Dalle spiagge dell’antico villaggio di Mullaghmore, in Irlanda, al paradiso naturale di Capo Mannu, in Sardegna, dove cavalcare le onde migliori e cosa fare una volta posata la tavola

Faccio surf solo perché è bello uscire e cavalcare le onde con i miei amici” dice Matt a Bear. È il maggio 1978: la disco music impazza,  Jimmy Carter,  soprannominato ‘Nocciolina’, è presidente degli Stati Uniti, e in America la gente fa la fila ai botteghini dei cinema per vedere  Big Wednesday , in italiano Un mercoledì da leoni.
Da quarant’anni film cult dei surfisti di ogni nazionalità, la pellicola diretta da John Milius è il simbolo per eccellenza della surf culture di intere generazioni. La storia si svolge a cavallo tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70 in California, e racconta le vicende di tre ragazzi – Matt Johnson (Jan-Michael Vincent),  Jack Barlow (William Katt) e Leroy Smith (Gary Busey) -, diversi nella sorte ma accomunati da un’unica grande passione per le onde. Il surf diventa quindi una metafora sull’esistenza e il valore dell’amicizia, puntellata dalle scene spettacolari delle quattro mareggiate che scandiscono i riti di passaggio verso l’età adulta e la perdita della spensieratezza. Sullo sfondo, gli echi della Guerra in Vietnam che segnerà la loro generazione.

Le onde a tubo, passione dei surfisti, lungo le coste francesi.

Oltre la finzione, ad oggi nel mondo il popolo del surf compone una nazione. Sono infatti 26 milioni gli appassionati di questo sport che lo praticano assiduamente a ogni livello. E non solo nei mesi caldi. Anche d’inverno, infatti, con il vento e le condizioni giuste, li si può osservare  stretti nelle mute nere, attendere al largo l’onda perfetta a cavalcioni  della loro tavola.
Scopriamo allora alcuni dei migliori spot in Italia e in Europa dove, ben equipaggiati, è possibile volare sulle onde in ogni stagione.

Il Villaggio di Mullaghmore (Irlanda)

La penisola di Mullaghmore, nella contea di Sligo della Repubblica d’Irlanda, è famosa per essere la terra dei surfisti, del poeta William Butler Yeats e anche la terra della Table Mountain irlandese. In gaelico chiamata An Mullach Mor, ossia la grande cima, questo villaggio ricco di bar, spiagge e natura selvaggia, ha anche un’altra caratteristica di cui andare fiero: è la terra di una particolare onda gigante, definita dagli esperti “la più spaventosa onda irlandese”. Si tratta di un cavallone che si genera al largo dell’Oceano e corre sino alla battigia. Per provare a cavalcarlo arrivano appassionati della tavola da ogni parte del pianeta, in qualunque mese dell’anno.

Il fiabesco e misterioso Castello di Classiebawn, in Irlanda.

Fuori dall’acqua, poi, l’avventura prosegue. La località ospita infatti il suggestivo Castello di Classiebawn, una residenza di campagna costruita nel 1874 e appartenuta al visconte di  Palmerston. È soprannominato il ‘maniero maledetto’ a causa delle complesse vicende storiche, anche delittuose, che vi si svolsero.
Da non perdere anche un giro lungo gli spettacolari paesaggi del Mullaghmore Loop Walk, un percorso ad anello nel Parco Nazionale di Burren, da fare a piedi o in bicicletta.

Capo Mannu (Sardegna)

È tra le coste europee con la più alta frequenza di onde di tutto il Mediterraneo. Non sorprende, quindi, che Capo Mannu, davanti alla penisola del Sinis, in provincia di Oristano in Sardegna, sia tra le mete più ambite dai surfisti di tutta Europa. Oltre alla bellezza mozzafiato della natura, la zona offre un’ottima esposizione al maestrale, che la rendono uno spot ideale per praticare surf, windsurf e kitesurf.
Ogni anno in questa località si svolge “Capo del Capo”, una gara surfistica nazionale.

La torre di Capo Mannu in Sardegna.

Oltre la tavola, è possibile praticare l’equiturismo e il trekking naturalistico alla scoperta delle aree lacustri di Cabras, l’Oasi Sale Porcus, l’Oasi naturalistica di Seu, e il percorso che si snoda dall’alto della scogliera dalla torre Aragonese di Punta Mora alla torre di Capo Mannu

Fehmarn (Germania)

Veduta dall’alto dell’isola di Fehmarn, in Germania.

Lo spot che non ti aspetti: le spiagge di un’isola nel golfo di Meclemburgo, in Germania, circondata dal mal Baltico. Si chiama  Fehmarn ed è una meta ideale del surf tutto l’anno. Va da sé che, data la latitudine, nei mesi invernali si debba essere attrezzati per affrontare acque con temperature appena sopra lo zero.

Adatta sia ai principianti che ai professionisti di questo sport, l’isola è collegata alla terraferma da un ponte lungo 963 metri e alto 69, realizzato nel 1963. Le sue numerose baie a diversa profondità di fondale, le hanno valso l’appellativo di ‘Hawaii della Germania’.
Oltre a una grande varietà di sport acquatici e terrestri, tra cui il golf e l’equitazione, Fehmarn offre la possibilità di rilassarsi facendo birdwatching all’interno di Wallnau, un santuario della natura di circa 300 ettari.

Aljezur (Portogallo)

A caccia di onde lungo la costa di Aljezur, in Portogallo.

Stretto tra il mare e le montagne, il comune di Aljezur, nell’Algarve, comprende uno dei più bei tratti di costa dell’intero Portogallo. Da un  lato offre mare e alte scogliere le cui pendici abbracciano sabbia e dune, dall’altro valli silenziose e verdi brughiere.
Molto frequentata da surfisti e bodyboarder fuori stagione, i muri bianchi con le finestre colorate della abitazioni che popolano le tortuose stradine, evocano le atmosfere della medina araba di un tempo.
Abbandonata la tavola, imperdibile un assaggio della cucina locale tradizionale e una visita all’omonimo castello. È stato costruito su rovine romane e reca le impronte di una storia lunga secoli e delle lotte tra Mori e Cristiani.

Hossegor (Francia)

Surfisti sulla spiaggia di Hossegor, in Francia

Consigliato ai surfisti più esperti, nella regione della Nuova Aquitania, in Francia,  Hossegor è nota tra gli appassionati per i suoi venti potenti e per le onde che corrono su e giù tutto l’anno.
Racchiusa in una zona naturale di incredibile bellezza, questa località offre molto da scoprire a tutti i suoi visitatori, a partire dalla fauna selvatica dell’aerea di Barthes, alla singolare chiesa sulla spiaggia Notre Dame des Dunes. Costruita nel 1929 su progetto dell’architetto Louis Lagrange, ospita una croce realizzata con i legni trasportati dalle mareggiate e  al posto delle statue sacre ha tavole da surf. La navata centrale, invece, è stata trasformata in un caffè. Un luogo di culto su misura dei cristiani sportivi delle onde fin nel  soprannome: “Cappella dei surfisti”!

La chiesa di Notre Dame des Dunes a Hossegor, in Francia | Credit: Jibi44