Accise sui carburanti, il Governo decide a breve: vediamo tutte le proposte in ballo, tra proroga degli sconti e nuovi aiuti alle famiglie.

Si avvicina il termine dell’attuale sconto applicato alle accise dei carburanti. La misura varata dal Governo per contrastare l’aumento dei prezzi di benzina e gasolio cesserà infatti alla mezzanotte del 6 giugno e, al momento, non è ancora stato chiarito quale sarà il passo successivo dell’esecutivo.

L’ultima estensione del taglio delle accise era stata approvata il 22 maggio, ma nelle ultime settimane sono emerse diverse ipotesi alternative. Tra queste figurano sia una nuova proroga del taglio alla pompa sia l’introduzione di strumenti più selettivi destinati alle categorie economicamente più fragili.

Senza ulteriori interventi, il ritorno ai livelli fiscali precedenti alle tensioni energetiche internazionali potrebbe tradursi in un nuovo aumento dei prezzi per automobilisti e autotrasportatori. Vediamo tutte le possibili soluzioni.

Taglio accise: il Governo valuta una nuova proroga, ma con un nuovo sistema

A fornire indicazioni sul tema è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha spiegato come l’esecutivo sia pronto a intervenire tramite decreto ministeriale, utilizzando il meccanismo delle cosiddette accise mobili, senza la necessità di approvare una nuova norma in Consiglio dei ministri.

Lo stesso ministro ha precisato che la decisione finale dipenderà dalle risorse effettivamente disponibili e dall’andamento del mercato nei giorni immediatamente precedenti alla scadenza. Solo dopo aver verificato l’ammontare dell’extragettito IVA sarà possibile stabilire se e in quale misura proseguire con il sostegno ai carburanti.

Le accise mobili sono uno strumento introdotto nel 2023 che consente di utilizzare parte delle maggiori entrate derivanti dall’IVA sui carburanti per ridurre temporaneamente la componente fiscale del prezzo finale. In questo modo si cerca di limitare gli effetti degli aumenti delle quotazioni energetiche sui consumatori.

Quanto potrebbero aumentare benzina e diesel senza ulteriori interventi

L’eventuale mancato rinnovo dello sconto avrebbe conseguenze dirette sui prezzi alla pompa. Secondo le stime circolate nelle ultime settimane, la benzina potrebbe registrare un rincaro di circa sei centesimi al litro, mentre per il diesel l’aumento sarebbe nell’ordine dei dodici centesimi.

Tradotto in termini pratici, un rifornimento carburante con riferimento alla benzina costerebbe mediamente circa tre euro in più, mentre per un rifornimento di gasolio il maggior esborso potrebbe arrivare intorno ai sei euro.

Per questo motivo la proroga del provvedimento resta una delle opzioni più concrete prese in considerazione dall’esecutivo, anche se potrebbero essere introdotte modifiche nelle modalità di applicazione o nell’entità degli sconti.

L’ipotesi del bonus da 100 euro e i dubbi della maggioranza

Tra le alternative discusse negli ultimi giorni è emersa anche la possibilità di sostituire gli aiuti generalizzati con un bonus carburante esclusivamente alle famiglie con redditi più bassi. L’idea prevedeva un sostegno da circa 100 euro destinato ai nuclei con ISEE inferiore a 15.000 euro già beneficiari della social card. La platea interessata sarebbe stata composta da circa 1,2 milioni di famiglie, che avrebbero ricevuto il contributo direttamente attraverso la carta dedicata.

Dal punto di vista finanziario, la misura sarebbe risultata molto meno onerosa rispetto al taglio delle accise: il costo stimato si aggirerebbe intorno ai 120 milioni di euro, contro i circa due miliardi impiegati complessivamente dallo Stato per sostenere gli sconti sui carburanti negli ultimi mesi.

Già in passato il Governo aveva messo in studio un bonus per famiglie e imprese. Tuttavia la proposta non sembra aver raccolto un consenso unanime all’interno della maggioranza. Diverse forze politiche avrebbero espresso perplessità sul meccanismo dei voucher e il Consiglio dei ministri non ha assunto decisioni in merito. Di conseguenza, l’ipotesi resta al momento in sospeso.

Per ora, la soluzione più accreditata continua a essere una nuova proroga degli sconti, eventualmente rimodulata in base all’andamento dei diversi carburanti. La decisione definitiva dipenderà però dalle risorse disponibili e dalle valutazioni che il Ministero dell’Economia effettuerà nei prossimi giorni.