La Processione del Cristo Morto di Gubbio è tra le celebrazioni del Venerdì Santo più suggestive d’Italia. Di origine medievale, racconta secoli di storia, devozione e memoria collettiva.
Pasqua rappresenta il momento più importante dell’anno liturgico cristiano e, in tutta la penisola, sono numerosi i borghi che custodiscono tradizioni antiche legate alla Settimana Santa italiana. Dalla solenne Processione dei Misteri di Trapani alle celebrazioni di Vallata, in Irpinia, ogni territorio interpreta il rito con gesti, suoni e simboli carichi di significato.
A Gubbio si svolge, da secoli, la Processione del Cristo Morto, uno dei momenti più intensi della Settimana Santa umbra. Uomini incappucciati, donne in velo nero, canti penitenziali e la luce tremolante delle torce trasformano le vie del centro storico in un percorso di profonda partecipazione emotiva.
Scopriamo di più sulla Processione del Cristo Morto di Gubbio 2026.
Processione del Cristo Morto di Gubbio: le origini
La città di Gubbio è riconosciuta come uno dei borghi più belli e meglio conservati d’Italia. Offre un patrimonio ricchissimo: architetture medievali intatte, vedute mozzafiato sull’Appennino e un tessuto culturale vivo, fatto di riti, musei e tradizioni radicate come la Processione del Cristo Morto, rappresentazione sacra della Passione e della Morte di Gesù.
Derivata dalle antiche messe in scena del XIII secolo, la processione affonda le sue radici nella devozione popolare medievale.
Il primo documento che ne attesta ufficialmente lo svolgimento risale, però, al Cinquecento.
L’organizzazione del rito è affidata alla Confraternita di Santa Croce della foce, erede delle antiche Compagnie dei Disciplinati.
Grazie al loro impegno, la processione continua a essere una delle espressioni più autentiche della spiritualità eugubina.
Processione del Cristo Morto di Gubbio 2026
Come di consueto, la Processione del Cristo Morto di Gubbio prende vita la sera del Venerdì Santo, quando dalle vie emerge il lungo e suggestivo corteo dei confratelli incappucciati.
Alle 19.30, dalla Chiesa di Santa Croce della foce, quattro confratelli aprono il cammino con il suono secco e cadenzato delle battistrangole, antichi strumenti lignei dotati di battenti in ferro.
Seguono il portatore del teschio, l’imponente Albero della Vita, le tre croci del Calvario e le croci raggiate. Poi gli altri simboli della passione, ciascuno affiancato da due torce.
Fa quindi il suo ingresso il simulacro del Cristo Morto, mentre il primo coro del Miserere ne scandisce l’avanzare con il suo canto profondo e solenne, vera colonna sonora della processione.
Gli scout, i chierichetti e il ricostituito coro delle Pie Donne precedono la Madonna Addolorata, accompagnata dal secondo coro del Miserere.
La processione percorre un itinerario storico nel cuore della città, scandito da tre soste rituali:
- al Pietrone, pietra a forma ovoidale, inserita nel selciato del Palazzo del Capitano del Popolo, un tempo residenza della nobile famiglia Gabrielli;
- davanti alla Chiesa di San Domenico, dove si uniscono alla processione il vescovo e il clero;
- all’Astenotrofio Mosca, per permettere la del Crocifisso ad anziani ed ammalati ospitati dalla casa di riposo.
Dopo circa due ore e mezza, il corteo rientra a San Domenico per l’omelia conclusiva.
Per ulteriori informazioni si rimanda al sito ufficiale della Confraternita Santa Coce della foce.
Come arrivare a Gubbio
Gubbio è uno dei centri più noti dell’Umbria ed è facilmente raggiungibile con qualsiasi mezzo. In treno basta arrivare alle vicine stazioni di Perugia, Fossato di Vico-Gubbio o Ancona e proseguire con gli autobus regionali, che collegano regolarmente la città.
Sono inoltre attive corse autobus dirette da Perugia, Umbertide, Fossato di Vico e dalle principali località umbre e marchigiane.
Chi preferisce viaggiare in auto può raggiungere Gubbio tramite la SS219 da Ancona o la E45 da Cesena e Perugia, entrambe ben collegate e scorrevoli. Per un viaggio più fluido, si consiglia l’uso dei servizi di telepedaggio e di consultare il traffico in tempo reale prima della partenza.








