Il Jordaan nasce nel Seicento come zona popolare e oggi è pieno di gallerie e piccoli musei. In questo articolo trovi cosa vedere, i mercati settimanali e come arrivarci.

Amsterdam conta decine di quartieri, ma pochi hanno cambiato pelle come il Jordaan, costruito a partire dal 1612 per ospitare operai e rifugiati e oggi pieno di gallerie, boutique e ristoranti. Camminando tra le vie che prendono il nome da fiori e alberi, si incontrano piccoli specchi montati fuori dalle finestre, che qui i residenti usano ancora oggi per vedere chi bussa senza affacciarsi, una chiesa calvinista del 1623 e negozi a conduzione familiare aperti da tre generazioni. In questo articolo trovi le tappe da inserire in un itinerario a piedi e le indicazioni pratiche per arrivare ad Amsterdam e nel quartiere.

Jordaan: da quartiere povero e operaio a quartiere artistico e gentrificato

Il nome deriverebbe dal francese jardin, giardino: gli ugonotti che si stabilirono nella zona nel Seicento battezzarono le vie con nomi di fiori e piante, da cui Bloemgracht (canale dei fiori) o Anjeliersstraat (via dei garofani). Gli ugonotti, insieme a fiamminghi ed ebrei provenienti dal Portogallo in cerca di un posto sicuro dove vivere, costruirono le prime case seguendo i vecchi argini e sentieri agricoli già presenti nella zona: per questo, a differenza della cintura dei canali pensata per i mercanti facoltosi, le vie del Jordaan curvano e si restringono senza uno schema fisso.

La popolazione operaia continuò a crescere fino a rendere il quartiere sempre più affollato: case piccole, servizi igienici condivisi tra più famiglie e, nel 1900, circa 80.000 persone stipate in poco spazio. Le condizioni peggiorarono al punto che negli anni Settanta il Comune propose di demolire gran parte degli edifici per sostituirli con palazzine moderne. Furono le proteste degli stessi residenti a bloccare il piano, portando invece a un restauro che ha mantenuto l’impianto originale delle case. Da quel momento la composizione della popolazione ha iniziato a cambiare: molte famiglie di operai si sono trasferite in altre zone della città o ad Almere, mentre al loro posto sono arrivati artisti, professionisti e studenti, che hanno reso il Jordaan una delle zone più richieste del centro.

Di quel primo insediamento restano tracce visibili sulle facciate delle case più vecchie: tavolette di pietra che indicavano il mestiere di chi ci abitava – un maiale per il macellaio o una pagnotta per il fornaio. Alcuni di quei residenti erano anche i beneficiari degli hofjes, piccoli cortili a corte che i mercanti benestanti finanziarono nel Seicento per dare un alloggio sicuro a vedove e anziani senza altre risorse, e che oggi si trovano ancora nascosti dietro portoni poco appariscenti.

Cosa vedere nel quartiere Jordaan di Amsterdam

Il quartiere non ospita grandi musei nazionali, ma concentra piccoli musei tematici e alcuni luoghi legati a personaggi che ci hanno vissuto. Ecco una selezione delle tappe, comprese quelle al confine con il quartiere.

La Casa di Anna Frank

Cominciamo il nostro itinerario nel quartiere Jordaan di Amsterdam con uno dei luoghi della memoria: la Casa di Anna Frank. Si trova sul Prinsengracht, al limite orientale del Jordaan, nell’edificio dove la famiglia Frank si nascose dai nazisti tra il 1942 e il 1944. Proprio in questa casa, la ragazza scrisse il suo famoso diario, in cui descrisse la quotidianità nell’alloggio segreto ricavato nel retro del magazzino di famiglia e l’amicizia con l’altro giovane nascosto insieme a lei, Peter van Pels. L’ultima annotazione risale al 1° agosto 1944; pochi giorni dopo la famiglia venne scoperta e deportata.

