Lo spazio aereo chiuso in Iran e in gran parte del Medio Oriente in seguito all’attacco militare da parte di Israele e Stati Uniti e alla risposta di Teheran sta avendo ripercussioni in tutto il mondo. Ecco il punto della situazione, con uno sguardo pratico per i viaggiatori.
Dalla mattina di sabato 28 febbraio 2026, data di inizio dell’escalation, sono migliaia i voli cancellati e almeno un milione i passeggeri bloccati negli aeroporti per motivi di sicurezza. Nelle prime 48 ore di conflitto oltre 5.000 aerei sono rimasti a terra negli scali di Dubai, Doha, Abu Dhabi, Sharjah, Kuwait e Bahrein. I voli in ritardo sono più di 20.000. Tutti numeri destinati ad aumentare.
Si tratta della più significativa interruzione del traffico aereo globale dai tempi della pandemia. Ci sono effetti a catena su rotte intercontinentali tra Europa, Asia, Africa e Oceania. Per i turisti significa vacanze rinviate, coincidenze perse e rientri prolungati; per chi si sposta per lavoro, agende da riorganizzare e trasferte sospese.
Spazio aereo chiuso: i paesi coinvolti
L’avvio delle operazioni militari israeliane e statunitensi contro l’Iran e la conseguente reazione hanno messo a rischio la sicurezza dell’intera area medio-orientale. Basta osservare la mappa di Flightradar24, piattaforma che monitora in tempo reale il traffico aereo globale, per notare un “vuoto” nei cieli sopra l’Iran e il Golfo Persico: un’area normalmente tra le più trafficate al mondo.
Allo stato attuale, diversi paesi hanno deciso di chiudere completamente il proprio spazio aereo:
- Bahrein;
- Emirati Arabi Uniti;
- Iran;
- Iraq;
- Israele;
- Kuwait;
- Qatar;
- Siria.
Lo spazio aereo dell’Arabia Saudita risulta chiuso parzialmente o temporaneamente. Giordania e Libano mantengono aperti gli aeroporti con operatività limitata. Proseguono con difficoltà le operazioni negli hub intercontinentali di Abu Dhabi, Dubai e Doha, infrastrutture strategiche per i collegamenti tra Europa e Asia, peraltro marginalmente colpite dai missili.
Per i viaggiatori in transito in questi scali, il tutto si traduce in possibili lunghe attese, riprotezioni su altri voli e cambi di itinerario anche all’ultimo momento. L’incertezza rende difficile prevedere una data certa per il rientro dei passeggeri italiani attualmente bloccati nell’area.
Compagnie aeree: cancellazioni e rotte deviate
L’effetto domino dello spazio aereo chiuso in Medio Oriente sulle compagnie è consistente. Emirates, Etihad Airways e Qatar Airways, che ogni giorno trasportano complessivamente circa 90.000 passeggeri dagli hub di Dubai, Abu Dhabi e Doha, hanno cancellato tra il 30% e il 40% dei voli.
Le conseguenze si riflettono su collegamenti da e verso Asia, Australia, Europa e Africa. Molte rotte dei voli vengono deviate a sud-ovest, attraverso gli spazi di Arabia Saudita ed Egitto, oppure a nord, passando sui cieli di Caucaso e Turchia. Per i passeggeri questo comporta tempi di percorrenza più lunghi, possibili ritardi nelle coincidenze, aumento dei costi operativi (con potenziali ripercussioni sulle tariffe) e un incessante lavoro di riprogrammazione.
Tra le principali compagnie aeree che hanno annunciato sospensioni o limitazioni operative figurano Turkish Airlines, British Airways, Lufthansa, Air France, Delta, United Airlines, Japan Airlines, Air India. Al momento è difficile prevedere quando la situazione tornerà alla normalità.
Spazio aereo chiuso: le decisioni di ITA Airways
Per quanto riguarda l’Italia, ITA Airways ha esteso fino al 4 marzo la sospensione dei voli da e per Dubai e fino all’8 marzo (incluso il volo AZ809 del 9 marzo) quelli da e per Tel Aviv.
I voli ITA non transiteranno fino al 7 marzo sugli spazi aerei di Bahrein, Dammam (Arabia Saudita), Giordania, Israele, Iran, Iraq, Kuwait e Libano. Fino al 4 marzo su quello degli Emirati Arabi Uniti. Sono inoltre sospesi, per ragioni operative, i voli da e per Riyad dal 2 al 4 marzo.
Tali date, ovviamente, possono subire variazioni in base alla situazione internazionale. I passeggeri possono richiedere la riprogrammazione su un volo alternativo, quando i servizi riprenderanno regolarmente, oppure il rimborso del biglietto aereo.
Cosa fare se si deve viaggiare nei prossimi giorni
Per chi ha pianificato un viaggio verso il Medio Oriente o con scalo nell’area, ma in generale un viaggio aereo verso qualsiasi destinazione, è fondamentale verificare lo stato del volo prima di recarsi in aeroporto.
È consigliabile monitorare in tempo reale i canali ufficiali della propria compagnia e verificare eventuali aggiornamenti sui siti degli aeroporti di partenza e arrivo. Quindi, è opportuno muoversi in anticipo per gestire i controlli di sicurezza in aeroporto e usufruire di procedure più rapide con il servizio Fast Track.
Il Ministero degli Affari Esteri ha istituito la Task Force Golfo per coordinare le richieste di assistenza. Sono attivi il numero +39 06 36225 e l’indirizzo email unita.crisi@esteri.it. Aggiornamenti e raccomandazioni sono disponibili anche sul portale Viaggiare Sicuri.
Lo scenario resta in continua evoluzione. Per chi ha in programma una partenza nelle prossime settimane, l’invito è a pianificare con estrema prudenza e a considerare eventuali alternative, tenendo sempre al centro la sicurezza.








