Nel cuore della Val di Sole, la zona di Pejo – nota anche per le piste da sci – è diventata una meta sempre più gettonata per il turismo lento, sostenibile e a misura di tutta la famiglia: in particolare nel periodo estivo e autunnale. Ecco alcuni itinerari suggestivi pensati per il benessere di grandi e piccini
Esiste una piccola gemma incastonata nel Parco Nazionale dello Stelvio: è la Val di Pejo, circondata dalle vette del Gruppo Ortles-Cervedale, arco montuoso delle Alpi Retiche meridionali. Area insediata nella nota Val di Sole, meta rinomata del Trentino Alto-Adige, è da qualche tempo diventata uno dei nuovi rifugi estivi delle famiglie italiane. Dopo la pandemia, infatti, i dati sul turismo raccontano come la zona sia sempre più frequentata da visitatori italiani e stranieri. Merito dell’offerta di percorsi e trekking in una delle aree più suggestive dell’arco alpino, dove si possono trovare montagne che superano i tremila metri di quota e laghi ampi e cristallini adornati da una fauna locale che beneficia di un rapporto (quasi) incontaminato con l’uomo. Stambecchi, cervi, caprioli, marmotte, volpi e volatili come gufi, civette e spesso l’aquila reale (simbolo del Parco, si tratta del rapace diurno più grande d’Europa) si possono davvero incontrare tra terra e cielo lungo i diversi trekking disponibili. Percorsi ben segnalati e adatti ad ogni età e condizione fisica, sebbene come sempre in montagna sia necessario prestare prima attenzione alle indicazioni specifiche per non vivere avventure spiacevoli.

Non accade invece di incontrare gli orsi: la tragedia di Andrea Papi nel 2023, prima aggressione mortale di un orso in Italia, è avvenuta nei boschi di Caldes, in Val di Sole. Eppure questa sfortunatissima circostanza sembra avere avuto qualche ripercussione anche sulla nomea turistica di Pejo. Un’area diversa da quella dell’attacco, e in ogni caso (per la cronaca) l’orsa JJ4 autrice dell’aggressione è stata trasferita in Germania. Tanto che la Val di Pejo è oggi una delle mete più ricercate per il turismo famigliare, vista la grande offerta di percorsi adatti a tutti (a partire dai bimbi in passeggino) e di zone attrezzate come parchi giochi. Sono tanti i trekking e le location a misura di famiglia da consigliare: Moveo, dopo aver percorso i sentieri principali, ha selezionato alcune esperienze particolarmente adatte alle famiglie con i bimbi più piccoli. Tutte all’interno della splendida cornice del Parco Nazionale dello Stelvio.

Alla scoperta del Bosco degli Urogalli
Uno dei centri principali della valle omonima è chiamata Pejo Fonti, a circa 1400 metri di altitudine, che ospita la telecabina che porta fino ai tremila metri della località di Tarlenta. E poi Pejo Paese, 200 metri più in alto: qui al lato del parco giochi che introduce l’ingresso alla località, inizia il percorso lungo il Bosco degli Urogalli. Come suggerisce il nome, gli Urogalli sono i galli cedroni locali: si tratta però anche di protagonisti di leggende, in quanto “spiriti guardiani del bosco”. A ricordarlo, ci sono lungo il sentiero che porta alla malga Talè (1723 metri di altezza) diverse installazioni in legno e un grande belvedere che aiutano a fare birdwatching o a godere meglio dei suoni del bosco.

Il percorso, tra andata e ritorno, dura circa 3 ore ed è adatto anche ai passeggini. Lungo la strada, abbastanza pianeggiante, si avrà su un lato la splendida vista sulla valle e sulle montagne: il sentiero mostra la flora tipica di zona, con diverse tipologie di farfalle facili da incontrare. Attenzione a percorrere il trekking in orari non troppo centrali del giorno, dato che gran parte dei tratti (al di fuori di quelli proprio nel bosco) sono pienamente esposti al sole.

