Dal 15 gennaio 2026 il centro storico di Roma diventa una grande Zona 30. Nuovi limiti di velocità, confini aggiornati della Ztl e una mappa estesa per migliorare sicurezza e vivibilità urbana.
Roma si prepara a un cambiamento significativo nella gestione della mobilità urbana. A partire da giovedì 15 gennaio 2026, all’interno della Ztl Roma Centro entrerà ufficialmente in vigore il limite di velocità generalizzato a 30 chilometri orari. Una svolta che interessa uno dei quadranti più delicati e frequentati della Capitale, dove convivono residenti, turisti, lavoratori, attività commerciali e un patrimonio storico unico al mondo.
Se la Zona 30 era prevista per lo scorso settembre, il suo avvio arriva dopo settimane di lavoro tecnico e amministrativo, necessarie per completare l’installazione della segnaletica e adeguare il perimetro della Ztl alle ultime modifiche. L’obiettivo dichiarato è rendere il centro di Roma più sicuro, vivibile e accessibile, riducendo il numero e la gravità degli incidenti stradali e riequilibrando lo spazio pubblico a favore degli utenti più vulnerabili, come pedoni e ciclisti.
La nuova disciplina non riguarda solo le strade secondarie, ma coinvolge anche assi viari storicamente considerati di scorrimento, segnando un cambio di paradigma nella concezione della mobilità nel cuore della città. Ecco come funziona la Zona 30 nel centro storico di Roma.
Quando scatta la Zona 30 e cosa cambia nella Ztl
Il limite dei 30 km/h sarà operativo dal 15 gennaio 2026 in tutto il perimetro della Ztl centro storico. L’entrata in vigore è stata fissata dopo il completamento della segnaletica verticale ai varchi e lungo le principali strade interessate, un passaggio indispensabile anche alla luce della recente riperimetrazione della zona a traffico limitato.
La regola sarà semplice e uniforme: all’interno della Ztl non si potrà superare la velocità massima di 30 chilometri orari, senza eccezioni legate alla larghezza o alla funzione della strada. Questo significa che anche vie ampie e molto trafficate come corso Vittorio Emanuele, via del Teatro Marcello e il Traforo rientreranno pienamente nella Zona 30.
La misura discende da una delibera di Giunta approvata nel novembre 2025, che ha fissato il principio di una velocità calmierata come standard permanente per l’intero centro storico. Un’impostazione che punta a ridurre il differenziale di velocità tra veicoli a motore e utenti più fragili della strada, contribuendo a un ambiente urbano più prevedibile e meno pericoloso.
La nuova mappa del centro storico: confini e strade coinvolte
L’introduzione della Zona 30 si accompagna a un aggiornamento dei confini della Ztl centro storico, che ridefinisce alcune aree chiave della città. La nuova mappa include e ridefinisce tratti strategici come Portico d’Ottavia, via Arenula sul lato est e ovest dell’area del Ghetto, via Barberini, via Bissolati e via XX Settembre.
Rientrano nel perimetro anche villa Peretti, largo Gaetano Agnesi e un tratto di via dei Fori Imperiali, ampliando di fatto l’area interessata dalle limitazioni sia di accesso sia di velocità. L’estensione della Zona 30 su un’area così ampia rende il centro storico una delle più grandi zone a velocità ridotta in Italia.
Per automobilisti e visitatori, questo comporta la necessità di rivedere le proprie abitudini di spostamento, puntando maggiormente su trasporto pubblico, mobilità dolce e sistemi di sosta esterna alla Ztl, inclusi i parcheggi convenzionati e collegati con il centro tramite mezzi pubblici o percorsi pedonali.
Sicurezza stradale e riduzione degli incidenti: i benefici attesi
Il cuore della riforma è la sicurezza. Come testimonia anche l’esperienza della Zona 30 a Bologna, i dati alla base della decisione mostrano come la velocità sia un fattore determinante nella gravità degli incidenti stradali. Ridurre il limite a 30 km/h consente di abbassare drasticamente il rischio di mortalità in caso di investimento, soprattutto per le persone anziane.
Parallelamente, il Comune sta intervenendo su altri fronti: sono già stati installati nuovi autovelox su arterie ad alta incidentalità come la Tangenziale e viale Newton, con ulteriori dispositivi previsti su via Cristoforo Colombo. A questi si aggiungono attraversamenti pedonali rialzati, strade scolastiche e l’estensione progressiva delle zone a 30 km/h anche fuori dal centro storico.
L’azione combinata su velocità, infrastrutture e controllo mira a mettere in sicurezza i cosiddetti “black point”, sia carrabili sia pedonali, riducendo in modo strutturale il numero di vittime e feriti sulle strade cittadine.
Una trasformazione urbana che va oltre i limiti di velocità
La Zona 30 nel centro storico non è solo una misura tecnica, ma parte di una visione più ampia di trasformazione urbana. Roma sta progressivamente superando un modello di città pensato prevalentemente per l’automobile, per favorire una maggiore pedonalità e una migliore qualità dello spazio pubblico.
Strade più lente significano meno rumore, maggiore sicurezza stradale, più possibilità di utilizzo degli spazi da parte di residenti e attività commerciali. In questo contesto, anche la gestione della sosta assume un ruolo strategico.
Il 15 gennaio segna dunque l’inizio di una nuova fase per la mobilità del centro storico, destinata a incidere sulle abitudini quotidiane ma anche sull’immagine stessa di Roma come città più attenta alla sicurezza e alla vivibilità.








