Nel discorso sullo Stato dell’Unione la presidente della Commissione europea rilancia la sfida sulle auto elettriche: più spazio a vetture compatte, accessibili e prodotte “made in Europe”.

Di fronte a un Parlamento spesso critico nei confronti della sua agenda ambientale, Ursula von der Leyen ha ribadito l’impegno a portare avanti il percorso verso la mobilità elettrica, annunciando una nuova iniziativa dedicata allo sviluppo di auto elettriche ultra compatte. L’obiettivo, ha spiegato, è offrire ai cittadini europei veicoli più piccoli, più economici e sostenibili, in grado di competere con la crescente offerta asiatica.

Bruxelles intende così lavorare a stretto contatto con le industrie del settore per dar vita al progetto “Small Affordable Cars“, un segmento capace di soddisfare tanto le esigenze del mercato europeo quanto la crescente domanda globale. Un’iniziativa che, insieme agli incentivi auto elettriche 2025, potrebbe dare ulteriore linfa al mercato.

Andiamo a scoprire nel dettaglio come l’Ue intende lanciare questo progetto.

L’auto elettrica secondo l’Ue: modello compatto e “made in Europe”

La presidente della Commissione ha sottolineato la necessità di un’auto elettrica pienamente europea, capace di coniugare sostenibilità e convenienza, senza lasciare campo libero alla concorrenza cinese. Il progetto riprende la visione promossa negli ultimi anni da figure come Luca de Meo, ex numero uno di Renault, e John Elkann, presidente di Stellantis, entrambi convinti della necessità di una nuova generazione di vetture leggere e a prezzi contenuti.

L’ispirazione viene dalle kei car giapponesi, sostenute da forti politiche di incentivo fiscale, ma declinate in chiave europea con catene di produzione a dodici stelle. L’annuncio arriva alla vigilia del terzo dialogo strategico sull’automotive, previsto a Bruxelles, dove i leader dell’industria discuteranno direttamente con von der Leyen.

In questa occasione la Commissione presenterà anche la revisione delle norme che fissano lo stop alle auto termiche nel 2035, un processo che sarà guidato dal principio della neutralità tecnologica, particolarmente caro a Paesi come Italia e Germania. Per arrivare a questo obiettivo sarà indispensabile investire di più sui servizi di ricarica elettrica. Da questo punto di vista un Paese come l’Italia è ancora indietro.

Energia, infrastrutture e nuove priorità dell’agenda verde

Il piano della Commissione non si limita al settore auto. Nei prossimi dodici mesi l’esecutivo Ue intende concentrare gli sforzi anche sulla riduzione dei costi energetici, puntando su un mix di rinnovabili e nucleare e riducendo la dipendenza dai combustibili fossili russi. A questo si aggiunge la promessa di lanciare l’iniziativa “Energy Highways”, una sorta di autostrada dell’energia per risolvere i colli di bottiglia delle infrastrutture europee.

Tra i corridoi strategici individuati figura quello meridionale dell’idrogeno, che dal Nord Africa attraverserà la Sicilia e risalirà lungo la Penisola verso l’Europa continentale. Per il commissario Dan Jorgensen questi interventi rappresentano passaggi chiave per completare il progetto di una vera Unione dell’energia.