Le multe a importi variabili potrebbero cambiare radicalmente il sistema di calcolo delle sanzioni stradali. Scopriamo in cosa consiste la misura allo studio presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il principio su cui si basa la possibile riforma al Codice della Strada è questo: non conta più soltanto il tipo di violazione commessa, ma anche il modo e le circostanze in cui è avvenuta. E quindi multe per la medesima infrazione potrebbero avere un importo differente l’una dall’altra.

Il percorso, però, è ancora lungo. Allo stato attuale si tratta di una bozza di decreto legislativo allo studio presso gli uffici ministeriali. Ma se non dovesse subire sostanziali modifiche, le multe stradali (già oggetto di cambiamenti come la facoltà vedere online le foto dell’autovelox) non saranno più come prima.

Multe a importi variabili: come funzionano

Se quanto ipotizzato dal Ministero dovesse diventare realtà, il meccanismo prevedrebbe un importo da pagare che non dipenderà più dal genere di violazione commessa, ma anche dal comportamento tenuto dal conducente, dal suo storico (che ha effetti anche sul premio dell’assicurazione auto) e dal contesto in cui è avvenuta.

Quindi, nel definire la somma da pagare, si dovranno considerare diversi fattori aggravanti o attenuanti, tra cui:

  • La pericolosità della condotta del conducente;
  • Le conseguenze generate dall’infrazione;
  • Il contesto e la modalità della violazione;
  • Il tipo di veicolo;
  • La recidività del conducente.

L’obiettivo, dunque, è superare il concetto di una multa identica per tutti e contestualizzarla, ampliando il ventaglio degli inasprimenti e delle mitigazioni rispetto alla sanzione di base, attualmente circoscritti a determinate situazioni.

Quanto aumenteranno le sanzioni

In base al meccanismo delle multe a importi variabili, secondo le informazioni diffuse dai media si prevedono incrementi fino al doppio e riduzioni fino alla metà dell’importo:

  • +10% per determinate violazioni in autostrada, per chi ha meno di 20 punti sulla patente, per recidivi entro 5 anni, conducenti neopatentati, conducenti di auto con potenza superiore a 150 kW, di autobus o mezzi pesanti;
  • +20% per guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope e per condotte particolarmente pericolose come quelle in grado di provocare danni alla strada;
  • +30% per incidenti stradali senza danni a persone, guida con patente azzerata dalla decurtazione dei punti e violazioni nel trasporto di merci pericolose;
  • +50% guida con sospensione della patente in corso, documenti falsificati, assenza o irregolarità della targa auto, veicolo sottoposto a sequestro;
  • +100% (raddoppio) se al volante senza mai aver conseguito la patente di guida.

In tal modo, ad esempio, una sanzione di 350 euro aumenterebbe così:

  • +10%: 385 euro;
  • +20%: 420 euro;
  • +30%: 455 euro;
  • +50%: 525 euro;
  • +100%: 700 euro.

Gli sconti previsti e l’accertamento

Oltre ai rincari, la bozza del decreto sulle multe a importi variabili prevede anche riduzioni dell’importo fino al -50%, anch’esse collegate alle circostanze in cui è avvenuta una violazione e al comportamento del conducente.

È il caso dei motociclisti, a cui si vuole riconoscere uno sconto sulla sanzione in caso di utilizzo di determinati dispositivi di protezione ed equipaggiamenti di sicurezza. In generale, oltre agli inasprimenti, si introduce anche un criterio premiale per responsabilizzare chi si mette al volante o al manubrio.

Ad accertare l’infrazione e a determinare aumenti e riduzioni, attraverso specifiche procedure, sarà sempre l’organo di polizia. In talune circostanze, però, sarà necessario l’intervento del destinatario del verbale. La riduzione si realizzerà soltanto dopo la contestazione o la notifica dell’infrazione e dovrà essere fatta valere dall’interessato.