Esplora in camper l’area più selvaggia dell’isola! Itinerario da Nuoro a Seui tra borghi in pietra, boschi, nuraghe e murales che raccontano le tradizioni sarde più autentiche.  

Dimentica per un attimo le spiagge affollate e le immagini patinate della Costa Smeralda e preparati a partire per un viaggio on the road alla scoperta della “vera Sardegna”: quella dei pascoli e degli altopiani, delle tradizioni rurali che si tramandano di generazione in generazione, delle case in pietra e dei sapori autentici.

Siamo in Barbagia, un territorio vasto e bellissimo che abbraccia la catena del Gennargentu. È proprio qui che gli antichi popoli sardi si rifugiarono per resistere alle invasioni dei cartaginesi e dei romani. Ed è proprio qui che si sono sviluppate e coesistono diverse regioni storiche, simili eppure profondamente differenti: c’è la Barbagia di Nuoro, quella di Bitti e quella di Seulo – rispettivamente, la più settentrionale e la più meridionale –, la Barbagia di Belvì e quella di Ollolai.

Un’area sconfinata punteggiata di borghi di montagna e villaggi, di murales “che parlano” e splendide coortes. L’itinerario consigliato per esplorare fino in fondo l’anima più selvaggia della Barbagia parte da Nuoro e i suoi dintorni, tra viuzze acciottolate, musei e nuraghe.

Dalla bellezza selvaggia del Supramonte ci si sposta verso Oliena e la leggenda del villaggio di Tiscali fino a Mamoiada, borgo famoso in tutto il mondo per la tradizione dei Mamuthones e degli Issohadores. Tra un sorso di Cannonau e un assaggio del Fiore Sardo di Gavoi si giunge al Lago di Gusana, uno degli scenari più sorprendenti dell’entroterra sardo.

Per gli amanti delle escursioni, da non perdere il percorso che conduce alla cascata di Sa Stiddiosa e la sua piscina naturale dalle acque verdi smeraldo. L’itinerario si conclude infine tra Seui, il borgo arroccato sulle perdici del Gennargentu, e la vicinissima foresta di Montarbu, un’area naturale caratterizzata da boschi, pareti rocciose, ruscelli e cascate.

Da Nuoro a Orgosolo, tra tradizioni sarde e antichi nuraghe

Antichi quartieri, viuzze acciottolate e un panorama a perdita d’occhio sul Monte Ortobene: il centro storico di Nuoro – punto d’accesso a questo angolo di Barbagia – è fatto di edifici e quartieri antichi che valgono decisamente una visita. Tra tutti, da non perdere il quartiere dei pastori – Santu Predu – e il più antico nucleo abitativo della cittadina, il quartiere di Seuna, cuore della cultura contadina locale.

Una tappa imprescindibile per chi vuol conoscere usi e costumi tradizionali di questo angolo della Sardegna è l’ISRE, il Museo Etnografico Sardo. Tra maschere in legno e manufatti, il Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari della Sardegna è un riferimento per l’isola intera.

Percorrendo a piedi il centralissimo Corso Garibaldi, si raggiunge la cattedrale di Santa Maria della Neve, dedicata al culto della santa patrona della città. Ma il vero luogo simbolo dei nuoresi è il Monte Ortobene, che la scrittrice Premio Nobel Grazia Deledda descriveva come «l’anima nostra, il nostro cuore, il nostro carattere». Per gli amanti delle escursioni è un vero e proprio gioiello naturalistico. I percorsi di trekking conducono fino alla Statua del Redentore, sulla cima del Monte. Da non perdere la Chiesa della Madonna della Solitudine e, scendendo verso valle, la Domus de Janas Borbore.

A circa 20 Km da Nuoro, Orgosolo è una delle tappe simbolo della Barbagia. È il borgo le cui case in pietra raccontano la storia attraverso affascinanti murales dedicati alla politica, alla cultura, ma anche alle lotte sociali e alla vita quotidiana.

Alla scoperta del Supramonte, tra foreste, canyon e… Nuraghe nascosti

Gorropu

Il Supramonte dà vita a uno dei paesaggi più spettacolari dell’entroterra sardo: una distesa di rocce calcaree, boschi, gole, grotte e altopiani che per secoli sono stati il nerbo di un territorio fatto di pastori e piccole comunità di montagna.

Sono diverse le escursioni che si possono organizzare nell’area. Uno dei percorsi più suggestivi è sicuramente quello che conduce al canyon di Gorropu, una delle gole più profonde d’Europa, con pareti che arrivano a circa 450 metri di altezza.

Poco distante, a circa 835 metri di quota, sorge il Nuraghe Mereu. Circondato dalla foresta di Montes, questo antico nuraghe è realizzato interamente da blocchi di calcare locale. Non è facile da trovare – i sardi lo chiamano «nuraghe intro ‘e padente» per sottolinearne la difficile collocazione nel bosco – ma la fatica è ampiamente ripagata dalla vista sensazionale sul canyon di Gorropu e, a sud, su Urzulei.

