Nel cuore dell’Abruzzo esiste un borgo medievale che custodisce un segreto sorprendente: antichi mulini oggi sommersi nelle acque cristalline di un lago. Andiamo a scoprire la “piccola Atlantide” di Capestrano.
A Capestrano, uno dei borghi più belli in Abruzzo, la storia si intreccia con un paesaggio insolito. Qui, oltre alle stradine in pietra, alle chiese e al castello, è possibile scoprire un luogo unico: un lago artificiale sotto cui si conservano perfettamente i resti di antichi mulini medievali. Non si tratta di rovine difficili da immaginare, ma di strutture ancora visibili sotto una superficie d’acqua limpida, che permette di osservare un intero frammento di passato rimasto sospeso nel tempo.
Capestrano, il borgo dei mulini sommersi
Situato nella valle del Tirino, ai margini di un’area carsica e in parte compreso nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Capestrano ha origini antiche. L’abitato sorse probabilmente quando gli abitanti della città romana di Aufinum si rifugiarono su questo colle per sfuggire alle incursioni barbariche. Nel corso dei secoli passò sotto diverse dominazioni, fino a entrare nel Regno di Napoli e diventare possedimento dei Medici.
La sua storia più sorprendente, però, è legata al Lago di Capo d’Acqua. Nel 1965 la costruzione di una diga sul fiume Tirino portò alla formazione di questo bacino artificiale, sommergendo terreni dove sorgevano un mulino medievale, un secondo edificio più piccolo e un colorificio. Oggi il colorificio emerge ancora parzialmente, mentre i due mulini giacciono completamente sotto l’acqua, insieme ai viottoli in pietra un tempo percorsi dai contadini.
Le condizioni del lago rendono questo sito particolarmente affascinante: l’acqua, alimentata da sorgenti naturali, mantiene una temperatura costante intorno ai 10 gradi e una trasparenza eccezionale. Questo consente di osservare chiaramente archi murari, aperture e dettagli costruttivi, oltre al selciato originario ancora intatto.
I mulini possono essere visitati, ma non in modo tradizionale. La balneazione è vietata per ragioni ambientali e di sicurezza, mentre sono consentite immersioni subacquee organizzate. In alternativa, è possibile ammirare il fondale anche senza immergersi, grazie a escursioni su barche con fondo trasparente che permettono di osservare le strutture sommerse dall’alto.
Non solo mulini, cosa vedere e cosa fare a Capestrano
Oltre ad alcuni dei mulini più affascinanti d’Italia, questo piccolo borgo ha ancora molto da offrire. A dominare Capestrano è il Castello Piccolomini, con la sua caratteristica struttura e le torri cilindriche, costruito su una base medievale e trasformato nel Quattrocento in residenza nobiliare. Nel suo cortile si trova un pozzo rinascimentale ben conservato.
Altro luogo molto importante è la chiesa di San Pietro ad Oratorium, uno dei principali esempi di architettura romanica in Abruzzo, immersa nel verde poco fuori dal centro abitato. A questa si aggiungono la chiesa di Santa Maria della Pace, di epoca barocca, e il convento di San Giovanni da Capestrano, legato alla figura del santo francescano nato qui nel XIV secolo.
Il nome del borgo è inoltre indissolubilmente legato al cosiddetto Guerriero di Capestrano, una statua italica del VI secolo a.C. rinvenuta nel 1934. L’originale è conservato al Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo a Chieti, ma nel paese sono presenti riproduzioni che ne mantengono viva la memoria.
Come arrivare a Capestrano
Capestrano si trova in provincia dell’Aquila e si raggiunge facilmente sia in auto sia con i mezzi pubblici. In macchina si può arrivare dall’autostrada A24 Roma-Teramo uscendo a L’Aquila Est e proseguendo sulla statale 17 in direzione della valle del Tirino, oppure dall’autostrada A25 Torano-Pescara con uscita Bussi-Popoli. In ogni caso, l’uso di servizi di telepedaggio e il monitoraggio del traffico in tempo reale sono consigliati per evitare code e rallentamenti ai caselli, specialmente in alta stagione turistica.
Per chi viaggia in treno, le stazioni di riferimento sono quelle di Pescara, Sulmona, Chieti o L’Aquila, da cui proseguire con autobus regionali.
Il lago di Capo d’Acqua si trova poco fuori dal borgo, nella frazione omonima. Dal centro storico si raggiunge in pochi minuti di auto.








