilità migliori, la ristrutturazione dell’intero sistema viario cittadino e l’implementazione di infrastrutture dedicate, che migliorino la qualità della vita urbana. Ad esempio, i progetti delle Città 30 (e anche delle Zone 30) prevedono l’allargamento dei marciapiedi e delle piste ciclabili, la creazione di aree verdi, l’installazione di dossi, rotatorie più larghe, attraversamenti pedonali e ciclabili rialzati, segnaletica orizzontale più visibile e parcheggi alternati ai lati delle strade.
Tra i centri urbani che stanno diventando Città 30 non c’è solo Bologna, ma anche Milano, Torino, Olbia e Cesena. All’estero, invece, il modello è già una realtà a Parigi e Bruxelles.







