In Basilicata esistono due piccoli borghi omonimi che custodiscono storie, tradizioni e paesaggi diversi. Andiamo a scoprire la bellezza e unicità di San Chirico Nuovo e San Chirico Raparo.
Sono tante le città e i borghi omonimi in giro per l’Italia. Basti pensare a Novara, che oltre alla celebre città piemontese è anche un bellissimo borgo siciliano, oppure al nome Castel del Monte, che rimanda tanto al capolavoro medievale patrimonio Unesco quanto al borgo incastonato nel Gran Sasso. In Basilicata, invece, Brindisi di Montagna conserva un’eredità profondamente diversa rispetto alla più nota Brindisi “adriatica”.
E sempre in Basilicata, nella provincia di Potenza, si trovano due borghi omonimi che meritano di essere scoperti: San Chirico Nuovo e San Chirico Raparo, realtà affini nel nome ma distanti per origine e sviluppo.
San Chirico Nuovo: origini antichissime e un passato bizantino
San Chirico Nuovo ha le sue radici nella località “Serra”, abitato già nel VI secolo a.C., come dimostrano i ritrovamenti archeologici di ceramiche, armi lucane, monete e due piccoli templi dedicati ad Artemide, Demetra e Afrodite. Dopo secoli segnati da invasioni e spopolamenti, il borgo attuale nacque intorno al X secolo grazie a una comunità greco-bizantina rifugiatasi qui durante le persecuzioni iconoclaste. Fu allora che venne scelto il nome Sanctus Quiricus, in onore del santo bambino martirizzato nel 304 d.C.
La storia successiva segue le vicende del feudalesimo, dal dominio dei Sanseverino alla partecipazione ai moti risorgimentali. Dell’antico castello resta una torre, mentre il cuore religioso del borgo è la chiesa di San Nicola di Bari, edificata tra XVI e XVII secolo, con facciata articolata e interni a tre navate restaurati dopo il terremoto del 1980. Oggi San Chirico Nuovo è un tranquillo centro collinare che conserva tracce evidenti dell’eredità bizantina nel dialetto e nelle tradizioni.
San Chirico Raparo, alle pendici del Monte Raparo
San Chirico Raparo sorge su uno sperone roccioso a 780 metri, affacciato sulla valle del Racanello. Le sue origini sono in parte incerte: potrebbe derivare dall’antica Polisandra oppure dalla fondazione dell’abbazia di Sant’Angelo al Monte Raparo, fulcro spirituale dell’area. Anche qui il nome richiama San Quirico, particolarmente venerato dai monaci orientali.
Il borgo appartenne nei secoli a diverse famiglie feudali e nel Settecento fu un centro attivo nella tessitura del cotone e della ginestra. Oggi conserva luoghi di grande interesse, come la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, con un crocifisso trecentesco e opere attribuite a Simone da Firenze, e palazzo Barletta, con arredi e arazzi d’epoca. A poca distanza si trova l’abbazia di Sant’Angelo, inserita in un paesaggio segnato da sorgenti sulfuree, fenomeni carsici e vasti boschi ideali per il trekking. Nel borgo è visitabile anche il Museo Sartoria Giovanni Missanelli, dedicato alla tradizione sartoriale locale. Molto sentita la festa patronale di metà luglio.
Che cosa significa “San Chirico”?
Il nome dei due borghi rimanda allo stesso santo: San Quirico (o Chirico) di Iconio, un bambino di tre anni martirizzato insieme alla madre Giulitta nel 304 d.C., durante le persecuzioni di Diocleziano. La sua figura era particolarmente venerata dalle comunità orientali e dai monaci di rito bizantino, motivo per cui il culto si diffuse in molte aree dell’Italia meridionale interessate da insediamenti greci.
Come arrivare nei due borghi
San Chirico Nuovo e San Chirico Raparo si trovano entrambi in provincia di Potenza, ma in aree diverse: il primo in posizione collinare non lontano da Tolve, il secondo nell’area più interna del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano.
I due centri sono raggiungibili principalmente in auto, percorrendo la rete viaria regionale che collega Potenza ai comuni limitrofi. Per chi proviene da fuori regione è consigliabile utilizzare l’autostrada A2 o l’A14 e proseguire verso la Basilicata. Per chi viaggia sulle principali direttrici autostradali rimane utile l’impiego di servizi di telepedaggio, che permettono di evitare code ai caselli e rendono più scorrevoli gli spostamenti.
Fonte foto: Fuoco Fatuo – Flickr.com.








