La Sardegna è una terra di riti e usanze affascinanti e misteriose, come quella dei Baballottis, che durante la Settimana Santa trasformano Iglesias in un luogo magicamente sospeso tra sacro, profano e memoria.
La Settimana Santa è il periodo più intenso dell’anno liturgico cristiano: i giorni che precedono la Pasqua, tra la Domenica delle Palme e la Domenica di Risurrezione, custodiscono un intreccio unico di memoria, fede e ritualità tramandato nei secoli.
Da Nord a Sud, l’Italia si anima: città, paesi e piccoli borghi danno vita a tradizioni e riti che trasformano questo tempo in un momento di profonda partecipazione collettiva. Le vie si riempiono di canti arcaici, statue lignee portate a spalla, confraternite in abiti secolari e suggestive figure mascherate cariche di simbolismo.
La Sardegna non fa eccezioni.
La Settimana Santa nel borgo di Iglesias si distingue come una delle celebrazioni religiose più antiche dell’isola. I Baballottis, vestiti di bianco, avanzano al ritmo cupo di matraccas e tamburi, alla testa di processioni storiche che avvolgono la città in un’atmosfera profondamente evocativa.
Un’esperienza che emoziona, di anno in anno, credenti e non.
Settimana Santa Iglesias: origine e funzioni dei Baballottis
La Sardegna vive i giorni legati alla Pasqua con un’intensità tutta sua, mescolando fede, memoria e tradizioni antichissime, come ad Iglesias.
Le origini della Settimana Santa iglesiente si rintracciano nel periodo della dominazione spagnola e nelle pratiche penitenziali introdotte dalle confraternite tra il XVII e l’XVIII secolo.
L’Arciconfraternita del Santo Monte è – difatti – ancora oggi il cuore organizzativo di questi riti, custode di un patrimonio che si perpetua immutato da secoli.
Al centro delle processioni compaiono due figure in maschera fondamentali:
- i Germani, sono i membri dell’Arciconfraternita del Santo Monte, vestono l’abito tradizionale e guidano i cortei curando l’organizzazione e il trasporto dei simulacri;
- i Baballottis, sono fedeli completamente vestiti di bianco e con il volto coperto: richiamano gli antichi disciplinanti medievali incarnando i valori di devozione, umiltà e anonimato.
Programma Settimana Santa Iglesias 2026
Di seguito il programma completo dei Riti che, da secoli, accompagnano Iglesias verso la Pasqua:
- 31 marzo – Martedì Santo, Processione dei Misteri;
- 1 aprile – Mercoledì Santo, Santa Messa nella chiesa di San Michele – Benedizione con il “Lignum Crucis”, benedizione e distribuzione dell’ulivo;
- 2 aprile – Giovedì Santo, Processione dell’Addolorata;
- 3 aprile – Venerdì Santo (mattina), Processione del Monte;
- 3 aprile – Venerdì Santo (sera), Processione del Descenso;
- 4 aprile – Sabato Santo, La chiesa di San Michele rimane aperta tutto il giorno per l’adorazione al Cristo Morto e alla Croce.
Come arrivare in Sardegna e partecipare alla Settimana Santa di Iglesias
Raggiungere Iglesias per vivere la Settimana Santa significa entrare nel cuore del Sulcis, un territorio ricco di storia e tradizioni. La città si trova a circa 50 Km da Cagliari ed è facilmente raggiungibile dalla Penisola con volo aereo o traghetto.
Gli aeroporti disponibili sono quelli di:
- Cagliari-Elmas, lo scalo più comodo, collegato direttamente a Iglesias tramite autobus e treni frequenti;
- Olbia–Costa Smeralda, a circa 270 km, utile per chi trova tratte aeree vantaggiose verso il nord dell’isola;
- Alghero-Fertilia, a circa 230 km, un’alternativa valida per chi vola dal centro‑nord Italia o dall’estero.
Per agevolare i tempi, è consigliabile utilizzare i servizi fast track: permettono di accedere più rapidamente ai controlli di sicurezza e ottimizzare l’intero viaggio.
Il porto di Cagliari costituisce, invece, l’approdo più funzionale per chi preferisce muoversi via mare. Si tratta dello scalo principale del sud Sardegna e il più vicino a Iglesias. Offre collegamenti regolari con Civitavecchia, Napoli e Palermo.
Ricordiamo che i biglietti si acquistano anche online, tramite app dedicata ai servizi navi e traghetti.








