L’ondata di calore continua a colpire e potrebbe proseguire almeno fino a Ferragosto. Oggi il bollino rosso riguarda 27 città, il numero massimo tra quelle monitorate dal ministero della Salute.
La settimana rovente che è iniziata lunedì scorso ha raggiunto il suo picco oggi, giovedì 6 agosto. Dopo le 25 città da bollino rosso registrate ieri, mercoledì 5 agosto, oggi, giovedì 6 agosto, l’allerta massima sale a 27 centri urbani. Per la prima volta nel corso dell’anno, quindi, tutti i principali capoluoghi monitorati dal ministero della Salute rientrano nel livello più alto di rischio, quello che segnala possibili effetti negativi sulla salute non solo per anziani, bambini e persone fragili, ma per l’intera popolazione.
L’anticiclone africano resta dominante e mantiene condizioni di tempo stabile su gran parte del Paese, con temperature elevate, afa intensa e disagi sempre più diffusi soprattutto nelle regioni del Centro-Sud.
Secondo il bollettino ministeriale, da venerdì il numero delle città in rosso dovrebbe scendere leggermente, passando a 26, con Bolzano destinata a tornare in fascia gialla. La situazione resterà comunque delicata, perché l’alta pressione nordafricana continuerà a condizionare il tempo, mantenendo valori termici molto elevati e un clima opprimente.
Ma come sarà il meteo nei prossimi giorni, e soprattutto a Ferragosto, giornata in cui da tradizione gli italiani organizzano scampagnate e gite? Ecco i dettagli.
Le previsioni meteo dei prossimi giorni: che tempo farà a Ferragosto?
Un primo cambiamento potrebbe interessare il Nord tra domenica 9 e lunedì 10 agosto, quando aria meno calda e temporali potrebbero raggiungere le regioni settentrionali grazie a un impulso atlantico in grado di superare le Alpi. Per il Centro-Sud, invece, l’eventuale sollievo sembra destinato ad arrivare più tardi.
E a Ferragosto? Per quella giornata è attesa una nuova, robusta espansione dell’anticiclone subtropicale, alimentata da una massa d’aria di origine desertica continentale. Nel tragitto verso l’Italia, l’aria sahariana passerà sopra il Mediterraneo e potrà arricchirsi di umidità negli strati più bassi dell’atmosfera. A rendere il caldo ancora più intenso contribuirà anche la subsidenza, cioè il movimento discendente dell’aria sotto l’azione dell’alta pressione. Questo meccanismo comprime la massa d’aria verso il suolo, trattenendo il calore nei bassi strati e amplificando la sensazione di afa, come se sulla Penisola si formasse una sorta di coperchio atmosferico.
Per Ferragosto il quadro atteso è quindi quello di un tempo in prevalenza soleggiato, con temperature diffusamente superiori ai 35 gradi su molte regioni. Nelle pianure e nelle aree interne più esposte non si escludono punte vicine o superiori ai 38-40 gradi. Il forte riscaldamento del suolo nelle ore centrali potrà però favorire contrasti con l’aria più fresca in quota: per questo saranno possibili temporali di calore improvvisi e localizzati sulle Alpi e lungo l’Appennino centro-meridionale. Si tratterà comunque di fenomeni destinati, nella maggior parte dei casi, ad attenuarsi rapidamente con l’arrivo della sera.
Un po’ di sollievo solo dopo Ferragosto
Per un ridimensionamento più netto della quarta ondata di calore sarà probabilmente necessario attendere oltre la metà di agosto. Solo dopo Ferragosto l’aria più fresca potrebbe riuscire a spingersi anche verso il Sud, favorendo un ricambio più deciso e mettendo fine alla lunga fase rovente che sta segnando questa parte dell’estate.
Dal 17 agosto il quadro meteorologico potrebbe iniziare a cambiare in modo più netto. Una vasta circolazione ciclonica collocata tra Scandinavia e Isole Britanniche potrebbe infatti spingere verso l’Italia correnti più fresche e instabili in quota, capaci di indebolire l’anticiclone e di raggiungere anche il Mediterraneo.
L’arrivo di quest’aria meno calda entrerebbe in contrasto con la massa d’aria molto calda e umida già presente sui mari italiani, favorendo un primo calo termico su scala più ampia. Il calore accumulato nei bassi strati dell’atmosfera e sulle superfici marine renderebbe però i contrasti ancora più marcati, aumentando il rischio di instabilità.
In questo scenario potrebbero svilupparsi fenomeni anche violenti e localizzati, con temporali intensi, possibili nubifragi e grandinate di forte intensità. Gli episodi potrebbero interessare diverse regioni in modo irregolare, colpendo a macchia di leopardo e con effetti anche molto differenti da una zona all’altra.








