Il Governo proroga per la quindicesima volta il taglio di 17 centesimi al litro sulle accise del gasolio, portando la scadenza al 17 settembre 2026. Il decreto, costato 102 milioni di euro, introduce anche misure per accelerare l’estrazione di idrocarburi e prepara il terreno per nuovi aiuti selettivi in vigore da ottobre.
Il Consiglio dei Ministri ha dato nuovamente il via libera alla proroga del taglio delle accise sul gasolio. La decisione, arrivata al termine di una riunione lampo di appena dieci minuti, congela ancora una volta i prezzi del carburante alla pompa. Per chi si ferma per un rifornimento carburante, lo sconto resta invariato: 17 centesimi al litro in meno. La misura, la quindicesima dall’introduzione del bonus, avrà però validità di appena sette giorni.
Il nuovo decreto: cifre, scadenze e beneficiari
Il decreto conferma lo sconto sulle accise del gasolio utilizzato come carburante, fissato a 17 centesimi al litro. La stessa riduzione si applica anche ai gasoli paraffinici, ottenuti da sintesi o idro-trattamento, e al biodiesel immesso in consumo come carburante. Si tratta della quindicesima proroga del provvedimento dall’introduzione della misura. Il testo è stato approvato in appena dieci minuti di Consiglio dei Ministri. La nuova scadenza è fissata al 17 settembre 2026. Confermato anche il credito d’imposta per l’autotrasporto, esteso per tutto il mese di settembre. Il costo complessivo dell’operazione ammonta a 102 milioni di euro, coperti con fondi di bilancio già stanziati.
Non solo pompe di benzina: la sfida della sovranità energetica
Il decreto legge non si limita al taglio del prezzo alla pompa. Introduce infatti norme pensate per accelerare l’indipendenza energetica del Paese. Il Governo punta a snellire le procedure per la prospezione, la ricerca e l’estrazione di idrocarburi sulla terraferma italiana. Per farlo, introduce una procedura di leale collaborazione con le Regioni. In caso di ritardi o inerzia regionale, l’esecutivo potrà nominare un commissario ad acta. Questa figura eserciterà i poteri sostitutivi previsti dall’articolo 120 della Costituzione, garantendo tempi certi alle autorizzazioni. L’obiettivo dichiarato è quello di aumentare la produzione nazionale di gas e petrolio.
Verso gli aiuti mirati: cosa succederà dopo il 17 settembre
Secondo l’Esecutivo, questa proroga di una settimana rappresenta un semplice “ponte”. Sarebbero infatti in cantiere nuovi aiuti del governo, con un impianto più selettivo rispetto al taglio generalizzato attuale. Le nuove misure dovrebbero individuare una platea più ristretta di beneficiari, ancora in fase di definizione. La finestra temporale prevista per l’entrata in vigore è il 1° ottobre, primo giorno dell’ultimo trimestre dell’anno. Tra la fine dell’attuale proroga e l’avvio del nuovo pacchetto, però, potrebbe aprirsi un vuoto di circa due settimane. In quel periodo, senza alcun sostegno statale, i prezzi alla pompa potrebbero tornare a salire.








