Il 18 marzo è la Giornata nazionale in memoria delle vittime del Coronavirus, un giorno per ricordare e riflettere. Istituita ufficialmente con la legge n. 35 del 2021, la ricorrenza nasce per conservare e rinnovare la memoria di tutte le persone decedute a causa della pandemia da Covid-19.
Tutti ricordano i giorni della pandemia che hanno segnato profondamente la storia recente dell’Italia e del mondo: l’angoscia, le restrizioni, l’impossibilità di raggiungere i propri cari lontani. Gli effetti della pandemia si fecero sentire per lungo tempo, e con loro la voglia di tornare a viaggiare.
La data ricorda il 18 marzo del 2020, il giorno in cui in Italia si registrò il maggior numero di decessi per Coronavirus. Oggi, inevitabilmente, il pensiero va a chi, in famiglia, tra gli amici e i conoscenti, è mancato a causa del coronavirus.
Le iniziative in memoria delle vittime del Coronavirus
Per la Giornata nazionale in memoria delle vittime del Coronavirus ogni anno sono in programma una serie di iniziative commemorative, organizzate da enti pubblici e privati. Vengono promosse attività celebrative in tutto il Paese per onorare la memoria delle vittime e sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione sanitaria.
Le celebrazioni includono momenti di raccoglimento nelle piazze, messe e cerimonie religiose, oltre a incontri istituzionali e conferenze sul tema dell’emergenza sanitaria.
In molte città vengono piantati alberi in ricordo dei defunti e illuminati edifici simbolici con i colori della bandiera italiana. Le amministrazioni comunali spesso promuovono la lettura pubblica dei nomi delle vittime, per dare un volto e una storia a chi non c’è più.
Tutte le città italiane, dai capoluoghi alle piccole comunità, organizzano eventi ufficiali che coinvolgono le autorità locali, i sanitari e le associazioni delle famiglie colpite.
Gli eventi nelle principali città italiane
Ale ore 12:00 di oggi tutte le campane nelle chiese della Lombardia suoneranno in ricordo delle vittime della pandemia.
Bergamo, tra le città più colpite dalla pandemia di coronavirus, a cinque anni dal 18 marzo 2020 celebra la giornata con un fitto programma che coinvolge le istituzioni e la cittadinanza. In programma una cerimonia ispirata al tema de “La memoria e la scoperta”, in un percorso che abbraccia i luoghi che più di tutti hanno contraddistinto l’inizio della pandemia. Un corteo silenzioso attraverserà il Cimitero monumentale, Palazzo Frizzoni e il Bosco della Memoria. La chiesa di Ognissanti del cimitero sarà svuotata per rievocare la stessa situazione in cui, ormai 5 anni fa, per cause di forza maggiore fu trasformata in una camera mortuaria.
Nel Comune di Novate Milanese, alle ore 10:00 di oggi è in programma una commemorazione presso il Bosco del ricordo nel giardino del cimitero.
A Bologna, in Piazza Maggiore, alle ore 16:00 sarà invece esposta l’opera d’arte realizzata collettivamente dai cittadini bolognesi. La tela di oltre 100 metri, completa dei 4.488 nomi delle vittime, sarà esposta dall’alto della Torre dell’Orologio di Palazzo d’Accursio fino al crescentone della piazza.
La pandemia è un monito per il futuro
La pandemia da Covid-19 ha lasciato cicatrici profonde. Ancora oggi, la Giornata delle vittime del Coronavirus è un’occasione per riflettere su ciò che è stato fatto per superare l’emergenza e su ciò che si può ancora migliorare.
Partecipare alle iniziative locali per questa giornata significa non solo onorare la memoria di chi è scomparso, ma anche rafforzare la consapevolezza collettiva su come prevenire e affrontare future emergenze sanitarie. Verificare quali eventi sono previsti nella propria città è un primo passo per unirsi al ricordo. Solo attraverso la memoria si può costruire un futuro più sicuro e consapevole per tutti.








