Donald Trump non si accontenta di ridisegnare le mappe terrestri: dalle ambizioni sulla Groenlandia alla riconquista di Panama, fino al sogno interplanetario di Marte, il Presidente degli Stati Uniti continua a far parlare di sé.
Donald Trump ha ricominciato a parlare della Groenlandia. Durante una sessione congiunta del Congresso a Washington, il neoeletto Presidente degli Stati Uniti ha affermato che il Paese «prenderà il controllo della Groenlandia, in un modo o nell’altro». Parole che seguono anni di interesse verso il territorio autonomo danese, ribadendo l’importanza strategica dell’isola per la sicurezza nazionale e internazionale degli Stati Uniti.
Non è la prima volta che Trump mette gli occhi su territori strategici o fa dichiarazioni ambiziose. Già in passato aveva parlato della possibilità di acquisire il Canada, sottolineando l’importanza delle risorse naturali e delle opportunità economiche offerte dal vicino settentrionale degli Stati Uniti.
Ha poi acceso i riflettori su Panama, dichiarando di voler «riprendere il controllo» del Canale strategico. Per concludere con una visione quasi fantascientifica che lo vede piantare la bandiera americana su Marte, in collaborazione con Elon Musk e SpaceX. Per non parlare delle recente evoluzione sul tema delle terre rare chiave del conflitto tra Russia e Ucraina (e parte del piano del Governo Trump).
Groenlandia: perché è così importante per Trump?
Trump ha più volte sottolineato l’importanza della Groenlandia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. L’isola è infatti un avamposto strategico nell’Artico, dove Russia e Cina stanno intensificando la loro presenza. Il Presidente ha dichiarato: «Abbiamo bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale e persino per la sicurezza mondiale. È un territorio enorme e molto, molto importante per la sicurezza militare».
Nonostante le dichiarazioni entusiastiche, la Danimarca ha sempre risposto con fermezza alle proposte di Trump. Nel 2019, l’allora primo ministro danese, Mette Frederiksen, definì l’idea “assurda”. Tuttavia, Trump non sembra intenzionato a desistere. Ha già inviato suo figlio, Donald Trump Jr., in visita nella capitale Nuuk, segno di un interesse che va ben oltre le semplici parole.
Il ritorno di Panama nell’agenda di Trump
Oltre alla Groenlandia, Trump ha acceso i riflettori anche su Panama. Durante il suo discorso, ha ricordato come il Canale di Panama, costruito dagli americani a caro prezzo, sia stato «consegnato alla Cina» e ha promesso di «riprenderne il controllo». Le sue dichiarazioni fanno riferimento all’accordo recente che ha visto il fondo BlackRock acquistare due dei maggiori porti del Canale di Panama da CK Hutchinson, una società con sede a Hong Kong.
L’acquisizione è stata vista come una mossa strategica per riportare una parte del controllo americano sul Canale, considerato un’infrastruttura indispensabile per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Trump ha avvertito che «o ce ne riprenderemo il controllo o accadrà qualcosa di molto forte», un’affermazione che lascia aperta la porta a possibili scenari di pressione economica o addirittura di intervento militare.
Marte: il sogno americano interplanetario di Trump e Musk
Non poteva mancare infine un riferimento allo spazio e, in particolare, a Marte. Trump ha ribadito l’obiettivo di piantare la bandiera americana sul Pianeta Rosso, un progetto che ha già trovato l’appoggio di Elon Musk, fondatore di SpaceX. Durante il discorso, Trump ha promesso che gli Stati Uniti «andranno su Marte e oltre».
Il progetto, sebbene ambizioso, è considerato irrealizzabile entro la fine del suo eventuale secondo mandato, previsto per il 2029. La NASA ha sottolineato che, prima di pensare a Marte, ci sono ancora molte sfide da affrontare sulla Luna con le missioni Artemis. Eppure, Musk continua a spingere verso la colonizzazione extra-Terra, con l’obiettivo di rendere la vita “interplanetaria”.
Il sodalizio tra Trump e Musk non è solo retorico: il miliardario ha contribuito con ingenti donazioni alla campagna elettorale del Presidente ed è diventato uno dei suoi principali consiglieri. SpaceX, inoltre, è già coinvolta nella costruzione del sistema di atterraggio lunare per la missione Artemis III della NASA.
Fonte foto: whitehouse.gov.








