L’Italia proroga di altri 15 giorni i controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna, citando rischi per la sicurezza interna e possibili infiltrazioni.
Il Viminale ha comunicato ieri una nuova proroga dello stop a Schengen nei confronti della Spagna, prolungando di altri 15 giorni i controlli alle frontiere aeree e marittime tra i due Paesi. La decisione segue la vicenda iniziata a fine luglio, quando l’ondata migratoria legata alla crisi di Ceuta aveva spinto l’Italia a introdurre le prime restrizioni.
Cosa cambia con la nuova proroga
La decisione porta la firma del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha formalizzato l’estensione con una nota indirizzata alla Commissione europea e ai ministri dell’Interno degli altri Stati membri. Il provvedimento riguarda i collegamenti aerei e marittimi tra Italia e Spagna: non essendoci un confine terrestre diretto tra i due Paesi, i controlli si concentrano su chi arriva con navi e aerei provenienti dal territorio iberico. Con questa proroga, i controlli restano in vigore per almeno altre due settimane, e secondo alcune ricostruzioni la scadenza sarebbe fissata attorno all’8 ottobre. Per il momento non è prevista una riapertura delle frontiere, e chi viaggia tra i due Paesi via mare o via aria continuerà a incontrare verifiche supplementari.
Per chi si trova a dover gestire questi controlli aggiuntivi, un modo per contenere i tempi di attesa in aeroporto è affidarsi al servizio Fast Track, pensato proprio per velocizzare i controlli di sicurezza in aeroporto e passare più rapidamente ai varchi.
Le ragioni del Viminale tra sicurezza e rischio terrorismo
Alla base della scelta c’è il lavoro del Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, riunitosi martedì mattina per fare il punto sulla situazione prima della scadenza del provvedimento precedente. Dalle verifiche condotte dall’organismo, spiega il Ministero dell’Interno, non sarebbero venute meno le condizioni che avevano portato all’introduzione dei controlli nelle settimane scorse: permangono profili di rischio per la sicurezza interna, a cui si aggiunge un possibile pericolo legato a eventuali infiltrazioni terroristiche.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha precisato che la misura non ha connotazioni politiche né è rivolta contro un singolo Paese, ma risponde a un’esigenza di sicurezza delle frontiere.
La reazione della Spagna
Sul piano politico, il ministro degli Esteri di Madrid, José Manuel Albares, ha criticato la decisione, ritenendola in contrasto con lo spirito di collaborazione tra partner europei. Dallo scoppio della crisi legata a Ceuta, la Spagna aveva a sua volta introdotto controlli speculari, già prorogati fino al 23 settembre.








