Con l’introduzione della “Zona 30” a Bologna il capoluogo emiliano ha raggiunto un grandissimo record: vittime praticamente dimezzate e nessun pedone ha perso la vita nell’ultimo anno, non accadeva dal 1991. Ecco il bilancio dopo un anno di “Bologna Città 30”.

Un anno fa Bologna ha lanciato il progetto “Bologna Città 30“, con l’obiettivo di rendere la mobilità urbana più sicura e sostenibile.

Se già i risultati dopo sei mesi erano incoraggianti, dopo un anno lo sono ancora di più: nel 2024, per la prima volta dal 1991, nessun pedone ha perso la vita, mentre gli incidenti che hanno coinvolto pedoni sono diminuiti del 16%.

La chiave di questo successo sta nella riduzione della velocità massima a 30 km/h, che dimezza la distanza di arresto di un veicolo (da 28 a 13 metri) e riduce drasticamente la letalità in caso di impatto con un pedone: solo il 5% a 30 km/h, contro il 70% a 50 km/h.

Un anno dopo, Bologna raccoglie i frutti di una scelta che sta rivoluzionando la mobilità cittadina. Vediamo com’è andata.

Bologna Città 30: vittime della strada calate del 49% in un anno

Non calano solo le vittime, da quando Bologna è entrata a far parte del progetto “Città 30” sono complessivamente diminuiti gli incidenti stradali. Dal 15 gennaio 2024 al 12 gennaio 2025, il numero di sinistri rilevati dalla polizia locale è diminuito del 13%, mentre i feriti sono calati dell’11%. Per non parlare dei casi gravi, in codice rosso, che segnano un -31%.

Il dato più sorprendente riguarda le vittime della strada: il numero è sceso del 49%, con dieci decessi registrati nell’anno, un risultato nettamente migliore rispetto alla tendenza nazionale. Secondo gli ultimi dati Istat, nello stesso periodo in Italia gli incidenti urbani sono aumentati dello 0,9%, i feriti dello 0,5% e le vittime addirittura del 7,9%.

Tra le principali cause degli incidenti, ci sono l’eccesso di velocità (40,3%) e la mancata precedenza a moto, bici e pedoni (19,9%). Seguono le manovre scorrette (11%), il mancato rispetto della segnaletica (9,2%) e la guida sotto effetto di alcol o droga (5,3%).

In sintesi, nonostante le iniziali polemiche e opposizioni, i dati sembrano dimostrare l’efficacia della misura nel migliorare la sicurezza stradale e ridurre sensibilmente i rischi per tutti gli utenti della strada.

Non calano solo gli incidenti, ma migliora anche la qualità dell’aria

Il bike sharing è cresciuto del 69%, con più di 3 milioni di utilizzi, mentre il car sharing ha segnato un +44%. I viaggi sul Servizio Ferroviario Metropolitano sono aumentati del 31%, contribuendo a una riduzione del traffico privato del 5%.

Meno auto in circolazione hanno portato a una riduzione delle emissioni di CO2 e a un miglioramento della qualità dell’aria: il livello di biossido di azoto è sceso del 29%, raggiungendo il dato più basso del decennio.

Il futuro di Bologna Città 30: progetti e sfide

Dal 2022, la città ha stanziato oltre 27 milioni di euro per interventi come nuovi attraversamenti pedonali, piste ciclabili e aree pedonali, con 300 segnali installati per ricordare il limite di 30 km/h. Anche i lavori lungo la linea del tram hanno contribuito a migliorare la sicurezza stradale con interventi mirati sugli incroci.

Nonostante i risultati positivi, restano alcune criticità. L’aumento del 5,9% dei ciclisti coinvolti in incidenti (+24 casi) mette in luce la necessità di infrastrutture più sicure, considerando il parallelo incremento dell’uso della bicicletta (+10% dei flussi monitorati). Anche il dato delle persone in prognosi riservata (+36%) richiede attenzione e monitoraggio continuo.

L’obiettivo futuro è ambizioso: raggiungere la “Visione Zero“, eliminando completamente le vittime della strada. Bologna dimostra che una grande città può rallentare e migliorare la qualità della vita, diventando un modello per l’Italia e l’Europa.

Tuttavia, questioni come quelle legate agli autovelox nelle Città 30 e alle modifiche del nuovo Codice della Strada in materia potrebbero portare a qualche nuova sfida in futuro.