Esplora le Grotte di Pertosa Auletta percorrendo un fiume sotterraneo e scopri i segreti archeologici che custodiscono. Un’avventura imperdibile nel cuore del Cilento.
Nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, inserito dal 2010 nella lista dei Geoparchi UNESCO, si nasconde un mondo sotterraneo tra i più sorprendenti d’Italia: le Grotte di Pertosa-Auletta.
Situate tra i due comuni omonimi, in provincia di Salerno, da cui prendono il nome, queste cavità carsiche offrono un’esperienza che va ben oltre la semplice visita turistica. Qui si naviga, letteralmente, all’interno della terra: il fiume Negro attraversa le viscere della montagna e accompagna i visitatori in un viaggio lento e affascinante.
La primavera è forse il momento migliore per esplorare questo universo nascosto: andiamo a scoprirlo.
Grotte di Pertosa-Auletta, un viaggio nel cuore della Terra
Le Grotte di Pertosa-Auletta non sono soltanto belle da vedere: sono uniche. Le uniche in Italia, per l’esattezza, a permettere la navigazione su un fiume sotterraneo e le sole in Europa a conservare i resti di un villaggio palafitticolo del II millennio a.C.
L’itinerario comincia con un suggestivo ingresso tra le rocce, seguito da un tratto in barca che conduce a una cascata sotterranea, per poi proseguire a piedi tra ambienti spettacolari come la Sala del Trono e la Grande Sala, alta ben 24 metri. Qui si trova anche uno dei simboli del sito: il “bacio nella roccia“, un incontro millenario tra una stalattite e una stalagmite che si sono fusi dopo oltre 20.000 anni.
Ma le Grotte sono anche un prezioso scrigno di biodiversità: ospitano infatti specie animali e vegetali rare, alcune endemiche, che trovano in questo ambiente ipogeo un habitat unico e protetto. Questo intreccio di bellezza, scienza e storia ha fatto delle Grotte un punto di riferimento non solo per i turisti, ma anche per la ricerca archeologica e speleologica, oggi più attiva che mai grazie a una nuova campagna di scavi.
Un museo diffuso tra storia e natura
Il complesso museale che ruota attorno alle Grotte si estende nei due comuni di Pertosa e Auletta ed è gestito dalla Fondazione MIdA. Si compone di tre poli principali, ognuno con un’anima distinta e complementare.
Il Museo Speleo-Archeologico, situato nel centro storico di Pertosa, racconta la vita degli antichi abitanti delle grotte. Con ricostruzioni in 3D, plastici a grandezza naturale e reperti autentici, il museo trasporta il visitatore indietro nel tempo, fino all’età del Bronzo, quando la cavità era sede di un vero e proprio villaggio su palafitte.
Il Museo del Suolo, invece, offre un’esperienza educativa e immersiva sull’importanza di una risorsa tanto fondamentale quanto trascurata: il suolo, appunto. Qui l’interattività è al centro dell’esperienza, tra postazioni multimediali, esperimenti scientifici e ambienti sensoriali che coinvolgono bambini, ragazzi e adulti.
La stagione 2025 porta con sé numerose novità. Grazie ai recenti ritrovamenti, la visita alle Grotte si arricchisce di contenuti storici inediti, con approfondimenti sul rapporto millenario tra uomo e grotta. Al Museo del Suolo, una nuova colonia di formiche entra in scena per raccontare in modo concreto il funzionamento dei biomi. E nei mesi primaverili anche il Museo Speleo-Archeologico si presenta con un nuovo allestimento, pronto ad accogliere il pubblico in una veste completamente rinnovata.
Il prestigioso premio GIST ACTA 2025 – Archeological & Cultural Tourism Award ha recentemente riconosciuto le Grotte di Pertosa-Auletta come miglior sito archeologico d’Italia. Le ricerche in corso stanno portando alla luce strutture di culto risalenti all’età ellenistica e nuove evidenze della straordinaria palafitta protostorica, un unicum europeo in ambiente sotterraneo.
Come raggiungere le Grotte di Pertosa-Auletta
Visitare questo angolo nascosto della Campania è più semplice di quanto si possa pensare. Le Grotte si trovano a circa un’ora e mezza da Salerno, facilmente raggiungibili in auto tramite l’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita Polla. Per risparmiare un po’ di tempo, un buon consiglio è quello di affidarsi ad appositi servizi di telepedaggio.
Da lì si prosegue per pochi chilometri fino a Pertosa, dove ha inizio il percorso. Il sito è ben segnalato e dispone di un ampio parcheggio per i visitatori. Chi arriva con i mezzi pubblici può utilizzare la linea ferroviaria fino a Salerno o Battipaglia e poi affidarsi ai servizi di trasporto locali, spesso organizzati anche in occasione delle visite guidate. Ma sempre meglio verificare prima percorsi e orari.
L’intero complesso è pensato per accogliere ogni tipo di pubblico, con percorsi adatti anche a famiglie con bambini e persone con disabilità.
Fonte foto: sito ufficiale Fondazione MIdA.








