Il 1° novembre a Orsara di Puglia bruciano i falò e le zucche vengono illuminate per uno dei riti di Ognissanti più suggestivi del Sud Italia.
La Puglia non è soltanto mare e non si vive solo d’estate. L’autunno è uno dei periodi migliori per spingersi nell’entroterra e scoprire i suoi piccoli borghi, paesaggi collinari e tradizioni che continuano a scandire la vita delle comunità locali.
Tra i luoghi più particolari c’è Orsara di Puglia, borgo della provincia di Foggia nell’area dei Monti Dauni. Ogni 1° novembre il paese celebra i Fucacoste e cocce priatorje, un antico rito dedicato alle anime dei defunti, durante il quale strade e piazze vengono illuminate da falò e zucche intagliate.
“Fucacoste e cocce priatorje”, il rito di Ognissanti a Orsara di Puglia
A prima vista le zucche illuminate potrebbero ricordare Halloween, ma la tradizione di Orsara di Puglia ha origini molto più antiche della festa che conosciamo oggi. È legata al culto dei defunti e alla credenza secondo cui, nella notte di Ognissanti, le anime del Purgatorio possano tornare sulla Terra per fare visita ai propri cari.
Per accoglierle, gli abitanti accendono i fucacoste, i grandi falò che punteggiano il centro abitato, mentre le cocce priatorje, zucche intagliate e illuminate dall’interno, vengono sistemate lungo le strade, sui balconi e sui davanzali, per guidarle. Il fuoco assume così un valore simbolico: riscalda, purifica e accompagna idealmente le anime nel loro ritorno.
La festa coinvolge l’intero borgo e ha ovviamente anche una forte dimensione conviviale. Intorno ai falò si ritrovano famiglie e amici, mentre sulle tavole compaiono piatti semplici della tradizione contadina, castagne, vino e preparazioni a base di grano cotto, melograno, noci e vincotto. Nel corso della serata il centro storico si anima inoltre con musica e danze, per festeggiare tutti insieme il ritorno delle anime dei propri cari.
Orsara di Puglia: un tour del borgo
Orsara di Puglia sorge a 635 metri di altitudine, in un territorio verde e collinare ai piedi del pre-Appennino Dauno. Il paese, insignito della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, è un concentrato di storia. Qui i visitatori possono perdersi tra vicoli, piccole piazze circondati da bellissimi edifici in pietra e antiche testimonianze religiose.
Uno dei luoghi più importanti è il complesso abbaziale, che comprende la chiesa di San Pellegrino, la Grotta di San Michele Arcangelo e la chiesa di Santa Maria Annunziata. La grotta, in particolare, testimonia l’antico culto micaelico che si diffuse in questa parte della Puglia.
Poco distante si trovano il Palazzo Baronale e Palazzo Varo, mentre salendo verso la parte alta del paese si incontra la chiesa di San Nicola di Bari. Il borgo conserva anche un’antica tradizione legata alla panificazione: è ancora presente un forno a paglia risalente al 1526. Tutto intorno, boschi e sentieri permettono di completare la visita con passeggiate rilassanti nella natura dei Monti Dauni.
Come arrivare a Orsara di Puglia
Orsara di Puglia si raggiunge facilmente in auto, soluzione particolarmente comoda per chi vuole visitare anche altri borghi dell’entroterra foggiano. Per chi percorre l’A16 Napoli-Canosa, il casello di riferimento è quello di Candela, da cui si prosegue lungo la viabilità provinciale in direzione del paese.
Da Foggia la distanza è di circa 30-35 chilometri. Chi arriva da altre regioni può approfittare di servizi di telepedaggio per attraversare i caselli autostradali senza fermarsi per il pagamento.
Durante la giornata del 1° novembre si consiglia di arrivare in anticipo, idealmente già dal mattino presto. In occasione dei Fucacoste e cocce priatorje l’afflusso di visitatori è infatti particolarmente alto e le aree di parcheggio disponibili possono riempirsi rapidamente. Una volta esauriti i posti, l’accesso delle auto al centro abitato può essere limitato per ragioni di sicurezza.
Fonte foto: Visit Orsara di Puglia.








