Dopo la scomparsa di Papa Francesco e lo svolgimento delle esequie, la Chiesa e la città di Roma si concentrano ora sulla preparazione del conclave che eleggerà il nuovo pontefice. Si apre un’ulteriore e fondamentale fase in cui il Vaticano continuerà ad avere gli occhi del mondo puntati verso di sé.

Avvenuta il 21 aprile, nel giorno di Pasquetta 2025, la morte di Papa Francesco dopo poco più di dodici anni di pontificato ha innescato una serie di procedure, calamitando l’attenzione dell’intero pianeta. L’Italia ha osservato cinque giorni di lutto nazionale.

Un passaggio chiave sono stati i funerali in Piazza San Pietro. Vi hanno assistito circa 250.000 persone, a cui si aggiungono le altre 150.000 disseminate lungo il percorso del corteo funebre fino a Santa Maria Maggiore, luogo di sepoltura. Un evento globale che ha reso indispensabile un preciso programma per la viabilità di Roma ma anche un piano nazionale dell’ANAS per gestire al meglio i flussi di fedeli e visitatori riversatisi verso la capitale.

Ora si attendono nuovi bagni di folla, soprattutto quando sarà annunciato il nome del nuovo papa.

Conclave: che cos’è e chi partecipa

La forma di governo della Città del Vaticano è una monarchia assoluta teocratica elettiva. Vuol dire che il sovrano, che ha il titolo di Papa e pieni poteri ed è la guida universale della Chiesa cattolica, è votato dal collegio dei cardinali in una riunione a porte chiuse e con voto segreto, chiamata conclave, che si tiene nella Cappella Sistina.

Durante il conclave i cardinali non possono avere contatti con l’esterno. Infatti, il termine deriva dal latino clausi cum clave (“chiusi a chiave”) e risale ai fatti avvenuti a Viterbo, sede papale nel Medioevo, tra il 1268 e il 1271. All’epoca, tardando oltremisura nella scelta del nuovo pontefice, le autorità cittadine rinchiusero i cardinali nel palazzo fino a quando non avessero trovato un accordo. Dopo 1006 giorni di sede vacante fu eletto Gregorio X e si stabilirono regole che, nonostante varie modifiche, esistono ancora.

Oggi, in tutto il mondo, ci sono 252 cardinali. Però, per limiti di età, solo 135 possono far parte del collegio che voterà il successore di Jorge Mario Bergoglio. Infatti è necessario che non abbiano compiuto 80 anni prima dell’inizio del conclave. Tra questi, sembra che due cardinali non arriveranno a Roma per problemi di salute e quindi gli elettori dovrebbero essere 133.

Inizio del conclave: c’è una data? Sì

La data ufficiale dell’inizio del conclave, secondo quanto stabilito dalle congregazioni cardinalizie in corso in questi giorni, è quella del 7 maggio prossimo.

In questa giornata, una volta espletati tutti i rituali e le operazioni preliminari, il maestro delle celebrazioni liturgiche pronuncia l’esortazione latina «Extra omnes», “fuori tutti”. Dopodiché la Cappella Sistina diventa assolutamente interdetta a qualsiasi persona che non ha titolo di votare nel conclave. I cardinali, pena la scomunica, sono obbligati al silenzio e al segreto sulla propria scelta, oltre che alla vita comunitaria fino a conclave ultimato.

Sono previste quattro votazioni al giorno, due al mattino e due al pomeriggio. È richiesta una maggioranza di due terzi, altrimenti si va avanti a oltranza. Dal 34° scrutinio si procede con ballottaggio tra i due cardinali più votati, sempre con maggioranza di due terzi. Quindi si presume che dal nono giorno il conclave potrebbe velocizzarsi.

Tuttavia, negli ultimi 150 anni non è mai durato più di cinque giorni e l’elezione di Papa Francesco è avvenuta al quinto scrutinio. In linea di massima, entro la metà di maggio la Chiesa potrebbe avere il suo nuovo Papa.

Che succede quando viene eletto il nuovo Papa

Dopo ogni scrutinio, si bruciano le schede in un’apposita stufa. Se l’esito è negativo, da un comignolo visibile da Piazza San Pietro esce una fumata nera, ottenuta tramite un particolare composto chimico. Invece, se è stato eletto il Papa c’è la fumata bianca e in breve tempo la piazza si riempie di gente in attesa dell’annuncio. Sarà il cardinale protodiacono Dominique Mamberti a dare l’annuncio in latino noto come «Habemus Papam» dal balcone della basilica vaticana.

In vista di ogni conclave, i media provano a ipotizzare chi potrebbero essere i “papabili“, cioè i cardinali più accreditati a diventare pontefice (in realtà non è necessario essere cardinale e può essere eletta anche una persona esterna).

Tra i nomi usciti in questi giorni, gli italiani Parolin, Pizzaballa e Zuppi, gli africani Turkson, Ambongo Besungu e Sarah, lo statunitense Prevost, il filippino Tagle, il francese Aveline, l’ungherese Erdo. Ma il ventaglio è davvero ampio e le variabili moltissime. In definitiva, è praticamente impossibile prevedere in anticipo con certezza chi sarà il nuovo Papa.

Elezione del Papa: la viabilità a Roma

Al pari di quanto avvenuto per i funerali di Papa Francesco, anche l’imminente conclave rappresenta una sfida per Roma sul fronte della viabilità e dell’ordine pubblico. La capitale dovrà gestire, soprattutto in occasione della fumata bianca, un nuovo flusso di centinaia di migliaia di persone. Con una difficoltà in più: non si conosce con esattezza il momento in cui avverrà l’annuncio, quindi tutte le parti coinvolte dovranno essere pronte a entrare in azione.

La successione papale, inoltre, si inserisce all’interno del Giubileo 2025, durante il quale la capitale è meta continua di pellegrini, fedeli e turisti. Senza dimenticare, inoltre, tutti gli eventi di Roma nel periodo primaverile, come ad esempio, tra pochi giorni, il concerto del Primo Maggio.

In attesa del possibile nuovo piano di viabilità, per chi vuole recarsi in San Pietro in questi giorni il consiglio è arrivare a piedi o con i mezzi pubblici. La zona del Vaticano sarà oggetto di restrizioni al traffico. Per chi giunge da fuori Roma, occhio allo sciopero dei treni del 5 e 6 maggio. È possibile lasciare l’auto nei parcheggi di scambio e, muniti di biglietti ATAC, prendere metro, tram o bus per raggiungere la propria destinazione.