Cinque borghi italiani per scoprire i primi colori d’autunno, tra laghi alpini, vigneti del Collio, boschi dell’Appennino e l’entroterra sardo. Trentino, Friuli, Emilia-Romagna, Abruzzo e Sardegna: itinerari e periodi migliori per partire.

L’equinozio d’autunno cade il 22 settembre, e nelle due settimane successive i primi aceri e i primi larici iniziano a cambiare colore, soprattutto in montagna dove l’altitudine anticipa il fenomeno del foliage rispetto alla pianura. Abbiamo scelto cinque borghi tra Trentino, Friuli, Emilia Romagna, Abruzzo e Sardegna, ognuno con un lago, un bosco o un percorso tra i vigneti da raggiungere per celebrare l’arrivo dell’autunno.

5 borghi italiani per l’autunno 2026: dove andare per vedere i primi colori

Abbiamo raccolto i borghi che si trovano vicino a boschi, vigneti o sentieri segnalati, così da poter abbinare la passeggiata a una tappa nel centro abitato. Ecco i cinque borghi italiani da visitare in autunno.

Canale di Tenno (Trentino-Alto Adige)

A pochi chilometri da Riva del Garda, il borgo si affaccia sul lago di Tenno, uno specchio d’acqua di origine glaciale che in autunno assume riflessi turchesi per il contrasto con il rosso e l’arancio dei boschi circostanti. Attorno al lago crescono soprattutto castagni e aceri di monte, che cambiano colore in tempi diversi: i primi virano al giallo-bruno già a fine settembre, i secondi arrivano al rosso acceso una decina di giorni più tardi, quindi l’ideale sarebbe tornare più volte nell’arco di due-tre settimane per vedere l’intera gradazione.

Il periodo più indicato per il foliage va da fine settembre a metà ottobre, con un picco che coincide di solito con la prima settimana di ottobre. Il sentiero che costeggia il lago, lungo poco più di 2 km e quasi pianeggiante, è percorribile anche con bambini o passeggini adatti al fondo sterrato. Trento e Rovereto distano meno di un’ora d’auto, un’opzione utile se vuoi abbinare la gita a una tappa cittadina nello stesso weekend.

Gradisca d’Isonzo (Friuli-Venezia Giulia)

Nel cuore del Collio, in provincia di Gorizia, il borgo di Gradisca d’Isonzo è circondato da colline coltivate a vite che cambiano colore a partire da ottobre: le foglie della vigna passano dal verde al giallo e poi a sfumature di rosso e viola nell’arco di due o tre settimane, un processo più rapido e più visibile rispetto a quello dei boschi di montagna. La varietà più diffusa in zona è il Sauvignon insieme a Friulano e Ribolla Gialla, e ogni vitigno tende a colorarsi con tempistiche leggermente diverse, per cui il paesaggio cambia aspetto quasi ogni fine settimana.

Nel raggio di pochi chilometri si trovano Cormons, San Floriano del Collio e Capriva del Friuli, tre centri dove diverse cantine organizzano visite guidate con degustazione proprio nelle settimane successive alla vendemmia, quando i filari sono già colorati. Il confine con la Slovenia, dove la stessa zona vinicola prende il nome di Brda, dista una quindicina di minuti d’auto e permette di proseguire l’itinerario tra i vigneti anche oltre confine.

Bagno di Romagna (Emilia-Romagna)

Il borgo si trova all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, tra la provincia di Forlì-Cesena e il confine con la Toscana, un’area che ospita faggi, aceri, olmi e tigli su terreni collinari più alti rispetto alla pianura circostante. Il foliage qui è più tardivo rispetto al Nord Italia, con il picco tra fine ottobre e i primi di novembre, circa tre settimane dopo rispetto al Trentino: una differenza legata soprattutto alle temperature più miti della zona appenninica in questa fascia di altitudine.

Nel parco si possono raggiungere il lago di Ridracoli, noto per la diga che lo delimita e per i sentieri che lo costeggiano, e le Cascate dell’Acquacheta, che in autunno si trovano circondate da faggete dai colori intensi. Premilcuore e Santa Sofia sono due tappe utili per chi vuole fermarsi a pranzo lungo il percorso, entrambe raggiungibili in meno di 20 minuti d’auto da Bagno di Romagna.

Pacentro (Abruzzo)

Alle porte del Parco Nazionale della Majella, Pacentro dà accesso alla Riserva Naturale del fiume Orfento e alle Gole di San Martino, dove i boschi di faggio cambiano colore tra la metà e la fine di ottobre, leggermente più tardi rispetto alle faggete del Nord Italia per via della quota e dell’esposizione della valle. Il sentiero che segue il corso del fiume Orfento attraversa diversi microclimi in pochi chilometri, per cui capita di vedere alberi ancora verdi accanto ad altri già completamente arancioni, un effetto legato alle differenze di esposizione al sole tra un versante e l’altro della gola.

Sulmona e Caramanico Terme si trovano entrambe entro una ventina di chilometri e permettono di completare il weekend con una seconda tappa, utile per chi arriva da fuori regione e vuole dividere il viaggio su due giorni, magari abbinando la camminata a una sosta alle terme.

Santu Lussurgiu (Sardegna)

A nord di Oristano, nella zona del Montiferru, il borgo di Santu Lussurigiu è il punto di partenza più comodo per raggiungere il Parco di San Leonardo di Siete Fuentes, un’area boschiva con querce, olmi e lecci che in autunno regala una delle poche esperienze di foliage disponibili in Sardegna, dove la vegetazione è in prevalenza sempreverde e il cambio colore autunnale è meno diffuso rispetto al resto d’Italia.

Il periodo migliore si estende più a lungo rispetto al resto della lista, fino a inizio dicembre, per via del clima più mite dell’isola, il che lo rende una scelta pratica per chi vuole vedere il foliage anche a stagione già avanzata, quando negli altri quattro borghi i colori sono ormai sfumati.

Quando partire e come muoverti tra i borghi

Le finestre di foliage cambiano di poco ogni anno in base alle temperature, quindi conviene controllare il meteo locale nei giorni precedenti alla partenza, soprattutto per le zone di montagna come la Val Gardena o le Langhe, dove l’altitudine anticipa il cambio colore rispetto alla pianura.

Se ti sposti in auto – per un tour tra più borghi è sicuramente la soluzione più pratica – ti consigliamo di attivare il servizio di telepedaggio, che ti permette di passare ai caselli autostradali senza fermarti e aspettare che la fila scorra.