Un viaggio in moto tra Parma e Piacenza, tra castelli, borghi medievali e prodotti tipici da gustare. Un itinerario che unisce storia, paesaggio e sapori autentici dell’Emilia-Romagna.

Ci sono viaggi che non si misurano in chilometri, ma in storie, profumi e panorami che si imprimono nella memoria. In Emilia-Romagna, tra Parma e Piacenza, esiste un itinerario pensato per chi ama la strada e tutto ciò che essa collega: castelli e borghi da sogno, ponti che sembrano scolpiti dal mito, e tavole imbandite con i sapori più autentici della cucina regionale.

Un percorso perfetto per motociclisti e viaggiatori curiosi, dove ogni tappa è un invito a rallentare, guardarsi intorno, assaporare. Pronti a partire?

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Dalle rive del Trebbia a Bardi: curve, leggende e fortezze millenarie

Il viaggio comincia nel cuore della Val Trebbia, tra le colline che separano Piacenza e Parma. Prima tappa: il Castello di Rivalta, le cui origini risalgono al 1025. La struttura, ampliata e fortificata nei secoli, accoglie oggi i visitatori con le sue torri, i cortili e l’atmosfera sospesa tra Medioevo e Rinascimento. Lasciato il borgo fortificato, si imbocca la Statale 45, seguendo il corso del fiume Trebbia fino a Bobbio, uno dei borghi più belli d’Italia. Qui, l’iconico Ponte del Diavolo si staglia sul fiume come una visione fiabesca, avvolta da leggende antiche.

Si continua verso sud, lungo la SP586R della Val d’Aveto, un nastro d’asfalto tortuoso e scenografico, che scavalca i rilievi fino a lambire la Liguria. Dopo aver superato Santo Stefano d’Aveto e il Passo del Tomarlo, si rientra in Emilia-Romagna verso una delle roccaforti più affascinanti dell’intero nord Italia: la Fortezza di Bardi. Edificata su uno sperone roccioso, domina il paesaggio da oltre mille anni ed è un capolavoro di ingegneria militare capace un tempo di resistere ad assedi lunghi un anno.

Compiano, Val di Taro e Langhirano: tra castelli e sapori d’eccellenza

Dalla possente Bardi si riparte alla volta di Compiano, borgo intorno Parma dove un altro castello – datato 1141 – svetta silenzioso tra le case in pietra. Poco oltre l’ingresso, una sorpresa attende i viaggiatori affamati: il panigaccio, il tipico pane non lievitato della Lunigiana, cotto in speciali piatti di terracotta.

Dopo aver doppiato Borgo Val di Taro, patria del Fungo di Borgotaro IGP, la strada si inerpica fino a Varano de’ Melegari, dove il Castello Pallavicino sorveglia la vallata del Ceno da uno scoglio di arenaria. A poca distanza, un contrasto curioso: il moderno stabilimento Dallara, simbolo dell’ingegneria dell’automotive Made in Italy.

Tornando verso sud-est, le curve della SP39 e SP61 conducono nella Food Valley emiliana, per la precisione a Langhirano, capitale del Prosciutto di Parma. Qui, tra colline punteggiate di vigneti, non può mancare una visita al Museo del Prosciutto, seguito da una sosta al Castello di Torrechiara, capolavoro quattrocentesco perfettamente conservato. Poco distante, il Castello di Felino ospita nei suoi sotterranei il Museo del Salame, ulteriore tappa obbligata per i buongustai desiderosi di provare i piatti tipici della zona.

Fontanellato, Salsomaggiore e Grazzano Visconti: fortezze, terme e sogni d’altri tempi

Riprendendo la marcia, si arriva a Fontanellato – sede del LOST Music Festival, uno dei migliori festival d’Europa – dove la scenografica Rocca Sanvitale emerge dal fossato come una visione d’altri tempi. Costruita nel XIV secolo, conserva al suo interno affreschi e arredi d’epoca che raccontano secoli di storia nobiliare.

La strada poi risale dolcemente le colline verso Tabiano e Salsomaggiore Terme, territori termali noti per le proprietà curative delle loro acque. Qui si incontra il Castello di Scipione dei Marchesi Pallavicino, uno dei più antichi della regione. Poche curve più in là, Castell’Arquato si rivela in tutta la sua potenza visiva: la Piazza del Municipio con la Collegiata, la Rocca Viscontea e il Palazzo del Podestà compongono uno dei più scenografici quadri urbanistici dell’Italia medievale.

Il viaggio si chiude in bellezza a Grazzano Visconti, un borgo ricostruito in stile neo-medievale a partire dal 1906 per volontà del Duca Giuseppe Visconti di Modrone. Tra viuzze, botteghe artigiane e dettagli architettonici, sembra di viaggiare nel tempo. Un epilogo perfetto per un itinerario che fonde strada, storia e sapore.

Info tecniche del tour in moto dell’Emilia: chilometri, durata, strade

Per aiutare nella pianificazione del viaggio, ecco alcuni dettagli tecnici utili per affrontare l’itinerario in modo più preciso:

  • Lunghezza complessiva: circa 270 km, con possibili variazioni in base a deviazioni e visite ai castelli;
  • Durata consigliata: 2-3 giorni, per godere appieno delle soste culturali e gastronomiche. In una giornata si può percorrere l’intero tragitto, ma si perderebbe buona parte dell’esperienza;
  • Tipo di strade: l’itinerario alterna strade provinciali panoramiche (come la SP586R, la SP39 e la SP61) a statali ben mantenute (SS45, tratti della SS62). Alcuni tratti montani sono tortuosi e richiedono attenzione;
  • Dislivello altimetrico: si passa dai 60 metri s.l.m. di Langhirano ai circa 1.400 metri del Passo del Tomarlo, quindi è un percorso vario e adatto a motociclisti con un minimo di esperienza su strade di montagna. L’importante è avere un mezzo ben manutenuto, il necessario per la sicurezza in moto, un’assicurazione moto valida e, più di tutto, la voglia di partire, di condividere la strada con altri viaggiatori e di lasciarsi sorprendere da ciò che il viaggio saprà offrire;
  • Tipo di fondo stradale: prevalentemente asfaltato e in buone condizioni. Alcuni tratti collinari possono presentare brevi tratti di asfalto usurato o ghiaia ai margini;
  • Traffico: contenuto nei giorni feriali; più sostenuto nei weekend e nei pressi di borghi turistici come Bobbio, Castell’Arquato e Grazzano Visconti.