Così maestosa e suggestiva da possedere una fama leggendaria, l’Everest è la montagna più alta del pianeta. Ancora oggi scalarla rappresenta uno dei traguardi più importanti e difficili per ogni alpinista e solo pochi, eroici personaggi sono riusciti ad completare indenni quest’impresa. Ma chi è stato il primo ad arrivare alla sua cima?
Con una vetta che si erge a 8.849 metri sul livello del mare, l’Everest è il punto più alto della catena montuosa dell’Himalaya, e non solo.
Riconosciuta come vetta più alta del mondo, nei secoli questo titano naturale ha ricevuto diversi appellativi, come la “Dea madre dell’universo” e il “Fronte del cielo”, che dimostrano la sacralità di questa montagna, nonché la maestosità e l’impatto che ha sempre avuto sulla mente umana.
Destinazione avventurosa per ogni alpinista e amante del bravecation, la veduta mozzafiato che offre ripaga della pericolosità associata alla sua scalata.
In passato sono stati molti i professionisti della scalata che hanno provato a raggiungere la sua cima, ma solo un modesto gruppo di sportivi è riuscito a toccare il cielo con un dito, e ciò li ha resi eroi leggendari conosciuti in tutto il mondo.
Ancora oggi, però, sorgono dubbi sul primato di quest’impresa e vi è un gran mistero che avvolge il primo individuo che effettivamente è salito sulla cima dell’Everest.
Chi ha scalato per primo l’Everest?
Gigante invincibile, l’Everest è uno di quei luoghi impervi e pericolosi capace di scatenare l’ammirazione – e l’ambizione – degli uomini che, come falene alle fiamme, cercano di sfidarlo da anni.
La storia ci racconta che i primi a conquistare la sua vetta e ad uscirne indenni sono stati l’esploratore neozelandese Sir Edmund Hillary e il suo accompagnatore sherpa Tenzing Norgay, il 29 maggio 1953.
Figure chiave che hanno mutato per sempre il mondo dell’alpinismo, sono riconosciuti e acclamati a livello mondiale.
Vi è però un mistero che, se svelato, potrebbe renderli in futuro i secondi a riuscire nell’ascesa del Tetto del Mondo (riconoscimento non di minor valore, naturalmente).
Il grande mistero della montagna più alta del monto
Bisogna tornare un po’ indietro nel tempo, fino all’epoca della massima espansione del governo coloniale britannico. Questa grande potenza nel corso dell’800 si impegnò per portare avanti un progetto di studio e rilevamento topografico del territorio indiano. Tale progetto venne chiamato Great Trigonometric Survey e coinvolse diversi esperti, tra cui il geografo George Everest, il cui cognome in seguito venne usato per nominare il monte più alto dell’Himalaya.
Negli anni ’20 diversi esploratori britannici cominciarono a esplorare questa montagna con spedizioni molto pericolose, non solo per via dell’ambiente impervio ma anche per la mancanza di strumentazioni adeguate.
Il 1924, in particolare, è ricordato come un anno tragico, avvolto nel mistero che circonda le figure di due scalatori di grande esperienza: George Mallory e Andrew Irvine.
Essi tentarono di raggiungere la cima – e forse ci riuscirono, secondo le testimonianze di alcuni alpinisti moderni, che hanno scorto dei corpi nascosti dalla neve – ma non tornarono mai. Irvine portava con sé una macchina fotografica che, se trovata, potrebbe risolvere questo grande mistero.
Il documentario “Everest: il grande mistero” (2020, 110′), prodotto per Discovery Channel dalla MAK Pictures, approfondisce questa affascinante storia che non ha ancora trovato risoluzione, e che potrebbe cambiare le carte in tavola e consegnare alla memoria dei predecessori di Hillary e Norgay il titolo di primi conquistatori dell’Everest.
Come vedere l’Everest?
Il monte Everest è il sogno di ogni alpinista, ma sicuramente non è una destinazione per una vacanza rilassante. Al contrario, chi desidera cimentarsi nella sua scalata deve essere un’atleta di grande esperienza, preparato sia fisicamente, sia con strumentazioni apposite.
La vetta della montagna più alta del mondo non è generosa con gli uomini, e non sono pochi che si sono persi per sempre tra le sue nebbie. Anche per questo, è necessario ottenere un permesso (dal Nepal se ci si trova sul versante sud e dal Tibet se si è sul versante nord) che può arrivare a un prezzo di circa 14.000 euro per scalarla.
Chi non ha la preparazione necessaria ma è appassionato di viaggi avventura e desidera fortemente vedere questa meraviglia della natura, può optare per un’alternativa più sicura ed economica. Basta organizzare un itinerario verso Kathmandu e prenotare un volo panoramico che sorvola l’Himalaya e l’Everest. Si tratta di un’escursione incredibile che consente di ammirare la montagna dall’alto, in tutta la sua bellezza, senza doversi necessariamente mettere in pericolo.
Potrebbe essere un’ottima conclusione di una bella vacanza in Nepal. Naturalmente, per rendere la tua esperienza più sicura e meno stressante, è consigliabile fare un’assicurazione viaggio prima di partire.








