Da oggi la Ztl del centro storico di Roma diventa una grande Zona 30. Nuovi limiti, confini aggiornati e obiettivi di sicurezza e vivibilità ridisegnano la mobilità nel cuore della Capitale.
Da oggi il centro di Roma cambia passo sulla mobilità. Entra infatti in vigore la Zona 30 nella Ztl centro storico. Una scelta che riguarda uno dei luoghi più complessi e delicati della città, attraversato ogni giorno da residenti, lavoratori e milioni di turisti, e che punta a migliorare sicurezza stradale, vivibilità della città e qualità dello spazio pubblico. Il nuovo assetto non si limita a introdurre un limite di velocità più basso, ma ridisegna confini, abitudini di spostamento e priorità, segnando un cambio di paradigma per il cuore della Capitale.
Quando parte la Zona 30 e cosa comporta per chi circola
La Zona 30 è operativa da oggi, giovedì 15 gennaio 2026, su tutto il perimetro della Ztl Roma Centro. Il via libera è arrivato dopo il completamento della segnaletica verticale e orizzontale, aggiornata anche alla luce della recente riperimetrazione della Ztl. Da questo momento, all’interno dell’area non sarà possibile superare i 30 km/h, indipendentemente dalla tipologia o dall’ampiezza della strada.
La novità più rilevante è proprio l’uniformità della regola: il limite vale anche per assi storicamente percepiti come strade di scorrimento, come corso Vittorio Emanuele, via del Teatro Marcello o il Traforo. Non esistono quindi eccezioni legate alla funzione viaria, perché l’obiettivo è ridurre le differenze di velocità tra veicoli e rendere il traffico più prevedibile, soprattutto per pedoni e ciclisti.
La misura discende da una delibera approvata nel novembre 2025 (originariamente si pensava ad una Zona 30 nel centro storico entro lo scorso settembre), che ha stabilito la velocità calmierata come standard permanente per il centro storico. Un’impostazione che mira a diminuire il rischio e la gravità degli incidenti, senza stravolgere in modo significativo i tempi di percorrenza.
Confini aggiornati e strade coinvolte
Il funzionamento della Zona 30 va di pari passo con l’aggiornamento dei confini della Ztl centro storico. La mappa completa ridefinisce e amplia alcune aree strategiche, rendendo l’area interessata una delle più estese zone a velocità ridotta in Italia.
Rientrano nel perimetro, tra gli altri, Portico d’Ottavia, via Arenula su entrambi i lati dell’area del Ghetto, via Barberini, via Bissolati e via XX Settembre. Sono inclusi anche villa Peretti, largo Gaetano Agnesi e un tratto di via dei Fori Imperiali. L’estensione del perimetro rafforza la coerenza tra limitazioni di accesso e limiti di velocità, evitando discontinuità che in passato creavano confusione per automobilisti e visitatori.
Per chi deve raggiungere il centro in auto, diventa ancora più importante pianificare gli spostamenti, privilegiando il trasporto pubblico e le soluzioni di sosta esterna. In questo quadro assumono un ruolo centrale i parcheggi convenzionati, collegati alla Ztl tramite metro, autobus o percorsi pedonali, pensati per ridurre il traffico di attraversamento e la pressione sulle strade storiche.
Sicurezza stradale: perché abbassare la velocità salva vite
Il cuore della Zona 30 è la sicurezza stradale. Numerosi studi dimostrano che la velocità è uno dei fattori principali nella gravità degli incidenti: a 30 km/h il rischio di morte in caso di investimento si riduce drasticamente rispetto a velocità più elevate, soprattutto per anziani e bambini.
L’esperienza di altre città italiane ed europee ha avuto un peso rilevante nella scelta di Roma. Bologna, dove la Zona 30 è una realtà consolidata, ha registrato un forte calo degli incidenti, oltre a una riduzione dell’inquinamento da traffico e a un aumento dell’uso della bicicletta.
Nel frattempo, l’Amministrazione capitolina sta affiancando al nuovo limite di velocità un rafforzamento dei controlli e degli interventi infrastrutturali. Sono già stati installati nuovi autovelox su arterie ad alta incidentalità come la Tangenziale e viale Newton, con ulteriori dispositivi previsti su altre strade critiche. A questi si aggiungono attraversamenti pedonali rialzati, strade scolastiche e l’estensione progressiva delle zone a 30 km/h anche al di fuori del centro storico, per intervenire sui cosiddetti black point della rete urbana.








