Una lingua di terra battuta dal vento di tramontana, Cap de Creus non è solo un luogo: è un confine. Divide Francia e Spagna, ma anche il mare e le vette dei Pirenei.
Cap de Creus rappresenta il punto più orientale della penisola iberica ed è l’avamposto della Catalogna che, subito dopo il promontorio, si apre in lunghe distese di sabbia tipiche della Costa Brava e della sua vita. Per chi ha presente le forme oniriche delle opere di Salvador Dalì non sarà difficile, una volta giunti qui, riconoscere alcune formazioni rocciose scolpite dal vento che si incontrano lungo i sentieri che attraversano la riserva naturale.
In questa terra atipica convivono i flussi turistici legati alla magia di Cadaques, buen retiro di Dalì, ma anche la pace data dai ritmi lenti di altre località come Port de la Selva e le asperità naturali della costa.
Il Parco Naturale: tra rocce e blu

Il Parco Natural de Cap de Creus, primo parco marino-terrestre della Catalogna, protegge uno degli ambienti più affascinanti del Mediterraneo. Il Parco Naturale del Cap de Creus si estende lungo la costa da Cap de la Falconera, subito oltre la baia di Roses, fino a Playa de Tamariua, poco prima di Port de la Selva. Al suo interno sono state indicate aree ad altissima protezione come le riserve naturali integrali di Cap de Creus (nel territorio di Cadaqués) e Cap Norfeu (nel comune di Roses), dove è vietato uscire dai sentieri segnalati.
Il faro, il punto più a est della Spagna

Al termine della strada che si può percorrere salendo in autobus alle spalle della località di Port Lligat, si arriva a El Far de Cap de Creus. Il faro, solitario e maestoso, è circondato da uno scenario lunare: rocce scure, calette invisibili, grotte marine. Da qui partono diversi sentieri, tra cui uno che porta alla Cova de l’Infern, una grotta marina nascosta, e un altro che segue la costa fino a Cala Culip, uno dei luoghi più suggestivi. In cima ci sono anche due ristoranti e bar. Attenzione: l’accesso è vietato alle macchine per tutto il giorno, a meno di non possedere una prenotazione presso una delle due strutture.
Spiagge e Calette Segrete: tra panorami e immersioni

Il parco custodisce calette incantevoli come: Cala Montjoi: accessibile e servita da bar/ristorante, spiaggia di sabbia grossa con vista sul Cap Norfeu; nei fondali si trovano i resti del relitto Phedon. Cala Culip, Cala Culleró, Cala Rustella hanno accessi più difficili, e sono ideali per immersioni, snorkeling o relax in luoghi meno affollati. Infine ci sono le spiagge di Cala Jugadora, Cala Fredosa, Cala Sa Sabolla, Cala de Lledó: acque trasparenti, perfette per attività subacquee, e raggiungibili a piedi o via mare. Bella la spiaggia di Tamariua, che si raggiunge anche a piedi da Port de la Selva.
Sentieri Panoramici: natura, storia e viste mozzafiato
Via terra, il parco offre una rete di cammini escursionistici. I più lunghi sono il Camí de Ronda / GR-92 che percorre la costa tra L’Almadrava, Platja de Montjoi e altre cale, per circa 15 km, e il Camino Antiguo de Cadaqués di pari lunghezza. Quest’ultimo collega la rinomata località di mare, la Casa-Museo di Dalí, il faro e il Monastero di Sant Pere de Rodes. Molto interessante anche il Paraje de Tudela, una zona con sculture naturali modellate dai venti, un percorso breve (2,5 km) dove non è permesso deviare dal sentiero, con vegetazione ridotta ma paesaggio surreale, veramente alla Dalí.
Il monastero dimenticato: Sant Pere de Rodes

Arrampicato sulle pendici del monte Verdera a 520 metri di altitudine, il Monastero di Sant Pere de Rodes domina tutto il parco con una vista impressionante. Fondato come cella monastica già nell’878, il complesso è costruito su terrazze per adattarsi alla pendenza del terreno. Oggi il monastero è tutelato come bene culturale di interesse nazionale ed è stato recentemente restaurato a fini conservativi. Ospita visite guidate ed eventi culturali.
Port de la Selva: il fratello silenzioso di Cadaques
Mentre Cadaqués vive delle luci della ribalta legate allo status di località d’arte, di cultura e di mare, El Port de la Selva conserva un’anima più rustica e discreta. Sulla costa opposta del promontorio, ha un turismo principalmente nazionale e il suo aspetto è autentico e pacifico. I pescatori scaricano le reti al mattino, il lungomare si anima lentamente con i praticanti di kitesurf e i ragazzini che raggiungono a nuoto la piattaforma poco distante dalle riva per tuffarsi. Port de la Selva è una base perfetta per esplorare il parco a piedi o in bici, lontano dal trambusto. Ideale anche per una cena a base di pesce in tranquillità e cifre affrontabili.
Quando andare e cosa portare

I mesi migliori per visitare il Cap de Creus sono sicuramente maggio, giugno e settembre: giornate già (o ancora) sufficientemente lunghe, poca folla e tramonti da cartolina. In estate il vento può sorprendere e il sole sa essere feroce.








