Prezzi dei carburanti, c’è un tetto. Parte oggi il limite massimo a benzina e gasolio nelle reti di distribuzione Eni e IP. Altri marchi potrebbero aggiungersi in seguito. Scopriamo in cosa consiste questa iniziativa e quanto si risparmierà alla pompa.

Dopo il DL Carburanti, che ha ricevuto il via libera dal Senato pochi giorni fa, a partire dalla data odierna – lunedì 28 settembre 2026 – arriva un’altra misura per contrastare i rincari ai prezzi di diesel e benzina: il price cap.

Chi fa rifornimento di carburante nelle stazioni di servizio Eni e IP dovrebbe risparmiare qualcosa. Tuttavia, se la prima ha definito con precisione il proprio calmiere, quello introdotto dalla seconda appare meno chiaro. La situazione, comunque, rimane in evoluzione.

Prezzi carburanti: il tetto di Eni

Il limite massimo ai prezzi dei carburanti varato da Eni sarà valido per 30 giorni, quindi fino al 27 ottobre. L’azienda si è riservata la possibilità di prolungarlo fino alla fine dell’anno, in base all’andamento del mercato e degli approvvigionamenti. Il tetto Eni è il seguente:

  • 1,99 euro al litro per la benzina;
  • 2,19 euro al litro per il gasolio.

Il colosso petrolifero ed energetico italiano, controllato dallo Stato, possiede 3.847 distributori nel territorio nazionale, di cui il 75% gestito dall’azienda e il resto tramite punti vendita convenzionati. I carburanti venduti ammontano a 600 milioni di litri al mese.

Prezzi carburanti: il tetto di IP

Con il medesimo obiettivo di contenere i prezzi dei carburanti, il tetto di IP parte sempre oggi, ma non si conosce con esattezza quale sarà il limite oltre il quale non potranno essere praticati i prezzi di benzina e diesel. I distributori interessati sono circa 4.500.

A comunicare la decisione è stata Socar, la società petrolifera dell’Azerbaijan che dallo scorso maggio controlla il marchio italiano. La riduzione sarà applicata progressivamente e i prezzi saranno stabiliti «in base alle diverse esigenze per garantire la sopravvivenza della filiera», dicono fonti ufficiali.

I dettagli, dunque, non sono chiari. Sarebbe allo studio la possibilità di estendere lo stesso meccanismo alle stazioni di rifornimento Esso e ad altri operatori della filiera che si riforniscono tramite IP.

Cosa faranno le altre compagnie?

Non si conosce nemmeno se, per i prezzi dei carburanti, il tetto massimo introdotto da Eni e IP sarà replicato da altre grandi imprese del settore, come ad esempio Q8 e Tamoil.

Per quanto riguarda i piccoli distributori indipendenti, rete che soddisfa una consistente parte della domanda di carburante in Italia, sembra improbabile che possano procedere nello stesso modo. Secondo l’associazione di riferimento, Assopetroli-Assoenergia, scendere ai prezzi di Eni sarebbe insostenibile. Inoltre, le vendite all’ingrosso non rientrano nell’intervento.

In ogni caso, sommando la rete Eni e quella IP, il limite ai prezzi di benzina e diesel coprirebbe circa 8.500 punti di distribuzione, pari al 39% dei 22.000 funzionanti in tutto il paese.

Quanto si risparmierà su benzina e diesel? Le stime

Stanno circolando sui media varie stime che indicano il possibile risparmio per i consumatori sul prezzo dei carburanti con il tetto varato oggi. Le previsioni si basano unicamente sul limite di Eni, dato che quello di IP non è stato quantificato. Inoltre, fanno riferimento ai prezzi calcolati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy in seguito alla proroga del taglio alle accise entrato in vigore il 26 settembre.

Secondo ADUSBEF (Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari e Finanziari), sulla rete distributiva ordinaria il tetto di Eni farà scendere il prezzo della benzina di 16,9 centesimi al litro in meno, con un risparmio di 8,45 euro per fare il pieno. Sul diesel si risparmieranno 18,7 centesimi al litro, con un risparmio di 9,35 euro a pieno.

Il Centro Studi Unimpresa prende in considerazione la spesa di una famiglia che possiede due auto. In questo caso si verificherebbe un risparmio settimanale fino a 17,80 euro e, in proiezione, di 75-80 euro al mese.

Per le piccole imprese con veicoli commerciali leggeri, invece, la minore spesa sarà da 12 a 37 euro settimanali per mezzo e da 50 a 160 euro al mese, al netto dell’IVA. Per flotte aziendali di 10 furgoni ci sarebbero riduzioni di 245 euro a settimana e oltre 3.300 euro complessivi nel caso la misura venga estesa fino a fine anno.

Benzina e diesel in Italia: i prezzi aggiornati

Intanto, dopo la riduzione dello sconto sulle accise, negli ultimi giorni si era assistito a un rialzo dei prezzi di gasolio e benzina. Ora si registra invece un nuovo calo.

Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio dei prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nella data di lunedì 28 settembre 2026, i prezzi medi in modalità self service sulla rete stradale nazionale sono:

  • Benzina 2,152 euro al litro (-7 millesimi su ieri);
  • Diesel 2,369 euro al litro (-8 millesimi su ieri).

Sulla rete autostradale:

  • Benzina 2,214 euro al litro (-4 centesimi su ieri);
  • Diesel 2,420 euro al litro (-3,9 centesimi su ieri).

Per essere sempre informati in ogni momento sul costo di benzina e diesel in Italia, sono disponibili su Moveo i prezzi del carburante aggiornati in base ai dati MIMIT. Lo strumento offre inoltre la possibilità di effettuare una ricerca dettagliata per regione, provincia e comune.