È possibile ottenere un risarcimento per i bagagli in ritardo in aeroporto? Sembra proprio di sì, stando alla recente sentenza del tribunale di Pisa che ha riconosciuto a una coppia di viaggiatori un “danno da stress”.

3000 euro più interessi è la somma che una compagnia aerea estera deve rimborsare ai due clienti. La causa? Il disagio psico-fisico e i costi extra che hanno dovuto affrontare in un viaggio dall’Italia all’Indonesia, durante quella che doveva essere una rilassante vacanza. Ma che invece si è trasformata in una sgradevole disavventura.

La gestione dei bagagli in volo è un aspetto fondamentale e delicato nei viaggi aerei, di cui le compagnie sono responsabili, anche se dotarsi di una buona assicurazione è sempre un valido consiglio. Ripercorriamo ora la vicenda e il suo “lieto fine” (almeno dal punto di vista pecuniario), seppur con parecchi anni di attesa.

Shock in aeroporto: i bagagli non ci sono più

Immaginate, una volta atterrati in un paese lontano migliaia di chilometri, di trovarvi di fronte al nastro trasportatore in aeroporto. Lo sguardo fisso sul flusso di valigie, in attesa di veder passare le vostre. Ma non c’è traccia. L’attesa si trasforma in apprensione e, con essa, cresce l’ansia. I pensieri si susseguono: «Dove sono le valigie?», «Come faremo senza?». E poi ci sono i mezzi di trasporto da prendere, l’hotel che aspetta per il check-in, quel posto da vedere assolutamente stasera.

Ogni bagaglio che scivola via senza essere il vostro alimenta un vortice di preoccupazioni. Quella valigia, che fino a poco prima era solo un contenitore di vestiti e oggetti, diventa improvvisamente il simbolo della sicurezza. Un pezzo di casa in una terra straniera. E si comincia a pensare che quel trolley pieno di adesivi e compagno di mille avventure sia davvero finito in chissà quale angolo di mondo.

Al disagio di aver perso le proprie cose, si aggiunge anche il fastidio di dover riprogrammare almeno una parte del viaggio, abbandonandosi a uno scenario di profonda incertezza. È quello che è successo, come a molti altri viaggiatori, a questa coppia di turisti di Pisa.

Bagagli in ritardo, la storia della coppia di Pisa

Esattamente un “danno da stress” è quello che è stato riconosciuto dal giudice ai due turisti di Pisa, per essere stati costretti ad aspettare ben otto giorni per ricongiungersi ai propri bagagli. Un ritardo incredibile, che inoltre è andato a sommarsi a quello di 24 ore accumulato dal volo.

I fatti risalgono a dodici anni fa. Saliti al Vespucci di Firenze su un volo per Giacarta, capitale dell’Indonesia e meta della loro vacanza, i due viaggiatori toscani si ritrovano di fronte alla scena sopra descritta: vedono il nastro dell’aeroporto di Soekarno-Hatta svuotarsi man mano di tutte le valigie, senza che delle loro ci sia traccia. Il tutto dopo essere giunti a destinazione il giorno successivo alla data prevista.

Nello scalo asiatico, i due passano ore a parlare con il personale e a compilare tutti i moduli necessari per la denuncia di smarrimento. Nei giorni seguenti procedono lo stesso con la loro vacanza, ma con un orecchio sempre al telefono, in contatto con l’assistenza clienti della compagnia. Non certo lo stato d’animo migliore per un viaggio di relax. Dopo otto giorni, oltre la metà del soggiorno in Indonesia, la questione si risolve e possono ritirare finalmente i bagagli in aeroporto.  Allo stress si aggiunge anche un danno economico: rimasta con il solo bagaglio a mano, la coppia è costretta a ricomprare sul posto tutto l’indispensabile.

La sentenza e l’indennizzo

Tornati in Italia, i due turisti decidono di fare causa alla compagnia, rivolgendosi prima al giudice di pace e poi, in appello, al tribunale di Pisa. Dopo dodici anni arriva la sentenza: 3000 euro di risarcimento, più interessi. Viene riconosciuto un danno non patrimoniale, per i disagi provocati in termini di ansia e preoccupazione.

Tale tipo di danno è risarcibile, in quanto i bagagli in ritardo o del tutto smarriti determinano, si legge della sentenza, una «limitazione alla libertà di movimento derivante dall’indisponibilità dei propri oggetti personali durante una parte del soggiorno all’estero. È infatti evidente come essi non possano non aver sofferto un rilevante disagio psicologico, in conseguenza della mancata tempestiva disponibilità del bagaglio contenente i loro effetti personali. Tanto da vedersi costretti a riacquistare parte di questi ultimi per far fronte alle prime necessità in territorio estero».

Per quanto riguarda invece i danni patrimoniali, le compagnie aeree sono responsabili dei bagagli in stiva e, secondo la Convenzione di Montreal, hanno l’obbligo di risarcire i passeggeri per danni causati da smarrimento, ritardo o danneggiamento dei bagagli, fino a un limite massimo di circa 1600 euro, a meno che non si dimostri un valore maggiore del contenuto in fase di check-in.