Chi si muove in auto deve fare i conti ogni giorno con la ricerca del parcheggio, sempre più caro soprattutto nelle zone centrali delle città italiane. App e piattaforme digitali hanno reso il pagamento della sosta più semplice, anche se nella maggior parte dei casi prevedono una commissione. Le possibilità per risparmiare, però, non mancano.

Oggi, oltre al classico parcometro, esistono soluzioni più flessibili per gestire la sosta e, in molti casi, anche più convenienti. Le app per pagare il parcheggio sulle strisce blu hanno un costo che non dipende solo dalla tariffa stabilita da ciascun Comune, ma anche da quale servizio scegliamo di utilizzare.

Molte di queste app aiutano a evitare sprechi e permettono di controllare la durata della sosta direttamente dallo smartphone, prolungandola o riducendola a piacimento. Inoltre, scegliendo l’applicazione giusta, è anche possibile risparmiare sulle commissioni di utilizzo. Ecco come.

Tutti i modi per pagare la sosta sulle strisce blu

Le modalità di pagamento sono diverse e, pur con alcune variazioni da Comune a Comune, disponibili in quasi tutte le città italiane. Tra i metodi principali per pagare la sosta sulle strisce blu ci sono:

  • I parcometri, dislocati nelle vicinanze dei parcheggi in città. Quasi sempre accettano monete e carte bancarie (circuiti Mastercard, Visa, Fast Pay, Bancomat), voucher e codici prepagati da acquistare presso le rivendite autorizzate (tabaccherie, edicole, bar convenzionati);
  • App per la sosta come Telepass, MyCicero, DropTicket, MooneyGo, ParkAppy, Tap&Park e Easypark. In alcune città ci sono anche app apposite (ad esempio GTT SostApp per pagare le strisce blu a Torino);
  • Via SMS: se non hai app o monete, in alcune città è attivo un numero per pagare la sosta scalando il costo direttamente dal proprio credito telefonico, ma attenzione: al pagamento si aggiunge spesso il costo del servizio SMS, che varia in base al tuo operatore. A Milano, ad esempio, questo servizio è disponibile al numero 48444;

Come risparmiare sul parcheggio sulle strisce blu

Uno degli errori più frequenti quando si usa il parcometro è pagare in anticipo più del necessario per ridurre il rischio di essere multati. Questo porta spesso a un costo maggiore rispetto all’effettivo utilizzo.

Le app risolvono questo problema perché permettono di interrompere la sosta in qualsiasi momento, evitando di pagare minuti non utilizzati. Unica eccezione i casi di sosta non frazionabile, presente in alcune aree. In questi casi non è possibile terminare la sosta prima di un tempo minimo stabilito da Comune.

In più, il funzionamento delle app è molto semplice: si seleziona la zona (anche tramite geolocalizzazione), si inserisce la targa e si avvia la sosta. Poco prima della scadenza, una notifica avvisa l’utente, che può decidere se prolungare o terminare il parcheggio. In questo modo si paga solo il tempo effettivo.

Un altro elemento utilissimo è infatti la possibilità di gestire la sosta da remoto. Se si ha bisogno di più tempo, non è necessario tornare all’auto: si può prolungare il parcheggio direttamente dallo smartphone, riducendo il rischio di essere sanzionati e ottimizzando i costi.

Resta però il tema delle commissioni. La maggior parte dei servizi prevedono costi di servizio aggiuntivi che si sommano alla tariffa della sosta. Importi contenuti, ma che nel tempo possono incidere sulla spesa complessiva.

Queste variano in base all’app scelta: EasyPark applica una tariffa del 15% del costo del parcheggio (minimo 35 centesimi) oppure un abbonamento mensile da 4,49 euro. Altre applicano commissioni variabili: fino al 15% con DropTicket o fino al 10% con MyCicero, anche se in alcuni Comuni può essere gratuito. MooneyGo, invece, applica una commissione solo nei casi in cui non sia il Comune a farsene carico.

Una piccola tariffa aggiuntiva a volte è richiesta anche da ParkAppy, disponibile in alcune città come Roma, Torino, Milano, Bologna e Lecce. Con Tap&Park invece si paga solo la sosta effettiva, ma è attivo in un numero limitato di Comuni.

Le opzioni più interessanti sono quelle senza commissioni aggiuntive. Spesso, però, hanno una diffusione limitata sul territorio. Ci sono alcune soluzioni: con i servizi strisce blu dell’app Telepass, ad esempio, i clienti con piano Telepass Sempre pagano solo la tariffa stabilita dal Comune, senza costi extra, con un servizio disponibile in centinaia di Comuni italiani.

Chi non paga le strisce blu

Ci sono anche casi in cui la sosta sulle strisce blu è totalmente gratuita o soggetta ad agevolazioni, anche se queste riduzioni non sono uguali in tutti i Comuni. Nella maggioranza dei casi non pagano o hanno alcuni vantaggi:

  • Persone con disabilità: chi possiede il CUDE (Contrassegno Unificato Disabili Europeo) può spesso parcheggiare gratis non solo nei parcheggi per disabili, ma anche su tutti gli stalli a pagamento e su quelli dei residenti. Il contrassegno deve essere ben visibile e la targa registrata sulla piattaforma dedicata del Comune;
  • Veicoli a basse emissioni: alcuni Comuni offrono agevolazioni per auto elettriche o ibride, facendo richiesta per l’apposito pass.

Inoltre, i residenti possono richiedere pass dedicati per sostare gratuitamente o a tariffa ridotta nella propria zona, mentre i dimoranti (ad esempio per lavoro o studio) possono accedere a permessi a pagamento con condizioni simili. A queste soluzioni si affiancano abbonamenti mensili o annuali pensati per pendolari e utenti abituali, che consentono di ridurre il costo complessivo della sosta rispetto al pagamento orario.

In ogni caso, è sempre consigliabile verificare le regole specifiche del Comune in cui si parcheggia, perché condizioni e modalità possono cambiare molto da zona a zona.