Un itinerario tra natura, storia e mare mozzafiato per andare alla scoperta di una destinazione affascinante e segreta.

Pantelleria è un’isola vulcanica che si colloca a 110 km a sud-ovest della Sicilia (nel territorio del Libero consorzio comunale di Trapani) e a 65 km a nord-est della Tunisia. Considerata una meta vip per eccellenza (qui Giorgio Armani ha una splendida villa), è stata anche set di celebri film, tra i più cool possiamo citare senza dubbio A bigger splash di Luca Guadagnino: il suo fascino selvaggio ed elegante al tempo stesso la rende uno dei luoghi più suggestivi del Mediterraneo.

Pantelleria: un angolo di Paradiso

Isolata, indomita, “nera” come la pietra lavica che la costituisce e insieme verde, profumata, accogliente. Pantelleria è un mondo a parte, dove si uniscono natura e cultura. Ciò che ti stupirà, infatti, è che non si tratta solo di una meta per gli amanti del mare (niente spiagge però, qui è la roccia la vera protagonista), delle terme, del buon cibo e delle vacanza in barca, ma anche di chi è alla ricerca di arte e storia millenaria, antiche tradizioni agricole ed escursioni a piedi o in bicicletta. Quello che ti presentiamo di seguito è un itinerario di 3 giorni – esclusi quelli di arrivo a partenza – perfetto per chi visita l’isola per la prima volta, con consigli riguardo a cosa fare e vedere per un viaggio indimenticabile, che ti farà voglia di tornare.

Giorno 1: tuffi nel passato e nel mare turchese

Mursia, Pantelleria

Si parte da Pantelleria città, a nord dell’isola, che rappresenta l’unico vero e proprio centro abitato. È il luogo ideale per iniziare la vacanza: ci sono banche, farmacie, supermercati e distributori di benzina, servizi essenziali di cui approfittare prima dell’esplorazione on the road.
Cosa vedere? Del borgo medievale dopo i bombardamenti alleati del 1943 è rimasto poco: punta sul bel lungomare e il porticciolo, qui troverai il maestoso Castello Barbacane, che custodisce i numerosi reperti archeologici testimoni del passato di Pantelleria.
Ed è proprio il viaggio indietro nel tempo il tema del primo giorno, perché spesso sottovalutato, ma in realtà di grande fascino e mistero. Subito fuori troverai l’Acropoli di San Marco e Santa Teresa, con gli scavi distribuiti sulle due colline vista Mediterraneo che hanno restituito resti di epoca punica e romana. Scendendo di qualche chilometro verso sud-ovest si incontrano il villaggio preistorico di Mursia (nella foto), risalente all’Età del Bronzo e i caratteristici “sesi” (ovvero “mucchi di pietre”), costruzioni megalitiche simili ai nuraghi sardi costruiti più di 5000 anni fa.
Prosegui sempre verso sud in direzione Scauri: è la seconda contrada più grande dopo Pantelleria, dove poter pranzare tra panifici e ristoranti. Si tratta di un paesino delizioso che conserva ancora l’architettura prebellica dai colori pastello e con i tipici dammusi panteschi dai tetti bianchi a cupola: non a caso il regista Luca Guadagnino lo ha scelto tra le location del suo film A bigger splash, insieme ai dammusi di charme della Tenuta Borgia. Nei dintorni si può osservare ciò che rimane dell’insediamento tardo romano e, finalmente, fare il primo bagno: dall’area parcheggio, infatti si percorre un breve sentiero che porta sulla scogliera, con il faro bianco del golfo a farti da guida.
La giornata continua sotto il segno del relax lungo la Strada Perimetrale, così da restare sulla costa: in poco più di mezz’ora sarai a est, nella zona centrale di Khamma e Tracino, che che regala alcuni tra gli scorci più fotografati dell’isola: ecco l’Arco dell’Elefante, tra i simboli di Pantelleria, una formazione lavica che si protende nel mare come una proboscide gigantesca e le famose Cala Tramontana e Cala Levante, due baie scenografiche dove nuotare e fare snorkeling. Come ultima tappa, sali a nord e fermati al Laghetto delle Ondine, sopra Cala Cinque Denti in località Punta Spadillo, un bacino naturale racchiuso dalle rocce che viene “riempito” dalle onde del mare: un posto intimo e spettacolare perfetto per il tramonto.

Giorno 2: tra grotte, scogliere e trattamenti termali

Balata dei Turchi, Pantelleria

Il secondo giorno è in gran parte dedicato ad alcune delle molteplici fonti geotermiche di Pantelleria, in un perfetto mix di benessere per il corpo e per lo spirito e bellezze paesaggistiche. Inizia con una visita alla Grotta di Benikulà, vicino a Scari, conosciuta anche come “bagno asciutto”, in quanto considerata “la sauna naturale” dell’isola: si raggiunge tramite un sentiero immerso nella macchia mediterranea e al suo interno sgorga vapore acqueo a una temperatura di 38-40°C. Munisciti di telo da mare, scarpe antiscivolo e di una borraccia con acqua per idratarti.
A pochi chilometri sulla costa sud-occidentale raggiungi Cala Nikà: la sua “discesa”, così com’è chiamata, non è semplice (la strada è dissestata, meglio farla a piedi), ma porta a un luogo paradisiaco, dove dagli scogli escono piccole fonti di acqua termale che si mescolano subito in quella del mare, arrivando a 70°C: fare il bagno qui è praticamente un’esperienza unica. Parlando di paesaggi mozzafiato, impossibile non citare Balata dei Turchi (nella foto) forse la scogliera più suggestiva di tutta Pantelleria: un tempo approdo dei pirati saraceni, adesso è una baia selvaggia chiusa da pareti di roccia lavica che degradano nel blu profondo del Mediterraneo. Anche in questo caso l’accesso è impervio, da compiere camminando, con un fuoristrada o direttamente dal mare se si è in barca, dato che c’è la possibilità di programmare diverse gite.
Concludi il tour di nuovo nella parte nord occidentale, precisamente nel Lago di Venere, detto anche Specchio di Venere: si tratta di bacino vulcanico all’interno Parco Nazionale Isola di Pantelleria, caratterizzato da acque termali dalle sfumature che vanno dall’azzurro latteo al verde smeraldo: puoi nuotare, cospargerti di fanghi curativi ricchi di sodio, potassio e zolfo e stenderti al sole.

