Nel cuore dell’Irpinia, tra vicoli in pietra e tradizioni antiche, Zungoli è tra i borghi candidati al titolo di Borgo dei Borghi 2026.
Tra i piccoli borghi italiani in gara per il titolo di Borgo dei Borghi 2026, accanto a realtà come Baselga di Pinè, Battaglia Terme, Guardialfiera e San Fele, c’è anche Zungoli. Il concorso, giunto alla tredicesima edizione all’interno del programma Kilimangiaro, condotto da Camila Raznovich su Rai 3, valorizza i borghi italiani promuovendo un turismo lento e sostenibile.
Zungoli si trova in provincia di Avellino, in Campania, al confine con la Puglia, nell’alta valle dell’Ufita. Il borgo si sviluppa su un colle tufaceo ed è noto per il suo centro storico fatto di stradine acciottolate, scalinate e case in pietra che lo rendono una meta ideale in qualsiasi stagione.
L’antica storia di Zungoli
Le origini di Zungoli sono molto antiche e risalgono probabilmente all’epoca romana, come testimoniano alcuni reperti rinvenuti nel territorio. La sua posizione era strategica, grazie alla vicinanza a importanti vie di comunicazione come la Via Appia e la Via Traiana, oltre al tratturo Pescasseroli-Candela, fondamentale per la transumanza.
La formazione del borgo vero e proprio si sviluppa intorno all’anno Mille, quando la popolazione si concentra in un centro abitato fortificato. I Normanni trasformano una preesistente torre bizantina in una rocca, ancora oggi visibile nella parte più alta del paese. Nei secoli successivi Zungoli passa sotto diverse dominazioni, tra cui quella sveva, angioina e aragonese, attraversando anche eventi drammatici come il terremoto del 1456.
Cosa fare e cosa vedere a Zungoli e dintorni
Il cuore del borgo è il suo centro storico, che si arrampica lungo il colle con un dedalo di vicoli, gradinate e scorci mozzafiato. Qui si trova il Castello normanno dell’XI secolo, principale simbolo di Zungoli, trasformato nel tempo in residenza nobiliare. Oggi è una proprietà privata e le visite sono possibili solo su prenotazione, organizzate da associazioni locali.
Ai piedi dell’abitato sorge il convento di San Francesco, costruito nel XVI secolo sulle fondamenta di una chiesa precedente crollata con il terremoto del 1456. All’interno si conservano affreschi tra Cinquecento e Seicento, opere lignee e dipinti di scuola barocca.
Particolarmente suggestiva è anche la cosiddetta Zungoli sotterranea: sotto il centro storico si sviluppa un sistema di grotte scavate nel tufo, utilizzate nei secoli come rifugi, cantine e oggi come luoghi di affinazione dei formaggi, tra cui il caciocavallo podolico.
Il territorio circostante offre inoltre possibilità di escursioni lungo il Regio Tratturo Pescasseroli-Candela, oggi valorizzato anche in chiave turistica per trekking e attività all’aria aperta. Dal punto di vista gastronomico, il borgo è legato alla tradizione agricola e pastorale, con prodotti come salumi artigianali, formaggi, olio extravergine e piatti tipici come la cianfotta.
Come arrivare a Zungoli
Il modo migliore per arrivare a Zungoli è in auto. Da Nord e da Napoli si percorre l’autostrada A16 Napoli-Canosa con uscita a Grottaminarda, proseguendo poi verso Ariano Irpino e seguendo la SS 91 in direzione Zungoli. Da Bari, invece, si esce a Vallata e si continua lungo la SS 91 bis fino al borgo.
L’uso di servizi di telepedaggio è consigliato per evitare code e rallentamenti in autostrada, specialmente nei weekend e in alta stagione turistica. In tal senso, può essere utile anche restare aggiornati sulla viabilità monitorando il traffico in tempo reale.








