C’è una violazione del Codice della Strada che potrebbe portare a multe salate, si tratta del blocco della cintura di sicurezza: scopriamo perché è vietato e a quanto ammonta l’eventuale sanzione. 

Il Codice della Strada non ammette ignoranza. Prima di mettersi al volante è necessario ricordare tutte le regole e le norme per avere un comportamento corretto alla guida. C’è però una violazione che pochi conoscono: il blocco della cintura di sicurezza.

Ma perché non bisogna dimenticare questa regola? E cosa succede se si viene “beccati” con la cintura di sicurezza bloccata?

Analizziamo insieme cosa si intende con blocco della cintura e quali sono le possibili conseguenze per la violazione.

Blocco della cintura di sicurezza: cosa significa?

Da settembre 2019 sui nuovi modelli in Unione Europea dev’essere presente il sensore acustico che ricorda all’automobilista di allacciare la cintura prima di partire. Tuttavia, per gran parte degli automobilisti, questo segnale viene percepito come un fastidio, non come un dispositivo di sicurezza stradale.

Di conseguenza, sul mercato sono spuntati oggetti di plastica dotati di linguetta metallica che simulano la cintura, permettendo di ingannare il sensore acustico. Questa pratica, nota ai più come blocco della cintura di sicurezza, è assolutamente illegale. Chi la mette in atto infrange il Codice della Strada e se scoperto dalle Forze dell’Ordine può incorrere in multe salate e non solo.

Cosa dice il Codice della Strada?

Disattivare o bloccare il sensore della cintura di sicurezza ha lo scopo di evitare l’allacciamento durante la marcia. Un comportamento che può configurare una violazione delle norme sulla sicurezza stradale. Infatti, l’articolo 172 del Codice della Strada stabilisce che la cintura di sicurezza debba essere utilizzata durante tutte le fasi della circolazione.

Chi viaggia senza allacciarla rischia una sanzione amministrativa compresa tra 83 e 332 euro, oltre alla decurtazione di 5 punti dalla patente. Per i neopatentati, nei primi tre anni dal conseguimento della patente, la penalità prevista raddoppia.

Una conseguenza distinta riguarda invece chi interviene volontariamente sul funzionamento del dispositivo di sicurezza, per esempio utilizzando i cosiddetti falsi agganci da inserire nella fibbia. In questo caso trova applicazione la sanzione prevista dal comma 11 dell’articolo 172, con un importo compreso tra 41 e 167 euro.

Tuttavia, le due violazioni non vengono necessariamente contestate e sommate in modo automatico. Se il conducente viaggia senza cintura e, contemporaneamente, utilizza un dispositivo per disattivare il segnale acustico, l’elemento principale dell’accertamento resta il mancato utilizzo della cintura. L’attenzione delle forze dell’ordine sul rispetto di queste disposizioni rimane elevata. Nel 2025 sono state rilevate oltre 152.500 violazioni dell’articolo 172, mentre le stime indicano che più di un italiano su tre continua a non utilizzare la cintura di sicurezza sui sedili posteriori.

Il blocco della cintura di sicurezza può portare alla sospensione della patente?

Sì, recentemente il blocco della cintura può determinare la sospensione della patente di guida. In particolare, si parla della sospensione breve della patente, prevista dalla legge n. 177 del 2024 attraverso l’articolo 218-ter del Codice della Strada.

Quando viene accertata una delle violazioni previste dalla normativa e il conducente dispone di meno di 20 punti sulla patente, la sospensione può essere applicata direttamente dagli agenti che effettuano il controllo, senza dover attendere un successivo provvedimento del prefetto.

La durata varia in base al saldo dei punti sulla patente:

  • 7 giorni di sospensione per chi ha tra 10 e 19 punti;
  • 15 giorni per chi dispone di meno di 10 punti.

Se dalla violazione deriva un incidente, anche nel caso in cui non siano coinvolti altri veicoli, il periodo di sospensione viene raddoppiato. In presenza di una recidiva nell’arco di due anni, inoltre, la sospensione della patente può arrivare da 15 giorni fino a due mesi, secondo le condizioni previste dalla normativa.

La regola si applica anche al passeggero?

Anche in questo caso la risposta è sì. Le responsabilità non riguardano esclusivamente chi si trova al volante. Anche i passeggeri sono tenuti a utilizzare la cintura, ma le conseguenze cambiano a seconda della loro età.

Quando a non allacciarsi è un passeggero maggiorenne, la sanzione viene contestata direttamente a quest’ultimo. Se invece il passeggero è minorenne, la responsabilità ricade generalmente sul conducente, salvo il caso in cui a bordo sia presente un altro adulto incaricato della sorveglianza del minore.

Su questo punto è intervenuta anche la Corte di Cassazione. Con la sentenza n. 46566 del 18 dicembre 2024, la Suprema Corte ha sottolineato il dovere del conducente di verificare personalmente che gli occupanti del veicolo utilizzino correttamente le cinture di sicurezza.

Quindi, non è sufficiente fare affidamento sull’assenza del segnale acustico o presumere che i passeggeri abbiano provveduto autonomamente ad allacciarsi. Chi guida deve accertarsi concretamente che le persone trasportate siano adeguatamente protette, anche per evitare possibili conseguenze sul piano civile e penale nel caso in cui si verifichi un incidente. Inoltre, è bene ricordare che in caso di incidente con cintura non allacciata, l’assicurazione auto può ridurre o addirittura negare il risarcimento per concorso di colpa.