Per un’intera giornata in questa zona è consigliabile affidarsi a guide locali soprattutto per i percorsi più impegnativi, tra cui quello sulla dolina carsica di Su Sercone.

Oliena e Mamoiada tra Mamuthones, Cannonau e sorgenti

Il Carnevale storico di Mamoiada, tra Mamuthones e Issohadores
I Mamuthones

Dal borgo dei murales di Orgosolo si va verso Oliena, che sorge ai piedi di un altro versante del Supramonte.

Una delle attrazioni naturalistiche più caratteristiche dell’area è la sorgente di Su Gologone, circondata da un paesaggio verde e roccioso. Poco distante, merita una visita la valle del Lanaittu, area archeologica di valore in cui sono stati rinvenuti i resti umani più antichi dell’isola. Sita tra i territori di Oliena e Dorgali, è anche un’area di interesse naturalistico in cui doline e canyon selvaggi si alternano a boschi di aceri e ginepri.

Se si dispone di tempo – e di un buon allenamento – da non perdere una visita al villaggio di Tiscali, uno dei complessi nuragici più incredibili. Scoperto all’inizio del XX secolo, è un vero e proprio caso di studio: pare sia stato, infatti, l’ultimo presidio delle genti tardo-nuragiche contro l’avanzata dei Romani nell’isola.

Siti preistorici, monumenti naturali e pinnettos – i tradizionali ripari in montagna dei pastori divenuti, oggi, rifugi per trekker – lasciano lo spazio alle tradizioni ancestrali.

Mamoiada è uno dei paesi più affascinanti della Barbagia, custode della tradizione conosciuta in tutto il mondo dei Mamuthones e degli Issohadores, le maschere protagoniste del Carnevale barbaricino. Anche fuori dal periodo delle celebrazioni è possibile “toccare con mano” questa tradizione visitando il Museo delle Maschere Mediterranee.

Nella terra del Cannonau, infine, non può mancare una pausa per un assaggio.  A Mamoiada e dintorni, diverse cantine e aziende agrituristiche offrono dei veri e propri percorsi di degustazione alla scoperta dei vini e dei sapori tradizionali dell’area.

Gavoi e il Lago di Gusana: la Barbagia da cartolina

Lago di Gusana Gavoi

Il viaggio in camper in Barbagia prosegue verso Nord, alla scoperta del borgo di Gavoi. Patria del Fiore sardo, uno dei formaggi simbolo della tradizione pastorale isolana, il centro storico del paesino si dipana tra vicoli in pietra, case in granito e balconi fioriti.

Poco distante, merita una visita il Lago di Gusana, uno degli scenari più sorprendenti dell’entroterra. Perfetto per rallentare un po’ il ritmo del viaggio e godersi, senza stress, rilassanti passeggiate in spiaggia, escursioni in canoa o attività all’aria aperta.

Si può poi proseguire verso il borgo montano di Fonni risalendo il Gennargentu fino a mille metri d’altezza. Punto di partenza per intensi percorsi di trekking tra boschi, è davvero magnifico in primavera o in autunno.

Aritzo, Belvì e il fascino del Gennargentu

Nuraghe Barbagia

Aritzo, borgo di montagna della Barbagia di Belvì, è puntellato di case in pietra e viuzze strette. Noto come la “capitale delle castagne della Sardegna”, è anche famoso per la produzione del Sa Carapigna, sorbetto anticamente creato con le nevi del Gennargentu dai ni argos, letteralmente gli “uomini della neve”.

Da visitare l’antico edificio che ospitava le Carceri Spagnole, oggi noto come Sa Bovida: realizzato nel ‘600, attualmente ospita una mostra permanente sulla storia dell’Inquisizione e della caccia alle streghe in Sardegna.

Dopo uno sguardo al Texile, spettacolare formazione rocciosa che domina l’intero paesaggio a perdita d’occhio, ci si può spostare verso Belvì per una degustazione dei piatti che raccontano l’isola. Lungo il percorso troverai boschi secolari, oasi naturalistiche ma anche un vero e proprio Museo d’Arte Contemporanea a cielo aperto in cui ammirare grandi sculture in legno che rappresentano gli animali delle foreste.

Con una piccola deviazione verso Meana Sardo è possibile visitare il Nuraghe Nolza, uno dei complessi nuragici meglio conservati del centro Sardegna. Costituito da una torre centrale e da un bastione con quattro torri angolari, questo suggestivo nuraghe domina il paesaggio dall’altopiano di Su Pranu.

Seulo e Sa Stiddiosa: a caccia dell’anima tropicale della Sardegna

Su Stampu ‘e Su Turrunu, Sardegna

Nei dintorni del borgo di Seulo potrai goderti alcuni dei panorami più incredibili dell’intera area. Questo borgo di montagna della Barbagia meridionale è attraversato dal Flumendosa, che nel corso dei millenni ha modellato un paesaggio fatto di canyon, rapide, grotte e laghetti.