Giochi per bimbi, ristoro per adulti: benvenuti a Pejo Kinderland
A Pejo Fonti, come visto, si trova la telecabina che porta dal paese fino ai tremila metri di Tarlenta. La telecabina apre un percorso scenico e molto suggestivo: il costo del tragitto varia tra i 20 e i 23 euro (andata e ritorno) a seconda del periodo di alta o altissima stagione. Per chi arriva fino in cima e non ha timore di svegliarsi all’alba, in certi momenti della stagione estiva, è possibile assistere alla prestazione in alta quota di cori locali che intonano canti montani: un’esperienza davvero suggestiva.

Per le famiglie, invece, vale la pena di arrivare almeno alla prima tappa della telecabina, Pejo Kinderland, un parco ludico con giochi d’acqua per i più piccoli. Qui si trovano diverse attrazioni che compongono un vero e proprio parco giochi fatto da strutture in legno. In particolare, il “percorso dell’acqua”, un lungo tragitto che si snoda tra canali, dighe e passaggi tecnici, dove i bambini possono regolare il flusso dell’acqua e giocare con la corrente. C’è poi il vascello in legno, con uno scivolo e una mini carrucola, adatto per giochi di ruolo, e una pista in legno per le biglie.

I più grandi potranno poi riposarsi sulle grandi amache panoramiche e le altalene in corda, sovrastate da un’aquila gigante in legno, simbolo del Parco Nazionale dello Stelvio, da cui godere della vista sulle cime del gruppo Ortles-Cevedale.
Incontrare cervi e stambecchi nell’area faunistica
Lungo la strada che lega le due località di Pejo Fonti a Pejo Paese c’è poi l’area faunistica di Roncal. Si tratta di un luogo unico perché il parco ospita cervi e caprioli che potrete non solo vedere ma conoscere in modo approfondito. Tra giugno e settembre l’area è aperta ogni giorno e l’escursione costa appena 2 euro a persona (1 solo euro per bimbi tra i 6 e 11 anni, e adulti over 70). Scoprirete ad esempio che le cosiddette “corna” dei cervi si chiamano “palchi”, sono le splendide strutture ossee ramificate tipiche degli esemplari maschi, ricoperte di una sorta di velluto, che cadono ogni anno. Sono una delle mostre principali dei maschi per catturare l’attenzione degli esemplari femmina e la loro grandezza e ramificazione determina anche il leader del gruppo. Una guida esperta che, distanziata da una rete sarà proprio nel luogo dove si muovono questi magnifici esemplari, vi spiegherà tutto ciò che c’è da sapere. Permettendo agli stessi animali di avvicinarsi fino a voi, seppure a distanza di rete. Un’esperienza unica per bambini e adulti.

Laghi per ogni trekking
In Val di Pejo ci sono moltissime località che ospitano laghi di montagna, raggiungibili attraverso diversi trekking. Probabilmente una delle più suggestive è il Lago di Pian Palù, visto lo specchio blu cristallino e l’ampiezza dello spazio lacustre. D’altra parte, il trekking per raggiungerlo è adatto a gambe allenate ed è meglio intraprenderlo con ragazzi o anche bimbi, ma dai 7 anni in su e allenati a camminare.

Diversamente, ci sono molti altri laghi che possono essere oggetto di gite a piedi ed è anche possibile affrontare alcuni dei tragitti utili per raggiungerli con un passeggino. Una passeggiata a piedi, perfettamente lineare e adornata da piccoli specchi d’acqua, è quella dei Laghetti di San Leonardo, nei pressi di Vermiglio. Un tragitto invece un po’ più impegnativo, lungo circa 3 ore tra andata e ritorno e che solo in parte può essere fatto con il passeggino, è quello verso il Lago delle Malghette che si intraprende da Dimaro Folgarida in direzione di Mezzana. A Pellizzano si può invece fare un percorso che ha tre diverse difficoltà (di cui solo una percorribile con il passeggino) e dura circa 3 ore per portarvi verso il bel Lago dei Caprioli. Più complessa e per camminatori esperti è l’escursione presso il Lago di Celentino, che parte dalla Malga Campo.

Infine, da Pejo Paese si può imboccare un percorso (solo in parte adatto ai passeggini) che vi porterà verso il Lago di Covel: alimentato dal Rio Vioz, che forma anche una suggestiva cascata poco distante dal lago. Anche qui sarà facile incontrare lepri, cavalli, caprette e altri animali tipici della fauna locale. Un’esperienza suggestiva, sicura e a misura di tutta la famiglia.









