Il censimento dei dispositivi di controllo elettronico della velocità, meglio noti come autovelox, è pronto a partire. Sono già state diffuse le modalità di comunicazione dei dati. Scopriamo in cosa consiste questa misura, come funziona e quali sono le sue finalità.

La questione degli autovelox non omologati e della validità delle sanzioni da esse comminate è sempre particolarmente sentita dagli automobilisti. Sono numerose, infatti, le situazioni in cui i ricorsi potrebbero essere accettati e quindi vanificare le multe da autovelox.

Ad esempio, in seguito alle nuove regole del 12 giugno 2025, esiste la possibilità di un clamoroso stop agli autovelox da ottobre, aggiungendo ulteriore confusione a un quadro già abbastanza confuso.

Ora con l’imminente censimento degli autovelox, disciplinato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le cose sembrano destinate a cambiare. Il 18 agosto 2025 è stato infatti emanato il decreto dirigenziale numero 305 che ne disciplina le modalità di istituzione e funzionamento.

Censimento autovelox: quando parte

Il censimento dei dispositivi autovelox è rivolto agli enti e alle amministrazioni che utilizzano questi strumenti per incentivare il rispetto dei limiti di velocità. Il MIT impone l’obbligo di tale censimento, allo scopo di creare una sorta di mappa degli autovelox in Italia autorizzati a livello nazionale, regionale e locale.

Infatti, secondo la nuova norma, la trasmissione dei dati degli autovelox e degli altri sistemi di rilevamento (sia fissi che mobili) diventa una condizione necessaria per la loro legittimità d’uso. Il tutto è in applicazione di quanto stabilito dal decreto legge 73/2025, convertito nella legge 105/2025.

Il censimento vuole rappresentare anche una forma di tutela per gli automobilisti. Questi, infatti, saranno in grado di controllare facilmente se il dispositivo da cui sono stati sanzionati era registrato (e quindi in regola), oppure se contestare le multe. Allo stesso modo, conoscere in anticipo i rischi legati alla guida può aiutare a valutare meglio anche aspetti come la scelta dell’assicurazione auto.

Quando diventa operativo? Non c’è ancora una data di inizio, che sarà indicata in un ulteriore provvedimento del direttore generale per la Motorizzazione, di prossima emanazione. L’obbligo, inoltre, non sarà immediato, ma ci saranno altri 60 giorni a disposizione per inserire i dati nella piattaforma telematica.

Come funziona il censimento dei dispositivi

I responsabili degli enti e delle amministrazioni locali incaricati di provvedere al censimento degli autovelox sul rispettivo territorio di competenza devono inserire i dati dei dispositivi in un’apposita piattaforma telematica che sarà attivata presso il centro elaborazione dati della Direzione Generale per la Motorizzazione.

L’accesso a tale strumento digitale avviene tramite il Portale dell’Automobilista o il Portale del Trasporto, utilizzando credenziali specifiche rilasciate dal MIT.

Queste sono le informazioni richieste dal censimento:

  • Denominazione e codice dell’organismo competente che trasmette i dati
  • Codice catastale dell’organismo (dove applicabile)
  • Estremi del decreto ministeriale di approvazione del dispositivo
  • Tipo, marca, modello, versione e numero di matricola del dispositivo.

Ogni successiva variazione delle informazioni deve essere prontamente comunicata. I dati trasmessi figureranno sul portale istituzionale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, garantendo la creazione di un elenco pubblico e aggiornato dei dispositivi legittimamente in uso su tutto il territorio nazionale.