Tra le mete più gettonate c’è Sa Stiddiosa, al confine tra Barbagia di Belvì e Barbagia di Seulo. Più che una cascata tradizionale è una parete calcarea dalla quale l’acqua sgorga creando una sorta di pioggia finissima che cade verso una piscina naturale dalle acque verde smeraldo. Per raggiungere questo luogo magico è necessario avere l’attrezzatura adeguata: la discesa avviene infatti attraversando a piedi un’antica mulattiera, il percorso è piuttosto impervio e richiede una certa preparazione.

In alternativa, si può raggiungere Su Stampu ‘e su Turrunu, un singolare sistema naturale composto da inghiottitoio, grotta, risorgiva, cascata e laghetto.

Per un tocco di magia, da non perdere le Grotte Domus de Janas Seulo. Conosciute oggi come “case delle fate”, nella preistoria venivano effettivamente utilizzate come sedi per rituali sacri. Le affascinanti e misteriose Grotte di Seulo sono visitabili per intero e garantiscono un’esperienza immersiva.

Seui e la foresta di Montarbu, tra magia e natura selvaggia

Domus de Janas: antiche case fate sarde | Moveo

Dopo aver visitato le Carceri Spagnole di Aritzo e le Domus de Janas di Seulo, per un itinerario esoterico completo non si può prescindere da una visita alla S’Omu de sa Maja, la casa della Magia di Seui. In questo caratteristico borgo a 800 metri d’altezza sul Gennargentu è infatti custodito un edificio – databile alla fine del 1600 – che oggi ospita collezioni relative al mondo magico-religioso e alle tradizioni paleocristiane della Barbagia.

Il museo ruota intorno alla figura storica di Catalina Lay di Seui, una strega processata dall’Inquisizione di Sassari nel 1583. Tra maschere tradizionali e sculture ispirate al culto della fertilità, un’intera area è dedicata al ciclo della vita e della morte, con tanto di sala e canti funebri tipici della tradizione sarda (in lingua sarda, Is Attittidusi).

L’ itinerario si conclude nella foresta di Montarbu, un’area naturale di circa 2.800 ettari caratterizzata da boschi, pareti rocciose, ruscelli e cascate. Qui si possono organizzare escursioni nella natura e, per i più allenati, percorsi verso Punta Margiani Pubusa e il monumento naturale di Perda Liana, uno dei simboli paesaggistici del Gennargentu.

Consigli pratici e aree camper lungo l’itinerario

L’itinerario può essere completato in 7 giorni, ma con qualche giorno in più a disposizione è possibile affrontare escursioni, visite guidate e passeggiate in maniera più tranquilla. Tra Cannonau, Fiore Sardo e degustazioni concediti il tempo per goderti piatti tipici e paesaggio.

La primavera o l’autunno sono i periodi ideali per mettersi in viaggio. In questa stagione, in particolare, da non perdere Autunno in Barbagia: il festival itinerante che con le celebri Cortes Apertas consente ai visitatori di immergersi nell’anima più autentica della Sardegna.

Ricordiamo di procedere con prudenza nei borghi di montagna e lungo le tortuose statali che costellano l’area. Le strade interne del Gennargentu – come la SS 128 bis tra Fonni e Desulo – presentano tornanti molto stretti, e sono sconsigliate per camper superiori ai 7 metri. Assolutamente da evitare le piazzole completamente isolate o non segnalate a vantaggio di strutture autorizzate, agricamper o aree delimitate.

Tra le aree di sosta attrezzate, segnaliamo:

  • Area Sosta “Badu Orgolesu”: situata all’ingresso del borgo di Mamoiada, a circa 100 metri dallo svincolo per Nuoro. È attrezzata con spazi per circa 10 camper, camper service (carico e scarico), servizi igienici, docce e allaccio elettrico;
  • AgriCamping Su Nuragheddu: a Dorgali, area attrezzata con camper service e bungalow per la notte;
  • Ristorante Camping Supramonte: punto di riferimento alle porte del Supramonte. Offre piazzole immerse nella natura, una piscina panoramica e la possibilità di gustare piatti tipici locali;
  • Molti borghi come Fonni, Desulo o Belvì offrono parcheggi comunali misti o aree di sosta temporanee, soprattutto in occasione di eventi come l’Autunno in Barbagia. Si consiglia di verificare la presenza di acqua e spazi agibili in base alle dimensioni del mezzo.

Orari, tariffe, servizi e disponibilità possono cambiare nel corso dell’anno. Per trovare aggiornamenti in tempo reale su aperture, recensioni e nuovi spazi gestiti da privati o aziende agricole, consigliamo di utilizzare piattaforme dedicate come CamperOnLine o l’app Park4Night.