L’inverno continua con un mese destinato a mostrarsi più dinamico e a tratti più freddo rispetto a gennaio, soprattutto nella sua seconda parte. Ecco le previsioni meteo di febbraio 2026 in Italia.
Gennaio si è rivelato piuttosto freddo in una stagione più calda, con piogge e neve anche a bassa quota. In particolare, l’ultima parte del mese ha visto la devastazione lasciata dal passaggio del Ciclone Harry sulle coste del Sud, lo stesso ciclone che in Sardegna ha cancellato una delle più belle spiagge d’Italia e del Mediterraneo.
Le prime indicazioni su febbraio delineano invece un mese ancora più movimentato, con una netta differenza tra la prima e la seconda metà. I principali modelli previsionali, tra cui il Centro Europeo ECMWF, suggeriscono una possibile riorganizzazione della circolazione atmosferica, con segnali di un indebolimento del vortice polare e una maggiore probabilità di irruzioni fredde verso l’Europa nel corso del mese.
Meteo febbraio 2026 Italia: la tendenza della prima metà del mese
La prima parte di febbraio dovrebbe essere ancora influenzata dal flusso atlantico, con l’arrivo di perturbazioni intervallate da pause più stabili. Le correnti occidentali favoriranno condizioni spesso umide, con piogge più frequenti al Centro Nord e lungo le regioni tirreniche, mentre al Sud non mancheranno fasi più asciutte e temperature miti. I valori termici, pur soggetti a oscillazioni, si manterranno in genere in linea con le medie o leggermente al di sopra.
Durante il transito delle perturbazioni atlantiche l’ingresso dei venti meridionali potrà determinare temporanei rialzi termici, seguiti da cali più sensibili al passaggio dei fronti freddi, specie sulle regioni esposte ai venti di maestrale.
Irruzioni gelide nella seconda metà di febbraio
C’è grande attenzione al periodo successivo al 10-12 febbraio, quando le proiezioni a medio-lungo termine indicano un possibile cambio di circolazione su scala europea. Gli indici climatici, come l’oscillazione artica e quella nord-atlantica, sono previsti in calo, un segnale che potrebbe favorire la discesa di masse d’aria molto fredde dalle alte latitudini verso l’Europa centrale e orientale. Anche l’Italia potrebbe essere coinvolta, almeno in parte, da un’ondata di freddo più incisiva.
Lo scenario ipotizzato vede la possibilità di una sorta di “effetto tenaglia”, con aria gelida continentale in ingresso da nord o nord-est e, contemporaneamente, correnti umide atlantiche in arrivo da ovest. Una simile configurazione favorirebbe la formazione di depressioni mediterranee capaci di riportare precipitazioni diffuse, accompagnate da un sensibile calo delle temperature. Resta però elevato il margine di incertezza legato alla traiettoria effettiva delle masse d’aria fredda e alla posizione delle figure bariche principali.
Quanto nevicherà a febbraio?
Se e quanto nevicherà resta strettamente legato all’evoluzione meteo della seconda parte del mese. Nella prima metà di febbraio le nevicate dovrebbero interessare soprattutto l’arco alpino a quote medio-alte, mentre sull’Appennino la neve resterebbe confinata alle cime più elevate. Con un eventuale ingresso di aria artico-continentale nella seconda metà del mese, il quadro potrebbe cambiare sensibilmente.
In presenza di un cuscino d’aria fredda nei bassi strati e di precipitazioni associate a cicloni mediterranei, la neve potrebbe spingersi a quote molto basse e, in alcuni casi, fino in pianura al Nord e nelle aree interne del Centro.
Si tratta tuttavia di una tendenza che necessita di ulteriori conferme, dal momento che piccoli spostamenti nella circolazione generale potrebbero fare la differenza tra un episodio più significativo e un coinvolgimento marginale dell’Italia. Il consiglio è di monitorare gli aggiornamenti meteo in tempo reale sul sito dell’Aeronautica Militare di settimana in settimana.