Giorno 3: trekking, giardini “segreti” e zibibbo

Tipica casa pantesca a Gadir, Pantelleria

Obiettivo del terzo giorno è quello scoprire la natura rigogliosa e diversificata dell’isola: il consiglio è di svegliarti all’alba per un’escursione alla Montagna Grande, il rilievo più alto, che con i suoi 836 metri offre una panoramica su tutta l’isola. Siamo in una riserva che custodisce le aree più verdi di Pantelleria, ideale per chi ama il trekking e osservare la flora e la fauna: i sentieri da percorrere sono tra i più vari a seconda della difficoltà a cui si è abituati, adatti anche a chi ama andare in mountain bike. Attraversando il Bosco di Montagna Grande si è circondati dalla grandiosità dei lecci, dei Pini d’Aleppo e del Pino Marittimo e dallo straordinario profumo della macchia mediterranea, tra arbusti di erica, piante aromatiche e ginestra selvatica.
Dopo la prima parte di giornata faticosa, è tempo di cambiare scenario, per fare la conoscenza di un paesaggio per cui Pantelleria è Patrimonio Unesco: ci riferiamo ai celebri vitigni ad alberello dello zibibbo, eccellenza vinicola made in Italy, che si allevano con tecniche tradizionali. Ma non solo. Probabilmente hai sentito parlare anche dei “giardini panteschi”, diffusi in tutto il territorio: sono costruzioni generalmente circolari in muretti a secco erette con lo scopo di creare le condizioni climatiche ideali per far crescere all’interno un agrume. Per unire queste meraviglie puoi visitare la prestigiosa cantina Donnafugata, nella contrada Khamma, dove fare degustazioni di passito Ben Ryè e vedere il bellissimo giardino, bene FAI, che racchiude un arancio secolare dell’antica varietà Portogallo. Il viaggio a Pantelleria finisce a Gadir (nella foto, tipica casa pantesca), uno dei borghi di pescatori più rinomati dell’isola, costellato da vasche termali: non è un caso, infatti, che Re Giorgio lo abbia scelto come buen retiro.

Dove dormire a Pantelleria

Nonostante ci siano alberghi e resort, Pantelleria è la patria dei dammusi, le tipiche costruzioni in pietra lavica con tetto bianco a cupola, nate per raccogliere l’acqua piovana e resistere al caldo e al vento. Oggi molti di questi edifici sono stati ristrutturati e trasformati in eleganti residenze turistiche, spesso dotate di piscina: soggiornarvi è il modo migliore per vivere l’isola con lentezza e in sintonia con il paesaggio.

Dove mangiare a Pantelleria

Tra capperi Igp, cous cous, lenticchie rosse e passito, Pantelleria offre una gastronomia ibrida e gustosa, che unisce la tradizione siciliana a influssi arabi, con scambi di prodotti di mare e di terra, visto che lo spirito è più quello contadino che non del navigante. Da non perdere anche i ravioli “amari” con tumma (un formaggio locale) e menta, l’insalata pantesca con patate, cipolla e capperi e i baci panteschi, dolcetti fritti farciti con ricotta e gocce di cioccolato. Ottimi indirizzi, dalle trattorie ai locali gourmet, si trovano nei centri di Scauri, Khamma e Pantelleria città, ma anche i relais offrono generalmente ristoranti dove poter fare pure colazione.

Come muoversi sull’isola di Pantelleria

Pantelleria richiede un mezzo: noleggialo all’arrivo in aeroporto (si atterra a Trapani o Palermo) o allo sbarco del traghetto da Trapani (la traversata dura circa 3 ore e 30 minuti) con alcune compagnie è possibile portare a bordo il proprio veicolo. Puoi optare per uno scooter, oppure per un’auto piccola e maneggevole: le più gettonate sono le panda, che ben si adattano alle strade strette panoramiche dell’isola. Un consiglio? Procurati una mappa cartacea, perché Google Maps non è affidabile, rischiando di farti prendere vie sterrate e difficili da affrontare.

Quanto costa un viaggio a Pantelleria

Diciamolo subito: Pantelleria non è una meta economica, ma con una buona organizzazione si può contenere la spesa, soprattutto quando si è sull’isola, scegliendo strutture ricettive e ristorative a seconda delle proprie possibilità. A pesare in particolare sul viaggio è il biglietto aereo, visto che i voli non sono frequenti e richiedono uno scalo, ma anche la scelta del periodo, con l’estate che fa lievitare i prezzi. Per 5 giorni, puoi calcolare in media tra i 500 euro e i 700 euro a seconda del budget.