I dati a livello europeo confermano che il progetto “Città 30” funziona: il numero di indicenti mortali è significativamente diminuito. Andiamo a scoprire maggiori dettagli.
Le città a 30 Km/h sono sempre più una realtà in tutta Europa: moltissime metropoli hanno implementato questo limite di velocità nelle aree urbane per migliorare la sicurezza stradale, ridurre l’inquinamento e promuovere la mobilità sostenibile.
Questa scelta non solo tutela pedoni e ciclisti, ma rende gli spostamenti quotidiani più sicuri e meno stressanti.
Ecco nel dettaglio i dati emersi dalla ricerca europea.
Cttià 30: -23% di incidenti e -18% di emissioni in Europa
L’analisi scientifica dei dati provenienti da 40 città europee che hanno implementato il limite di 30 km/h evidenzia i suoi effetti benefici: gli incidenti stradali si sono ridotti del 23%, mentre le emissioni CO2 delle auto hanno registrato un calo del 18%.
Inoltre, la mortalità sulle strade è diminuita del 37%, accompagnata da una riduzione del consumo di carburante dell’11% e del traffico del 4%.
Ecco le città che si sono distinte, abbracciando la scelta di imporre il limite di 30 Km/h.
Graz: la città apripista
La prima città europea a sperimentare il limite di 30 Km/h è stata Graz, in Austria, che già negli anni ’90 ha introdotto questa misura sull’80% delle strade urbane. I risultati sono stati significativi: il numero di incidenti si è ridotto del 25%, mentre nelle aree scolastiche il rischio di mortalità è calato del 90%. Anche l’inquinamento acustico ha subito una diminuzione, con una riduzione di circa 2 decibel.
Bilbao: un modello di mobilità urbana
Nel 2020, Bilbao è diventata la prima grande città al mondo a estendere il limite di 30 Km/h a tutte le sue strade urbane. Dopo l’entrata in vigore del provvedimento, gli incidenti stradali sono diminuiti del 28%, mentre le infrazioni per eccesso di velocità si sono ridotte del 43%. Anche la qualità dell’aria ha beneficiato della misura, e il numero di spostamenti in bicicletta è aumentato del 17%.
Nantes: più sicurezza per tutti
In Francia, Nantes ha scelto di abbassare la velocità sulle strade urbane, con l’80% delle vie cittadine soggette al limite di 30 Km/h. Questa decisione ha avuto un impatto positivo sulla sicurezza di pedoni e ciclisti, oltre a contribuire alla riduzione dell’inquinamento atmosferico e del rumore.
Zurigo: una transizione graduale
La città svizzera ha iniziato a ridurre i limiti di velocità nel 1991, implementando gradualmente le nuove regole. Oggi, oltre la metà delle strade urbane di Zurigo presenta limiti di 30 o 20 Km/h. Gli incidenti stradali sono diminuiti sensibilmente e i residenti apprezzano il miglioramento della qualità della vita, grazie a una città più silenziosa e sicura.
Bruxelles: la svolta del 2021
Dal 2021, la capitale belga ha adottato il limite di 30 Km/h su gran parte della rete stradale urbana. Il primo anno ha mostrato risultati positivi, con una netta riduzione degli incidenti e un miglioramento della qualità della vita urbana. Nonostante il nuovo limite, i tempi di percorrenza non hanno subito variazioni significative, dimostrando che viaggiare più lentamente non significa necessariamente perdere tempo.
Amsterdam: un cambiamento per tutti
Dall’8 dicembre 2023, Amsterdam ha introdotto il limite di 30 Km/h sulla maggior parte delle strade cittadine. La transizione è stata preparata con cura, attraverso tre mesi di aggiornamenti alla segnaletica stradale e campagne di sensibilizzazione per i cittadini. Il messaggio centrale della campagna è stato chiaro: “Andiamo a 30 l’uno per l’altro”, sottolineando l’importanza di una mobilità più sicura e condivisa.
Barcellona: un’adozione progressiva
Già nel 2019, Barcellona aveva applicato il limite di 30 Km/h al 52,3% delle strade urbane, per poi estendere la misura al 70% della rete cittadina. L’obiettivo è quello di rendere questa velocità standard su tutte le strade, migliorando la sicurezza stradale e la qualità della vita per residenti e visitatori.
Toronto: una misura che salva vite
Tra il 2005 e il 2016, Toronto ha registrato oltre 2.000 vittime tra i pedoni a causa degli incidenti stradali. Per rispondere a questa emergenza, le autorità hanno abbassato il limite di velocità da 40 a 30 Km/h in molte aree urbane. I dati dimostrano l’efficacia della misura: le morti e le lesioni gravi si sono ridotte di oltre il 66%.
Madrid: la spinta verso una mobilità più sicura
Dal 2018, Madrid ha implementato il limite di 30 Km/h su gran parte della città, con l’obiettivo di estenderlo al 90% della rete stradale. Questa iniziativa mira a ridurre il numero di incidenti, garantire maggiore sicurezza per i pedoni e incentivare l’uso di mezzi di trasporto sostenibili.
Londra: i benefici del limite di 20 mph
A Londra, l’introduzione del limite di 20 mph (circa 32 km/h) ha portato a una significativa diminuzione degli incidenti stradali. Secondo Transport for London (TfL), le collisioni totali sono calate del 25%, mentre quelle che hanno coinvolto pedoni sono diminuite del 63%. Questi numeri dimostrano l’importanza di una velocità ridotta per proteggere gli utenti più vulnerabili della strada.
In Italia è Bologna la città esempio
L’impatto positivo è sotto gli occhi di tutti e alcune realtà sono emblematiche. Ad esempio, il bilancio dopo un anno di Bologna Città 30 è straordinario. Se già i risultati dopo sei mesi erano incoraggianti, dopo un anno lo sono ancora di più: nel 2024, per la prima volta dal 1991, nessun pedone ha perso la vita, mentre gli incidenti che hanno coinvolto pedoni sono diminuiti del 16%. Si riducono anche il numero di incidenti stradali (-13%), il numero di interventi in codice rosso (-31%) e il numero di vittime (-49%). Parallelamente, la mobilità condivisa ha registrato una forte espansione: il bike sharing segna un +69%, il car sharing + 44%.
La minore circolazione di veicoli ha avuto effetti positivi anche sull’ambiente, portando a una riduzione delle emissioni di CO2 e a un miglioramento della qualità dell’aria: i livelli di biossido di azoto sono diminuiti del 29%, raggiungendo il valore più basso degli ultimi dieci anni.








