Nel centro storico di Roma entra nella fase operativa la Zona 30, con controlli rafforzati, pattuglie e autovelox mobili nei tratti consentiti dalla legge. Ecco la mappa delle principali strade sotto osservazione e il quadro normativo e politico che accompagna il provvedimento.
Tiene banco in Campidoglio la questione della Zona 30 nel centro storico di Roma e, soprattutto, il nodo dei controlli e delle multe. Dopo l’entrata in vigore del limite dei 30 chilometri orari all’interno della Ztl Roma Centro, l’amministrazione capitolina ha avviato una nuova fase operativa per rafforzare il rispetto delle regole nelle strade più sensibili del centro.
Sul tavolo ci sono indicatori di velocità, pattuglie della Polizia Locale e, dove la normativa lo consente, anche autovelox mobili.
Il tavolo in Campidoglio e la stretta sui controlli
A Palazzo Senatorio si è svolta una riunione operativa tra il Dipartimento Mobilità, il Comando della Polizia Locale e la Direzione generale di Roma Capitale. Obiettivo dell’incontro, secondo quanto emerso, è stato quello di allineare le strutture coinvolte sul piano normativo e operativo, anche alla luce dei decreti ministeriali che disciplinano in modo stringente l’utilizzo e il posizionamento dei rilevatori di velocità in ambito urbano.
Da qui la linea scelta dal Campidoglio: nei prossimi giorni saranno installati in alcuni punti strategici del centro storico dispositivi indicatori di velocità con funzione informativa e dissuasiva. Per quanto riguarda invece gli autovelox, anche mobili, la loro collocazione resta vincolata a requisiti precisi previsti dalla normativa vigente. Proprio per questo, ai dispositivi che potranno essere attivati si affiancherà un rafforzamento dei controlli su strada da parte della Polizia Locale, con pattuglie e servizi mirati nei tratti considerati più critici.
In altre parole, la stretta non passerà soltanto dai velox. Il Comune punta anche su una presenza più visibile degli agenti e su contestazioni immediate nei confronti degli automobilisti che non rispetteranno il nuovo funzionamento della Zona 30 nel centro storico.
Le strade sotto osservazione: ecco la mappa della Zona 30
La ricostruzione delle strade finite sotto la lente comprende una ventina di vie e grandi direttrici del centro storico. Si tratta degli assi lungo i quali, secondo quanto emerso nelle cronache di questi giorni, sarà più probabile imbattersi in controlli, pattuglie, dispositivi informativi e, nei casi consentiti, autovelox mobili.
Ecco le principali strade indicate:
- Via Nazionale;
- Via del Plebiscito;
- Corso Vittorio Emanuele II;
- Via del Teatro Marcello;
- Via Petroselli;
- Via Zanardelli;
- Corso Rinascimento;
- Via del Tritone;
- Via Barberini;
- Via Veneto;
- Via Florida;
- Via delle Botteghe Oscure;
- Traforo Umberto I;
- Via Milano;
- Via Torino;
- Via del Quirinale;
- Fontanella Borghese;
- Via di Monte Brianzo;
- Via del Babuino;
- Discesa del Pincio.
La grande arteria che collega idealmente Termini al Vaticano — via Nazionale, via del Plebiscito e corso Vittorio — è considerata uno dei principali corridoi sotto osservazione. A questa si aggiungono altri snodi centrali come l’area di via del Teatro Marcello e via Petroselli, il quadrante del Tritone-Barberini-Veneto, il settore del Traforo e del Quirinale e parte del Tridente.
È qui che si concentrerà la parte più visibile della nuova fase della Zona 30, con l’obiettivo dichiarato di ridurre i comportamenti di guida pericolosi in un’area della città caratterizzata da una presenza pedonale molto elevata. Per chi si muove in auto, residenti o visitatori, cambia il modo di raggiungere e attraversare il centro: l’attenzione si sposta di più su trasporto pubblico, mobilità dolce e soluzioni di sosta fuori dalla Ztl, compresi i parcheggi convenzionati collegati al cuore della città da bus, metro o percorsi pedonali.
Perché il Comune può intervenire: la riclassificazione delle strade
Alla base del provvedimento c’è anche una scelta tecnica e amministrativa precisa. Per rendere possibile l’applicazione del limite a 30 chilometri orari e creare le condizioni per un eventuale utilizzo dei rilevatori di velocità, il Comune ha modificato la classificazione delle strade del centro storico, rubricandole come “strade urbane ciclabili”.
Si tratta di un passaggio decisivo, perché il nuovo Codice della Strada e le disposizioni ministeriali collegano proprio a questa classificazione il limite dei 30 chilometri orari. Per arrivare a questo risultato, l’assessorato alla Mobilità ha fatto predisporre da Roma Servizi per la Mobilità uno studio tecnico sul traffico, con l’obiettivo di documentare incidentalità e criticità della rete viaria interessata.
Nella lettura del Campidoglio, la Zona 30 nel centro storico non è soprattutto uno strumento di sicurezza stradale, pensato per aumentare la tutela dei pedoni e degli utenti più vulnerabili e per incidere sui comportamenti di guida nelle aree a più alta densità pedonale.
Il ricorso al Consiglio di Stato e il fronte aperto delle polemiche
La partita, però, non è solo tecnica. Sulla delibera comunale che ha dato il via libera alla riclassificazione delle strade e al conseguente abbassamento dei limiti di velocità pende infatti un ricorso al Consiglio di Stato presentato da alcune associazioni, insieme a tassisti e cittadini.
I ricorrenti contestano la legittimità del provvedimento e richiamano il precedente di Bologna, dove il Tar ha annullato le Zone 30. Il Campidoglio, però, rivendica una differenza sostanziale tra i due casi: mentre a Bologna il provvedimento era stato giudicato troppo generalizzato, Roma sostiene di avere limitato l’intervento alla sola area del centro storico e di averlo accompagnato con uno studio tecnico specifico.








