Caro diesel: l’esecutivo lavora a un nuovo decreto per prolungare lo sconto di 17 centesimi sul gasolio, in attesa di definire misure più mirate. Nei prossimi giorni sarà contabilizzato l’extragettito Iva che permetterà di finanziare l’intervento.

Il governo prova a prendere tempo sul caro carburanti e guarda ancora al meccanismo delle accise mobili. L’obiettivo è prolungare per qualche altro giorno lo sconto di 17 centesimi al litro sul diesel, misura introdotta per alleggerire i prezzi del carburante durante il controesodo estivo.

La nuova proroga dipenderà dall’extragettito Iva maturato ad agosto, che sarà calcolato nei prossimi giorni. La speranza dell’esecutivo è che la cifra sia superiore ai 20,5 milioni di euro già utilizzati per finanziare il precedente decreto interministeriale.

Quel provvedimento aveva consentito di estendere di due giorni, il 25 e il 26 agosto, il taglio delle accise deciso a inizio mese dal Consiglio dei ministri. Intanto, però, i rincari sui mercati internazionali sono proseguiti anche ad agosto, con effetti evidenti sui prezzi di benzina e diesel. Gli aumenti non hanno frenato gli spostamenti degli italiani in vacanza, ma hanno contribuito a spingere l’inflazione.

Caro diesel e accise mobili: perché il governo vuole guadagnare tempo

Il ricorso alle accise mobili dovrebbe consentire al governo di evitare uno stop immediato allo sconto sul diesel. La proroga avrebbe quindi una funzione ponte: mantenere per un periodo limitato l’attuale riduzione del prezzo alla pompa e, nel frattempo, preparare un intervento più strutturato.

Dentro la maggioranza la linea prevalente sembra orientata verso misure più selettive, non più valide indistintamente per tutti gli automobilisti. L’idea è concentrare gli aiuti sui settori più colpiti dal caro carburanti e sulle fasce di reddito più basse, così da rendere il sostegno meno costoso per le casse pubbliche e più mirato.

Il nodo principale resta però quello delle coperture. Ogni nuova misura dovrà essere costruita sulla base delle risorse disponibili e questo rende ancora incerto il perimetro dell’intervento.

Le divisioni nella maggioranza sulle coperture

Il confronto politico resta aperto anche all’interno del centrodestra. Una delle questioni più delicate riguarda il possibile reperimento di nuove risorse dal comparto petrolifero, ipotesi che continua a dividere la maggioranza.

Forza Italia si è finora mostrata contraria a interventi fiscali dall’alto sul settore, in particolare a forme di tassazione sugli extraprofitti. Il comparto petrolifero, del resto, ha già contribuito alle coperture attraverso l’anticipo fiscale sui dividendi previsto dall’ultimo decreto accise, che ha permesso di prorogare il taglio attualmente in vigore fino al 5 settembre.

Per questo motivo, al momento non c’è ancora una soluzione definitiva. Il governo punta a usare il margine garantito dalle accise mobili per allungare i tempi della decisione e definire con maggiore precisione destinatari, strumenti e risorse disponibili.

Buoni carburante e carta Dedicata a te: le ipotesi sul tavolo

Tra le soluzioni allo studio c’è anche l’ipotesi di un bonus carburante riconosciuto come fringe benefit. Si tratta di un meccanismo già utilizzato in passato, ma che oggi presenta alcune difficoltà applicative. Arrivando a fine anno, molte aziende potrebbero aver già esaurito il budget destinato ai benefit per i dipendenti, riducendo così l’efficacia dello strumento.

Un altro nodo riguarda l’eventuale selezione dei beneficiari tramite Isee. Questo criterio, secondo alcune perplessità emerse nel dibattito, rischierebbe di non fotografare sempre in modo preciso la reale condizione economica delle famiglie, penalizzando chi sostiene costi elevati per gli spostamenti e per il rifornimento carburante ma resta fuori dalle soglie previste.

Un problema simile potrebbe presentarsi anche con l’ipotesi di inserire un sostegno specifico all’interno della carta “Dedicata a te”. La misura avrebbe il vantaggio di essere rapida da attivare, ma potrebbe non raggiungere tutti coloro che utilizzano l’auto con continuità e subiscono direttamente i rincari di diesel e benzina senza rientrare tra i beneficiari dell’agevolazione.