Definito l’accordo sullo “Scudo Verde” a Firenze: un sistema di varchi elettronici negherà l’accesso al centro città ai mezzi più inquinanti. Diventerà operativo entro l’anno in corso. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e come funziona.

Dopo la “Fascia Verde” a Roma, anche i Comuni dell’area metropolitana di Firenze raggiungono un accordo per l’introduzione del cosiddetto “Scudo Verde”. L’iniziativa comporta l’installazione di 77 telecamere aggiuntive che sorveglieranno un’area più estesa rispetto a quella già monitorata dai varchi della ZTL. Non è previsto un pedaggio per i non residenti, ma più controlli su auto e scooter inquinanti.

La sua attivazione è prevista entro quest’anno: una prima fase di prova è in programma per questa primavera, in attesa dell’approvazione definitiva del Ministero dei Trasporti. Vediamo quindi in dettaglio cos’è lo “Scudo Verde” e come funzionerà.

Cos’è lo “Scudo Verde” di Firenze e come funziona

Le direttive generali riguardanti lo “Scudo Verde” erano state stabilite lo scorso 30 novembre attraverso un accordo di massima tra Palazzo Vecchio e gli altri Comuni della Città Metropolitana. La proposta- avanzata dal sindaco di Firenze Dario Nardella già nel 2019- prevedeva l’installazione di porte telematiche esterne alla zona traffico limitato per monitorare i veicoli più inquinanti provenienti da fuori città. Ed era stata pensata principalmente per ridurre le emissioni e promuovere l’utilizzo dei trasporti pubblici da parte dei pendolari.

Il progetto iniziale ha subito delle modifiche in corso d’opera: originariamente si parlava di 120 varchi elettronici, con data inizio lavori fissata al 2022. Nel novembre 2023 il Comune ha terminato l’installazione di 78 nuove telecamere, senza tuttavia diffondere ufficialmente la mappa di questi punti di controllo. Questi varchi, che coprono circa il 66% della superficie urbana, non sono stati posizionati in corrispondenza delle vie cruciali per l’accesso a ospedali, aeroporti, capolinea della tramvia o centri commerciali.

Per quanto concerne il funzionamento dello Scudo Verde, si basa sulla tecnologia di riconoscimento delle targhe, attiva 24 ore su 24. La sua attivazione è prevista per la primavera del 2024, dopo un periodo di test di un mese, per monitorare il traffico. Questo sistema si distingue dalla ZTL di Firenze per la sua portata e finalità. Inizialmente, infatti, non sono previste multe. Ma dal 2025 potrebbero essere introdotte sanzioni per i veicoli che violano i nuovi limiti di emissione: si parla di multe fino a 168 euro per chi non rispetta gli stop dei mezzi più inquinanti. Infine, come abbiamo anticipato, non è previsto un pedaggio per i non residenti nei prossimi tre anni.

Il cronoprogramma include:

  • Monitoraggio nel 2024 per i divieti già in vigore;
  • Dal 2025, divieto per veicoli benzina euro 2, diesel euro 3, e scooter e moto euro 2;
  • Dal 2026, divieto esteso a veicoli benzina euro 3, diesel euro 4, e mezzi merci e scooter/moto euro 3.

Le parole del sindaco di Firenze sullo Scudo Verde

Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, a mezzo stampa ha fatto sapere che il sistema sarà completo ed efficiente solo quando sarà sviluppato il piano trasporti nella sua interezza. Ha infatti dichiarato: «È previsto un sistema che potrà includere altri veicoli inquinanti, ma questo deve andare di pari passo il rafforzamento del trasporto pubblico locale. Non sono previsti pedaggi, non è una Ztl a pagamento. Altre eventuali restrizioni previste dallo Scudo Verde potranno scattare in futuro e solo quando sarà completato il sistema di trasporto pubblico metropolitano, quindi la rete delle tramvie, il passaggio dell’Alta velocità, il rafforzamento del sistema di trasporto su gomma e i parcheggi scambiatori. Tutto per aiutare i cittadini a lasciare l’auto e a utilizzare il trasporto pubblico per raggiungere la propria destinazione

Ricordiamo che per imporre questi divieti il Comune dovrà comunque ottenere l’approvazione dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Sullo Scudo Verde saranno comunque previste deroghe e un numero limitato di passaggi annui attraverso i varchi per necessità eccezionali, sia per residenti che non residenti. L’iniziativa nel suo complesso potrà servire anche come deterrente per i bus turistici non autorizzati e i veicoli commerciali altamente inquinanti.