Secondo quanto stabilito dal nuovo Codice della Strada, l’importo delle multe per divieto di sosta varia a seconda del tempo effettivo di infrazione. Ma questa norma sta mettendo in difficoltà i vigili urbani. Ecco i dettagli.
Non tutte le recenti modifiche del nuovo Codice della Strada sono di facile attuazione. Se per le norme sull’alcol alla guida e sullo smartphone c’è stata fin da subito grande chiarezza, le criticità dei test salivari e il rischio di falsi positivi sono solo alcune delle situazioni caratterizzate ancora da una certa nebulosità. Una di queste riguarda anche le multe per divieto di sosta. Gli agenti della polizia locale devono fare i conti con nuove modalità di calcolo delle sanzioni per divieto di sosta, soprattutto nelle aree a pagamento. A creare confusione è l’articolo 24 della legge 177/2024, in vigore dal 14 dicembre scorso. Il nuovo testo ha riscritto in parte gli articoli 7, 157 e 158 del Codice, introducendo un sistema di penalizzazione progressiva basato sul tempo effettivo di infrazione.
Ecco come funziona e i dubbi che stanno emergendo.
Come funzionano le multe per divieto di sosta con il nuovo Codice della Strada
In pratica, più a lungo un veicolo rimane parcheggiato in modo irregolare, maggiore sarà la sanzione da pagare. Tuttavia, determinare l’importo esatto è diventato così complesso che, in molti casi, i comandi preferiscono applicare direttamente la multa massima, per evitare margini di errore e possibili ricorsi. A confermare la difficoltà operativa, ci sono le segnalazioni arrivate da vari uffici locali, tanto che l’ANCI ha recentemente organizzato dei webinar formativi, con intere sessioni dedicate a spiegare i nuovi criteri.
Nello specifico, la normativa prevede che, se la sosta vietata si protrae per oltre 24 ore, la sanzione — compresa tra 42 e 173 euro — venga moltiplicata per ogni periodo di 24 ore di permanenza in divieto. In caso di superamento del limite di tempo consentito per la sosta (come stabilito all’art. 157, comma 6), la multa va dai 26 ai 102 euro. Se la violazione continua nel tempo, la cifra si moltiplica per ciascun periodo completo di infrazione, fino a un massimo pari a quattro volte l’importo iniziale previsto.
Regole ancora più articolate per le aree con sosta a pagamento
Le complicazioni aumentano ulteriormente nelle aree con sosta a pagamento. Se l’utente non ha pagato a sufficienza o ha superato il tempo coperto dal ticket, entra in gioco una serie di fattori di riduzione o aggravio della sanzione. In caso di superamento contenuto entro il 10% del tempo coperto dal biglietto (ad esempio, 6 minuti su un’ora), non è prevista alcuna sanzione. Se si va oltre, ma non si supera il 50% (30 minuti extra su un ticket da un’ora), la sanzione è ridotta della metà. Se invece il tempo oltrepassa il 50%, la multa viene applicata interamente.
Non è finita qui: in tutte queste casistiche, alla sanzione si somma anche il pagamento dell’intero periodo di parcheggio relativo al giorno in cui è stato effettuato l’accertamento. Come se si fosse usufruito del servizio per tutta la giornata.
Oltre alla complessità della norma, gli agenti in strada si trovano spesso impossibilitati a verificare da quanto tempo effettivamente il veicolo si trovi in divieto di sosta, o se sia già stato sanzionato precedentemente. Il risultato? Una procedura che, nella pratica, si trasforma in un vero rompicapo, con il rischio concreto di disomogeneità nell’applicazione delle sanzioni e margini di incertezza giuridica.








