Dalle assicurazioni auto non pagate si potrebbe, potenzialmente, recuperare oltre 1 miliardo di euro di premi evasi. Una somma considerevole, in grado di favorire sia l’abbassamento del costo delle RC Auto sia nuove entrate per lo Stato da destinare a benefici di natura economica e sociale.
Infatti, se i prezzi delle assicurazioni auto nel nostro paese restano elevati rispetto agli standard europei, tra i diversi fattori che determinano questa situazione c’è anche la sempre più frequente evasione della RC Auto, obbligatoria per legge.
La stima dei premi derivanti dalle assicurazioni auto non pagate è stata comunicata dal garante nazionale degli assicurati Antonio Coviello in un’audizione presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’incontro rientra nel percorso di confronto per la riforma prevista per il 2025. Per l’occasione si è discusso di trend del settore quali l’aumento dei costi assicurativi in Italia e il crescente numero di veicoli non assicurati.
Scendiamo nel dettaglio per capire meglio la portata di questo fenomeno e gli scenari che potrebbero aprirsi.
Assicurazioni auto non pagate: quanto vale l’evasione
Stando ai dati presentati da Coviello, docente di marketing assicurativo nell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, i veicoli non assicurati attualmente circolanti in Italia sono circa 2.800.000. Sono di più rispetto al 2022, quando se ne contavano 2.585.000.
La pratica di immatricolare veicoli all’estero, soprattutto in Polonia, per sfuggire ai controlli contribuisce ad aggravare ulteriormente il quadro. Si tratta del corrispondente automobilistico della cosiddetta esterovestizione . Cioè una forma di evasione fiscale che consiste nel dissociare residenza formale e residenza sostanziale per ottenere vantaggi indebiti.
Il recupero dei premi dall’evasione assicurativa consentirebbe di avere a disposizione oltre 5 miliardi di euro. Secondo i calcoli del garante, moltiplicando un premio medio lordo di 2.000 euro di riferimento per la classe di merito di ingresso (la numero 14, assegnata in automatico alla sottoscrizione di una polizza per la prima volta), il corrispettivo degli oneri fiscali e para-fiscali ammonterebbe a 437,50 euro. Moltiplicato per 2,8 milioni di veicoli non assicurati, corrisponde a un’evasione complessiva di 1 miliardo e 225 milioni di euro per oneri fiscali e parafiscali.
Recupero premi di evasione: proposte e prospettive
Il garante degli assicurati ha proposto al ministero un sistema di controlli incrociati tra due banche dati essenziali. Una è quella dei proprietari di veicoli, che fa riferimento al Pubblico Registro Automobilistico (PRA). L’altra è la banca dati dei mezzi assicurati, tenuta da ANIA (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici). In tal modo si potrebbero individuare in modo agevole i veicoli non assicurati. E quindi notificare ai proprietari l’obbligo di mettersi in regola.
Dove vanno a finire i premi della RC Auto? Circa il 29% è destinato al Servizio Sanitario Nazionale (10,5%). Poi ci sono i fondi per le Province (il 16% in molte di esse) e il Fondo Vittime della Strada (2,5%). La proposta del professor Coviello è quella di istituire, con i proventi del recupero delle assicurazioni auto non pagate, un fondo di sostegno alle classi sociali più deboli. Lo strumento aiuterebbe questi cittadini a sostenere i costi delle polizze.
Inoltre, come già avanzato nel 2019 dall’IVASS (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni), si propone la possibilità di trasferire parte della fiscalità dalle polizze RC Auto ai carburanti. Tale misura consentirebbe di ridurre il peso economico delle assicurazioni, mantenendo invariato il gettito fiscale ma basandolo sull’effettivo utilizzo delle infrastrutture stradali.








