Se stai cercando una fuga rigenerante che unisca lo stile metropolitano alla quiete della natura, il percorso che ti porta da Milano a Como è senza dubbio una delle esperienze più complete che tu possa fare in giornata o nel weekend. In questo articolo ti suggeriamo tre tappe per darti ispirazione.

Lasciarsi alle spalle Milano per abbracciare l’orizzonte blu del lago ti può portare a un cambio di prospettiva mentale. Siamo abituati a considerare il viaggio in auto solo come un mezzo per arrivare a destinazione, ma in questo angolo di Lombardia il tragitto stesso, per quanto breve, può diventare un piccolo road trip pieno di sorprese. Chilometro dopo chilometro, vedrai il paesaggio trasformarsi: le industrie lasciano spazio al verde della Brianza fino alle Prealpi, che sembrano proteggere come uno scrigno il Lago di Como.

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Da Milano a Como, tra funicolari storiche e orridi nascosti

Le tre tappe di questo itinerario da Milano a Como sono pensate per ispirare chi ha voglia di riscoprire il piacere del viaggio slow e vuole entrare in sintonia con un territorio incantevole, che ha ispirato nel tempo scrittori, poeti, artisti e registi. Un piccolo consiglio: prima di metterti al volante, calcola in anticipo il costo del pedaggio autostradale per gestire al meglio il tuo budget e goderti la gita senza pensieri.

Brunate, il balcone sulle Alpi

La prima tappa di questo viaggio è Brunate, un piccolo borgo tra le montagne che sovrastano il capoluogo lariano. Anche se puoi raggiungerlo in auto attraverso una strada tortuosa e panoramica, parcheggia a valle e prendi la storica funicolare che dal 1894 collega il lago alla vetta. Mentre sali, con una pendenza che tocca il 55%, vedrai la città rimpicciolirsi e il panorama aprirsi in un abbraccio spettacolare.

Una volta in cima, a oltre 700 metri d’altezza, capirai perché Brunate è definita il “Balcone sulle Alpi”. Qui l’aria è frizzante e pulita e il silenzio è rotto solo dal suono del vento tra gli alberi. Non limitarti alla terrazza panoramica appena fuori dalla stazione: passeggia tra le splendide ville in stile Liberty che punteggiano il paese, che testimoniano un passato in cui l’alta borghesia milanese sceglieva questo luogo per la villeggiatura estiva.

Se hai voglia di camminare ancora un po’, raggiungi il Faro Voltiano, eretto in onore di Alessandro Volta: di notte illumina la valle con luci tricolori, ma di giorno offre una vista che, nelle giornate limpide, spazia fino al Monte Rosa e agli Appennini.

Cernobbio, eleganza discreta

Proseguendo lungo la sponda occidentale del lago, a pochissimi chilometri dalla città, incontri Cernobbio, essenza dell’eleganza lariana mai ostentata. A differenza di altre località, Cernobbio mantiene un’atmosfera signorile e rilassata che ti conquisterà immediatamente. Spettacolare è la “Riva”, la splendida piazza a lago, recentemente riqualificata, che offre uno spazio ampio e curato per passeggiare ammirando le barche che dondolano dolcemente e le montagne che si riflettono nell’acqua scura. Cammina tra le vie della “Strettoia”, il centro storico, dove le botteghe artigiane e i piccoli bistrot si nascondono tra facciate color pastello e balconi fioriti.

Cernobbio è famosissima per Villa d’Este, uno degli hotel più prestigiosi al mondo, dall’architettura rinascimentale e i giardini sfarzosi, parzialmente visibili dall’esterno. C’è un altro lato di Cernobbio, meno conosciuto e più intimo, che merita attenzione: il Giardino della Valle. Si tratta di un piccolo orto botanico recuperato da una discarica abusiva grazie all’impegno di una signora locale, nonna Pupa, che lo ha trasformato in un’oasi di pace. È un esempio perfetto di come la cura del territorio possa creare bellezza anche dal nulla.

Nesso e il fascino selvaggio dell’acqua

Lasciando Cernobbio e guidando verso nord lungo la tortuosa ma bellissima strada Regina, pochi chilometri prima di Como arriverai a Nesso, borgo famoso per il suo orrido, una profonda gola naturale scavata dalla confluenza di due torrenti che si gettano nel lago con una cascata spettacolare. Il borgo si sviluppa in verticale e per scoprirne la magia devi essere disposto a scendere (e poi risalire!) le centinaia di gradini in pietra che si snodano tra le vecchie case dei pescatori.

La fatica sarà ampiamente ricompensata quando arriverai al Ponte della Civera, un ponte romanico in pietra che scavalca la foce del torrente proprio dove incontra il lago. Trovarsi lì sotto è un’esperienza potente: il fragore dell’acqua che cade nella gola rimbomba sulle pareti di roccia, l’aria è umida e fresca anche in piena estate e la luce che filtra crea giochi di riflessi smeraldini sull’acqua. È un luogo perfetto per chi cerca un contatto diretto e quasi primordiale con la natura, uno dei luoghi più autentici di tutto il Lario.

Dopo aver esplorato borghi e montagne, il tuo appetito sarà sicuramente stimolato e la cucina lariana sa come rispondere. Tornato verso Como, cerca una trattoria dove gustare le specialità locali: sapori decisi come la polenta uncia, ricca di formaggio e burro fuso, o i missoltini, pesci di lago essiccati al sole e poi grigliati, dal sapore intenso e sapido, come la vita dei pescatori.