Emergono alcune criticità sull’utilizzo dei test salivari, diventati centrali dopo le modifiche dell’articolo 187 del nuovo Codice della Strada. Tra queste, le differenze dei vari test e la questione dei falsi positivi.
Se in queste settimane milioni di italiani hanno iniziato a chiedersi cosa si può bere per non incorrere in sanzioni con il nuovo Codice della Strada, e di conseguenza la domanda di etilometri è cresciuta in diverse regioni, c’è un’altra questione molto delicata. Dal 14 dicembre scorso, con le nuove regole entrate in vigore, l’utilizzo dei test salivari è diventato centrale per rilevare il consumo di sostanze stupefacenti o psicotrope nei conducenti. Tuttavia, fin da subito sono emerse diverse criticità legate alla varietà dei test utilizzati e alle conseguenze normative della sola positività, al di là che sussista o meno lo “stato di alterazione psico-fisica“.
Nuovo Codice della Strada: cosa succede in caso di positività al test salivare
La principale novità normativa è l’abolizione del riferimento allo “stato di alterazione psico-fisica”. Questo significa che, a partire dall’entrata in vigore della legge, la sola positività a un test salivare è sufficiente per considerare il conducente punibile.
Anche se il risultato del test è causato da un’assunzione avvenuta molte ore prima e il guidatore non mostra segni di alterazione, è previsto il ritiro immediato della patente e l’avvio di un procedimento penale. Le pene comprendono l’arresto da sei mesi a un anno.
Le differenze tra i test salivari
In Italia, le diverse forze di polizia utilizzano dispositivi differenti per il rilevamento delle sostanze. La Polizia Stradale impiega il SoToxa Mobile Test System, mentre i Carabinieri utilizzano il DrugWipe 5S. Gli esperti Stefano D’Errico ed Elio Santangelo, direttore e dirigente medico della SC Medicina Legale dell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina, hanno sottolineato che ogni dispositivo presenta caratteristiche specifiche: dal numero e tipo di sostanze rilevabili ai valori soglia (cut-off) che determinano la positività, fino ai limiti operativi come le temperature di stoccaggio e utilizzo.
Secondo i due esperti, tali differenze possono portare a risultati discordanti. Ad esempio, un conducente potrebbe risultare positivo con un dispositivo che utilizza un valore di cut-off più basso e negativo con uno che adotta un valore superiore. Il DrugWipe 5S considera positivo un campione con una concentrazione di THC (il principio attivo della cannabis) pari a 10 ng/ml, mentre il SoToxa Mobile Test System adotta un limite di 25 ng/ml.
Le sostanze rilevabili e i limiti dei test preliminari
I test salivari attualmente in uso rilevano solo alcune sostanze. Il DrugWipe 5S individua anfetamine, cannabis, cocaina, metanfetamine e oppiacei, mentre il SoToxa Mobile Test System rileva anche le benzodiazepine. Tuttavia, nessuno dei due è in grado di individuare sostanze come fentanyl o metadone.
Gli esperti hanno evidenziato che, in caso di positività preliminare, i campioni devono essere inviati a laboratori certificati per analisi di conferma. Questi metodi analitici sono più accurati e possono individuare una gamma più ampia di sostanze, comprese quelle non rilevabili dai test preliminari.
La questione della cannabis e i tempi di rilevabilità
Un aspetto critico è rappresentato dalla permanenza delle sostanze nell’organismo. La cannabis, a esempio, si accumula nel tessuto adiposo, prolungando i tempi di eliminazione rispetto ad altre sostanze. Questo significa che un conducente potrebbe risultare positivo anche giorni dopo l’assunzione, senza essere in stato di alterazione al momento del controllo.
Gli esperti hanno inoltre spiegato che la rilevabilità dipende da vari fattori, tra cui la quantità e la frequenza di assunzione, nonché il tipo di campione biologico analizzato (saliva, sangue o urina). Tali variabili possono influenzare significativamente i risultati.
Nuovo Codice della Strada: nei test salivari è alto il rischio di falsi positivi
Un altro punto critico riguarda i falsi positivi, che possono verificarsi in seguito all’assunzione di farmaci da banco o di alcuni alimenti. Gli esperti hanno chiarito che tali eventi sono teoricamente possibili e dipendono da molteplici fattori, tra cui la cross-reattività con altre sostanze. Tuttavia, un campione risultato positivo al test preliminare deve essere sottoposto ad analisi di conferma in laboratorio, che fornirà un risultato definitivo.