Oggi la casa museo conserva l’alloggio segreto, alcuni oggetti originali e pannelli che ricostruiscono la vicenda con documenti e fotografie. I biglietti si acquistano online, sul sito ufficiale del museo, con largo anticipo, perché le disponibilità si esauriscono spesso con settimane di scarto rispetto alla data della visita.

La Noorderkerk e la Noordermarkt

La chiesa di Noorderkerk fu costruita tra il 1620 e il 1623 su progetto di Hendrick de Keyser per servire la parte settentrionale del quartiere, popolata soprattutto da famiglie operaie, mentre la vicina Westerkerk era frequentata dalla borghesia. La pianta ottagonale della chiesa permetteva a tutti i fedeli di vedere il pulpito centrale. La chiesa è ancora attiva come luogo di culto protestante e ospita concerti di musica classica in alcuni periodi dell’anno.

Di fronte si apre la piazza Noordermarkt, teatro nel 1941 di una manifestazione contro le leggi antisemite, repressa duramente e oggi ricordata da una lapide sulla facciata della chiesa. La stessa piazza, il sabato mattina, si trasforma nel mercato di prodotti biologici Boerenmarkt, mentre il lunedì ospita un mercato dell’usato.

I piccoli musei: Pianola Museum ed Electric Ladyland

Il Pianola Museum, su Westerstraat, è tra i musei più piccoli di Amsterdam e conserva pianole meccaniche funzionanti insieme a un archivio di circa 30.000 rulli perforati, che vengono ancora suonati durante le visite guidate. A pochi passi si trova Electric Ladyland, il primo museo dedicato all’arte fluorescente: espone minerali, oggetti di uso quotidiano e opere che reagiscono alla luce ultravioletta in una sala sotterranea buia.

Nessuno dei due musei richiede più di trenta minuti di visita, il che li rende adatti a una tappa intermedia tra una passeggiata e l’altra. Entrambi sono gestiti direttamente dai proprietari, che spesso accompagnano personalmente i visitatori lungo il percorso e rispondono a domande sulle collezioni.

I mercati settimanali

Il Jordaan organizza tre mercati diversi nell’arco della settimana. Il Lindengracht Market, il sabato, vende soprattutto formaggi, pesce e prodotti alimentari locali. Il Westerstraat, sempre il sabato, ospita un mercato di abbigliamento e articoli a basso costo. Il Noordermarkt cambia funzione a seconda del giorno: il lunedì mattina diventa un mercato dell’usato con abiti, libri e oggetti di seconda mano, mentre il sabato si trasforma nel già citato mercato biologico.

Fare un giro in uno di questi mercati, oltre a permettere qualche acquisto, è anche l’occasione più diretta per osservare le abitudini quotidiane di chi vive nel quartiere, lontano dai percorsi più frequentati dai gruppi turistici.

Come arrivare ad Amsterdam e nel quartiere Jordaan

Amsterdam si raggiunge in aereo tramite l’aeroporto di Schiphol, collegato con voli diretti dalle principali città italiane in circa due ore di volo. Dall’aeroporto, il treno diretto porta alla Stazione Centrale di Amsterdam in 15-20 minuti, con frequenti corse durante il giorno.

Prima di partire, può essere utile attivare tramite app il servizio di fast track, che permette di saltare la fila ai controlli di sicurezza e ridurre l’attesa nelle ore di maggiore traffico.

Dalla Stazione Centrale, il Jordaan si trova a circa 20 minuti a piedi verso ovest. In alternativa, i tram numero 13 e 17 fermano a Westermarkt, a ridosso del quartiere, con un tragitto di circa 10 minuti; il tram numero 2 ferma invece a Keizersgracht.

Una volta nel quartiere, il modo migliore per muoversi è a piedi: le distanze interne sono brevi e le vie strette rendono comunque difficile l’uso di mezzi diversi dalla bicicletta, la scelta più diffusa tra i residenti.