L’eruzione dell’Etna continua a influenzare i collegamenti aerei dell’Aeroporto di Catania. Lo scalo rimane chiuso in alcune sue aree fino al primo pomeriggio, mentre riprendono parzialmente gli arrivi.
Già in estate l’eruzione dell’Etna dello scorso luglio aveva imposto la chiusura dell’aeroporto Vincenzo Bellini di Catania, il principale scalo del Sud Italia. Dopo qualche mese, sta accadendo la stessa cosa proprio in queste ore: l’attività eruttiva del vulcano sta impattando sul normale svolgimento delle operazioni aeree. La società di gestione dello scalo, SAC, ha comunicato che, a causa della persistente emissione di cenere vulcanica, alcune aree rimarranno chiuse fino al pomeriggio.
Ecco tutta la situazione live con gli ultimi aggiornamenti.
L’aeroporto di Catania chiuso per l’eruzione dell’Etna: cosa sta succedendo
L’unità di crisi ha stabilito la chiusura dello spazio aereo situato a Sud-Est del vulcano (settore B1) fino alle ore 15, mentre sono stati riaperti i corridoi precedentemente interdetti. Parziale ripristino delle attività ordinarie di volo in arrivo, che permane fino alle ore 15 ora locale. Nessuna restrizione sulle partenze dall’aeroporto.
La società ha inoltre invitato i viaggiatori a verificare lo stato del proprio volo direttamente con la compagnia aerea prima di recarsi in aeroporto. Nuovi aggiornamenti sono previsti nelle prossime ore: il consiglio è di monitorare il sito ufficiale dell’aeroporto di Catania. ed eventualmente chiedere un rimborso in caso di voli cancellati o ritardi.
Voli deviati a Palermo, potenziato il servizio di trasporto per i passeggeri
A causa delle restrizioni sui voli in arrivo a Catania, nelle scorse ore 32 collegamenti sono stati dirottati verso l’aeroporto di Palermo, causando disagi a molti passeggeri. Per agevolare gli spostamenti e facilitare il rientro verso la città etnea, è stato predisposto un potenziamento dei mezzi di trasporto tra i due scali.
L’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Alessandro Aricò, su richiesta dell’aeroporto di Palermo, ha messo a disposizione dieci autobus dell’Azienda Siciliana Trasporti (AST) per il trasferimento dei passeggeri. Il servizio aggiuntivo mira a garantire una soluzione più efficiente per chi deve raggiungere Catania, in attesa del completo ripristino dell’operatività aeroportuale.
Cosa sta succedendo all’Etna
L’Etna resta sotto stretta osservazione. Gli studiosi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) stanno monitorando attentamente il fronte lavico in movimento nella valle compresa tra il cono principale formatosi nel 1610 e l’antico cratere di Monte Pecoraro. Tuttavia, questa non è l’unica area di attività vulcanica registrata. Infatti, una nuova fessura eruttiva si è aperta anche alla base meridionale del cratere Bocca Nuova, segnalando un incremento dell’attività del vulcano.
Nel più recente bollettino diffuso dall’INGV, gli esperti hanno evidenziato che non si può escludere un’intensificazione del fenomeno. Potrebbe svilupparsi un’attività più esplosiva, caratterizzata dalla formazione di colonne eruttive, emissione di nubi di cenere e potenziali flussi piroclastici.








