Da settembre il centro storico di Roma diventa “Zona 30”: limite a 30 km/h, più controlli e incroci monitorati. Un piano per ridurre incidenti e rendere le strade più sicure.

Roma si prepara a una piccola grande rivoluzione nella mobilità urbana. Da settembre, il centro storico sarà trasformato in una grande “Zona 30, con il limite massimo di velocità fissato a 30 km/h.

Una scelta destinata a cambiare le abitudini di residenti, pendolari e turisti, che rientra nel più ampio piano del Campidoglio per affrontare l’emergenza sicurezza stradale.

Una città sempre più “a 30 all’ora”

L’assessore alla Mobilità Eugenio Patané ha presentato le misure al recente ITS World Congress di Atlanta. Roma segue così l’esempio di Bologna Città 30, dove l’introduzione delle aree a velocità ridotta ha già dimostrato effetti concreti nei primi sei mesi e in particolare dopo un anno dall’attuazione: all’inizio può generare resistenze, ma i dati evidenziano una riduzione significativa degli incidenti, come d’altronde sta avvenendo in tutta Europa con una drastica diminuzione della mortalità stradale.

Il nuovo assetto non riguarda solo il cuore della città: la trasformazione è parte di un progetto più ampio che interesserà progressivamente circa mille strade urbane. Per ora ne sono state identificate 50 che entreranno nella lista delle “Zone 30”: tra queste via di Villa Ada, viale Agosta, via dei Gelsi a Centocelle, un tratto di via del Pigneto, via Guinizelli e largo Alfredo Oriani a Monteverde, piazza Giovenale verso Balduina e alcune arterie di quartieri come Centocelle, Monteverde e Pigneto.

La Capitale, si unisce dunque al novero delle città e comuni italiani che hanno scelto le “Zone 30” per tutelare gli utenti delle strade, tra le quali Pavia, Treviso e Brescia. Il piano, spiega il Campidoglio, ha infatti un doppio obiettivo: ridurre le corse pericolose e restituire sicurezza agli stessi automobilisti, ma anche a pedoni e ciclisti, spesso le vittime più vulnerabili degli incidenti.

Le vie ricadono per lo più sul territorio della ZTL Fascia Verde, dove si sta lavorando ad un’altro importante obiettivo di mobilità sostenibile: la riduzione delle emissioni di CO2. Si ricorda a questo proposito che, dopo alcuni rinvii delle limitazioni, dal 1 novembre partirà ufficialmente lo stop ai diesel fino a euro 5

Parallelamente, lo scorso luglio sono terminati gli interventi su alcuni dei cosiddetti “black point” della via Cristoforo Colombo, uno degli assi più pericolosi della città. Sono stati messi in sicurezza punti nevralgici come piazzale Agricoltura, via Wolf Ferrari–via Pindaro, via Federici–via Padre Semeria e l’incrocio con via Canale della Lingua.

Autovelox e tutor: più controlli sulle arterie principali

Per garantire l’efficacia del piano, Roma punta su un rafforzamento massiccio dei controlli elettronici. A partire da settembre saranno installati 60 nuovi autovelox, tra fissi e mobili, che si aggiungeranno ai 20 già in uso dalla Polizia locale.

Tre saranno le direttrici più sorvegliate:

  • Tangenziale Est, all’altezza dei Campi Sportivi, controlli su entrambi i lati;
  • via Isacco Newton, con due nuovi autovelox;
  • via del Mare, dove sarà finalmente attivato il tutor mai entrato in funzione.

Oltre a questi interventi, stop all’alta velocità anche sulla via Cristoforo Colombo e in diversi quartieri periferici come Centocelle. L’idea è quella di trasformare la repressione delle infrazioni da episodica a capillare e sistematica, rendendo più difficile aggirare le regole.

Vista Red e incroci più sicuri: dal rosso non si passa più

La sicurezza non passa solo dalla velocità. Un altro fronte riguarda i comportamenti più pericolosi agli incroci, come attraversare con il semaforo rosso.

Sono già stati installati 11 dispositivi Vista Red, telecamere che rilevano in automatico il passaggio col rosso, e da novembre entreranno ufficialmente in funzione con sanzioni immediate. L’Amministrazione provvederà a monitoraggio di altri 15 incroci entro fine anno, arrivando a un totale di 38 piste semaforiche sotto controllo.